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I ko in Coppa con il Pontedera? Traumatici ma a volte salutari
PISA. Le sconfitte in Coppa Italia con il Pontedera non sono mai indolori e spesso invertono il corso delle stagioni con esiti assolutamente imprevedibili. L’esonero di Gautieri non è affatto un...
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PISA. Le sconfitte in Coppa Italia con il Pontedera non sono mai indolori e spesso invertono il corso delle stagioni con esiti assolutamente imprevedibili. L’esonero di Gautieri non è affatto un episodio isolato. Un autentico uragano accompagnò uno scivolone sulle rive dell’Era il 26 agosto 1998: il Pisa di Francesco D’Arrigo fu regolato dai cugini granata con un classico 2-0, che alzò un polverone, foriero di pesanti decisioni. A farne le spese furono Gerry Cavallo e Ildebrando Stafico, esclusi dall’organico rossocrociato. La piazza storse la bocca (i due calciatori erano apprezzati), ma lo shock si rivelò salutare: il Pisa partì sorprendentemente in quarta (4 vittorie di fila e 11 risultati utili iniziali) e dominò il campionato volando in C1. Il Pontedera però si confermò ostico anche durante quel fortunato torneo, costringendo Andreotti e soci a due 0-0, non privi di ulteriori polemiche.
Altra sconfitta infrasettimanale per i nerazzurri nella stagione 2014-15. Piero Braglia si presentò allo stadio Mannucci con le seconde e forse le terze linee. In panchina con lui anche il figlio Thomas, che giocava fra gli Allievi. Inevitabile un netto 3-1 al passivo, nonostante l’illusorio vantaggio di Beppe Giovinco.
Un passo falso in un derby, nel corso di un periodo caratterizzato da risultati contraddittori, forse rappresentò la goccia che fece traboccare il vaso: pochi giorni dopo, il direttore sportivo Pino Vitale, che in estate aveva assemblato la rosa, rassegnò le dimissioni, alla vigilia della trasferta di Pistoia, dove un irriconoscibile Pisa (allora con in campo i titolari) lasciò l’intera posta in palio agli arancioni, guidati da Cristiano Lucarelli.
Quella batosta inoltre segnò profondamente una squadra avviata nei mesi successivi ad una deludente conclusione, in barba ai trionfalistici proclami estivi. (m.b.)
Altra sconfitta infrasettimanale per i nerazzurri nella stagione 2014-15. Piero Braglia si presentò allo stadio Mannucci con le seconde e forse le terze linee. In panchina con lui anche il figlio Thomas, che giocava fra gli Allievi. Inevitabile un netto 3-1 al passivo, nonostante l’illusorio vantaggio di Beppe Giovinco.
Un passo falso in un derby, nel corso di un periodo caratterizzato da risultati contraddittori, forse rappresentò la goccia che fece traboccare il vaso: pochi giorni dopo, il direttore sportivo Pino Vitale, che in estate aveva assemblato la rosa, rassegnò le dimissioni, alla vigilia della trasferta di Pistoia, dove un irriconoscibile Pisa (allora con in campo i titolari) lasciò l’intera posta in palio agli arancioni, guidati da Cristiano Lucarelli.
Quella batosta inoltre segnò profondamente una squadra avviata nei mesi successivi ad una deludente conclusione, in barba ai trionfalistici proclami estivi. (m.b.)
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