Il dolore
Pisa, per Pazienza arriva l'annuncio ufficiale
La società scioglie le riserve e dà l’incarico in via definitiva all'ex giocatore del Napoli
AGGIORNAMENTO: la società ha ufficilizzato la panchina Michele Pazienza (qui il comunicato ufficiale)
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PISA. Il Livorno si allontana, ma era nelle previsioni della vigilia che gli amaranto avrebbero sfruttato a dovere il turno favorevole. La giornata numero 11 regala invece una sorpresa per niente sgradita al Pisa, ovvero il clamoroso ko casalingo del Siena che si fa travolgere per 3-0 dal Monza.
E sabato 4 novembre alle 20.30 allo stadio Artemio Franchi si giocherà l’anticipo del dodicesimo turno, bianconeri contro amaranto: per la prima volta il calendario mette il Pisa, almeno sulla carta, in condizione di avvicinare le prime posizioni.
Per farlo, naturalmente, bisognerà battere la Pistoiese, compito non facile perché il mister degli arancioni Paolo Indiani, dopo la sua breve esperienza in nerazzurro di otto anni fa, è quasi sempre riuscito a imbrigliare il Pisa quando era alla guida del Pontedera.
Ieri oltretutto la Pistoiese si è proiettata in zona playoff battendo al 95’ il Prato nel derby più sentito da quelle parti. Protagonista il veterano ex livornese Juan Surraco, centrocampista uruguaiano classe 1987: partito dalla panchina è entrato in campo al 63’, si è fatto ammonire al 3’ di recupero e ha segnato due minuti dopo, a fil di sirena.
Dunque all’Arena arriverà una Pistoiese carica di entusiasmo: forse è meglio così, visto che il Pisa dà il meglio di sé quando le squadre avversarie provano a fare la partita anziché pensare soprattutto a limitare le iniziative dei nerazzurri, come è successo anche venerdì sera a Piacenza (a parte il finale del primo tempo, in cui i biancorossi hanno preso decisamente l’iniziativa).
L’ALLENATORE. Oggi la squadra nerazzurra riposerà, per ripartire poi domani con una settimana fitta di allenamenti. Ma Mannini e compagni chi troveranno a dirigerli? Dopo la gara di Piacenza, a quanto ci risulta, sono stati interrotti i sondaggi con altri allenatori e quindi Michele Pazienza, che aveva iniziato il suo incarico in sostituzione di Gautieri come tecnico ad interim, nelle prossime ore verrà ufficializzato come titolare della panchina a titolo definitivo e avrà un suo staff.
A quanto pare infatti l’ex centrocampista del Napoli ha convinto la società e ha conquistato la fiducia della squadra, che preferisce la sua “freschezza” (è stato calciatore sino al giugno scorso) e la sua capacità di calarsi nelle dinamiche dello spogliatoio all’impatto di un nuovo mister che potrebbe non calarsi subito nel compito di condurre il Pisa.
Per dirla tutta, il club si è trovato in una situazione complicata. La maggior parte dei tecnici di categoria in questo momento svincolati erano stati già “studiati” in estate e poi scartati a beneficio della scelta di Gautieri; e i due che effettivamente risultavano come profili davvero intriganti, benché diversi fra di loro, cioè De Zerbi e Breda, proprio nei giorni scorsi hanno trovato una panchina nelle categorie superiori, ovvero il Benevento in A e il Perugia in B.
LE PROSPETTIVE. Il Livorno ora è a +6 dal Pisa (potenzialmente a +9 visto che ha giocato una partita in meno). E allora bisogna dire addio alle speranze di promozione diretta? Neanche per sogno. Il Pisa deve ancora giocare 25 partite, due delle quali proprio con gli amaranto: il calendario sinora non ha sicuramente dato una mano ai nerazzurri, che hanno già affrontato cinque delle prime sette formazioni avversarie in classifica, mentre prima dl derby il Livorno deve ora affrontare in rapida successione quattro di esse ovvero Siena, Viterbese, Monza e Olbia.
Questo non è sminuire le qualità degli avversari: è un dato di fatto. A parte il ko nella prima giornata a Olbia, al Pisa si possono imputare solo le delusioni casalinghe contro Siena e Gavorrano, mentre a Monza (pur senza brillare) un rigore sbagliato al 94’ ha tolto due punti, e nessuna delle vittorie ottenute sinora è macchiata da episodi dubbi o fortunosi.
I nerazzurri devono però migliorare moltissimo nella fase offensiva, dove un reparto a tre non sembra proprio nelle corde degli attuali giocatori (in pratica solo Peralta e Mannini sono esterni “naturali”, mentre Negro, Masucci e Giannone hanno tutt’altre caratteristiche) e lo stesso centravanti Eusepi ha bisogno di un compagno vicino per poter dialogare e rendersi pericoloso. Ma migliorare si può, se si hanno dei giocatori forti e una società solida. Cose che per fortuna non mancano.
VIDEO. Il progetto la nuova Arena
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