Il Tirreno

Pisa

Anche Benji e Fede in campo sabato all’Arena Garibaldi

Anche Benji e Fede in campo sabato all’Arena Garibaldi

Paolo Belli, presidente della Nazionale Cantanti: «Sarà emozionante tornare a giocare nello stadio pisano»

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PISA. «Non vedo l’ora di tornare a giocare all’Arena Garibaldi e abbracciare un pubblico sempre generoso come quello pisano».

Il calcio è sempre una grande emozione anche quando non è giocato da calciatori “veri”, ma serve per qualcosa d’importante nel sociale. Il presidente della Nazionale Cantanti Paolo Belli da tanti anni si adopera e ci presenta la sfida tra la sua squadra e la Nazionale Calcio Tv in programma sabato 20 (ore 20.45) a Pisa e il cui ricavato andrà alla Fondazione Shalom: «Dal punto di vista solidale viviamo in un contesto storico dove c’è sempre bisogno di questo tipo di eventi – spiega Belli –. Noi ci sentiamo felicemente obbligati a giocare e riusciamo anche a divertirci».

Sul piano sportivo la sua Nazionale si trova a un punto di partenza: «Dopo anni in cui non avevamo un ricambio generazionale stiamo ritrovando nuova linfa grazie a tanti giovani che fanno respirare noi “vecchietti”. Non solo perché ci sono cantanti bravi a giocare ma soprattutto perché questi ragazzi sono sempre disponibili a giocare queste partite che ti impegnano in molte occasioni durante l’anno».

Un sacrificio che viene fatto volentieri: «Ormai io mi sento un po’ come Vierchowood a fine carriera ma sono contento di far crescere tanti giovani. A Pisa ad esempio ci saranno due idoli delle teenager come Benji e Fede».

“Metti in campo il cuore” è ormai una sfida tradizionale ed è valida per il IV trofeo intitolato alla memoria di Silvio Bonolis: «Teniamo molto a questa partita che per noi è un po’ come un derby – prosegue Belli –. Loro sono fortissimi ma l’ultima volta abbiamo vinto noi, quindi mi aspetto di vederli con il dente avvelenato».

Per l’ex voce dei Ladri di Biciclette non sarà la prima all’Arena: «Non vedo l’ora di giocare. Nel 1991 abbiamo fatto una partita in uno stadio dal grande fascino per chi come me è cresciuto nel mito radiofonico di “Tutto il calcio minuto per minuto”. Quel calcio era poesia. L’immaginazione che ti regala la radio è unica e ho anche un bellissimo ricordo di quando da bambino sono stato in gita a Pisa e dall’alto della Torre vedevo questo stadio così suggestivo, in pieno centro cittadino. A quei tempi non sognavo di fare il cantante ma il calciatore e in qualche modo quel sogno l’ho realizzato grazie alla nostra nazionale».

La partita è comunque molto attesa tanto che la Nazionale Cantanti sarà in ritiro per due giorni a Tirrenia e si allenerà al centro Coni domani e venerdì: «Sembriamo quasi una squadra vera e mi auguro che gli allenamenti siano a porte chiuse così gli avversari non possono spiarci – scherza Belli –. Facciamo il ritiro per fare gruppo fin dai primi tempi perché il nostro è un mondo dove tendenzialmente siamo un po’ tutti egocentrici. Fare gruppo è servito anche a mettere insieme esperienze diverse e cementare nuove amicizie. Gianni Morandi e Ruggeri erano tra quelli che tenevano più di tutti a fare questi ritiri e la tradizione è andata avanti in tutti questi anni».

Fare gruppo vuol dire anche tenere insieme le diverse fedi calcistiche: «Quello degli sfottò è il divertimento più bello. Io da iuventino negli ultimi sei anni me la sono goduta, ma dopo la sconfitta con la Lazio gli interisti come Ruggeri o chi tifa Torino come Boosta si sono rifatti. Il bello del calcio è proprio il tifo, ma è sempre importante che tutto resti nei limiti della presa in giro».

Andrea Chiavacci

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