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Pisa

al “moccagatta” una bella sorpresa 

Reazione pronta e decisa La semplicità ha pagato

Reazione pronta e decisa La semplicità ha pagato

PISA. Fare le cose semplici, mettere i giocatori nel loro ruolo e trasmettere fiducia. Michele Pazienza ha letto il manuale del buon allenatore subentrato, best-seller di Dino Pagliari, con il 4-4-2...

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PISA. Fare le cose semplici, mettere i giocatori nel loro ruolo e trasmettere fiducia. Michele Pazienza ha letto il manuale del buon allenatore subentrato, best-seller di Dino Pagliari, con il 4-4-2 come gadget. Non erano annidate solo nel 4-3-3 le ragioni più profonde della crisi di gioco, più che di risultati, che attanagliava i nerazzurri nella gestione Gautieri. Sicuramente il 4-4-2 ha in sé il potere di restituire qualche sicurezza, garantendo ad ogni giocatore la presenza di un compagno con cui condividere la zona di competenza. Ne aveva bisogno soprattutto Eusepi, che si è giovato della vicinanza di Masucci. Pazienza dopo l’esordio vittorioso non ha voluto parlare del modulo e probabilmente ha ragione lui: in un 4-3-3 Re Umberto avrebbe dovuto disporre non di uno, ma di due fidi scudieri, che però nell’interpretazione dello schema erano spesso defilati e lontani dal centravanti.

PIÙ MODULI IN UNO. In realtà Pazienza, trasferendo Mannini dalla fascia sinistra alla destra e dirottando Di Quinzio sulla corsia mancina, ha in realtà cambiato qualcosa nella disposizione in campo, non stravolgendo tutto del precedente dispositivo tattico. Mannini infatti era il quarto centrocampista, ma spesso di nuovo il terzo attaccante, mentre Di Quinzio ha coperto l’esterno e offerto qualche buon cross, però, per sua natura, tendeva ad accentrarsi ricomponendo il terzetto mediano con Gucher e De Vitis. Masucci, teoricamente seconda punta, ha continuato come sempre a svariare su tutto il fronte d’attacco, ma con più leggerezza, avendo un minor carico di compiti prestabiliti. Insomma un 4-4-2 pendente a destra, con tante possibili dinamiche di gioco, valorizzato dall’esperienza e dall’intelligenza tattica dei suoi interpreti più esperti.

FINALE A 5. Pazienza ha cambiato la strategia nella puntale sostituzione di Birindelli per crampi. Il prescelto stavolta è stato Sabotic, compagno di squadra del tecnico pugliese alla Reggiana, ai primi minuti in questo campionato. Finalmente un difensore per un difensore, senza ribaltare lo schieramento. Una sostituzione non automatica: uno stopper al posto di un terzino. Anche in questo caso Pazienza non ha inventato nulla, preferendo il passaggio ad una retroguardia a 3 per inserire il montenegrino. Uno spunto di Sabotic nel finale sulla destra lascia aperta anche la possibilità di una conversione a esterno basso, ma con calma. Una fase difensiva a 5 è una valida opzione anche dal 1’. Non obbliga necessariamente Birindelli o Mannini a sobbarcarsi la copertura dell’intero binario destro, perché da quinto centrocampista in passato ha giocato anche il mobile Di Quinzio, negli equilibri centrali ed arretrati del 3-5-2 della Spal di Semplici.

Massimo Berutto

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