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Un derby Toro-Juve? La sfida di domani fra Di Masi e Corrado

Un derby Toro-Juve? La sfida di domani fra Di Masi e Corrado

Il presidente nerazzurro ad Alessandria è quasi di casa e anche il tifo calcistico lo divide dal patron dei Grigi

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PISA. Giuseppe Corrado “torna a casa” in uno dei match più delicati della sua presidenza. Il numero uno della società nerazzurra infatti è nato a Casale Monferrato, in provincia di Alessandria, dove rientrerà nei panni dell’avversario. Da parmigiano di adozione ha già battuto la formazione grigia nella finale playoff dello scorso anno. Da presidente della propria squadra sarà tutta un’altra cosa, soprattutto in uno determinante snodo della stagione, nella prima partita del dopo-Gautieri. Interessante la sfida con il patron avversario Luca Di Masi in una sorta di derby in tribuna, fra due patron che attendono una prova di carattere soprattutto sul terreno di gioco.

TORINISTA CONTRO JUVENTINO. Sarà un confronto fra generazioni diverse e tra fedi calcistiche opposte. Di Masi, imprenditore nel settore dell’abbigliamento, ha 41 anni e da quasi 5 è il proprietario dell’Alessandria. Nasce da una famiglia torinista, che - come più volte dichiarato - lo ha portato per mano in curva Maratona fin da bambino. Corrado come noto è juventino. Di Masi improvvisamente ha svestito i panni granata per affezionarsi all’Alessandria, assai prima di afferrarne le redini. «Ad un certo punto – ha spiegato il padrone del sodalizio piemontese tempo fa al CorriereAL –, intorno ai vent’anni, mi venne questa idea, non so quanto strana: provare a vedere se, in giro per il Piemonte, ci fosse una squadra di provincia, in categorie meno blasonate della A e della B, capace di emozionarmi, a livello di squadra e di tifo».

Forse lo stesso istinto che, negli anni della maturità, ha avvicinato Giuseppe Corrado ai colori nerazzurri.

LA PAZIENZA HA UN LIMITE. In settimana i due presidenti sono scesi in campo per affrontare i problemi delle loro squadre. Giuseppe Corrado ha scelto la via della pacatezza e della riflessione, sfociata, dopo la sconfitta con il Pontedera, nell’esonero di Gautieri. Di Masi, in conferenza stampa, ha scelto invece di rinnovare la fiducia a mister Stellini («L’allenatore non corre alcun rischio e lo vedranno qui ancora per molto tempo, è un nostro punto di forza ed è molto saldo al suo posto»), preferendo strigliare la squadra («Noi li trattiamo da top player perché riteniamo che siano tali e, se questo è un agio, potremmo togliere determinate cose»). Un presidente-tifoso che già nel deludente finale della scorsa stagione, nonostante gli ingenti investimenti, non esitò ad assumersi le proprie responsabilità, dopo aver ritardato a sostituire Piero Braglia (poi rimpiazzato da Pillon): «Sono assolutamente conscio di non aver fatto tutto ciò che era in mio potere, almeno nei tempi corretti, per provare ad invertire una rotta». (m.b.)

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di Redazione web