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Il prorettore Gesi: «Ha vinto il migliore»

Il prorettore Gesi: «Ha vinto il migliore»

L’Ateneo ha espresso il suo sì per il progetto Iotti-Pavarani

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PISA. «Il restyling dell’Arena Garibaldi e la riqualificazione del quartiere di Porta a Lucca diventano una grande occasione per tutta la città. Il mondo universitario accoglie con molto piacere tutto ciò che può portare arricchimento e bellezza al nostro territorio».

Il prorettore dell’Università di Pisa Marco Gesi ha fatto parte del comitato tecnico che ha scelto il progetto dello studio Iotti-Pavarani per rimettere a nuovo lo stadio pisano. Una scelta approvata all’unanimità, come spiega Gesi: «Il nostro non è stato un parere vincolante in quanto non siamo tecnici. I progetti erano tutti validi e belli ma credo che abbia vinto il migliore dal punto di vista urbano e che ha rispettato più di tutti le linee guida».

Pensa che il quartiere potrà avere dei vantaggi?

«Io personalmente conosco molto bene Porta a Lucca e i suoi problemi. Con un impianto più piccolo si può guadagnare maggiore spazio, e il fatto che saranno eliminate le varie cancellate è molto positivo. Attendiamo tutti di vedere la realizzazione all’atto pratico. Servono interventi di rilievo che potrebbero cambiare radicalmente e in meglio il quartiere, partendo però da quello che c’è adesso».

Giuseppe Corrado ha parlato in maniera positiva del vostro impegno nel comitato tecnico, che impressione le ha fatto?

«Il presidente forse è andato anche oltre nel farci i complimenti, ma chiunque voglia investire in maniera sensibile per il territorio credo vada solo ringraziato».

Pensa che l’ipotesi Ospedaletto sia definitivamente tramontata?

«Non sono io che devo rispondere a questa domanda ma penso che rimettere in piedi l’Arena, rispetto all’idea di costruire uno stadio completamente nuovo in periferia, sia una buona occasione per Pisa e per la società. L’idea deve esser portata avanti e realizzata con criterio anche da parte dell’amministrazione comunale».

Adesso l’iter cosa prevede?

«Non conosco tutto nei dettagli, ma sono questioni che deve concordare la società con il Comune».

L’Ordine degli architetti ha chiesto un dibattito ampio sul piano urbanistico, è favorevole a questo confronto?

«Quando si tratta di dibattere va sempre bene, solo bisogna fare i conti con chi investe che sicuramente vuol fare le cose in maniera rapida».

Crede che questa sia finalmente la volta buona per vedere una nuova Arena?

«Io da pisano lo spero. Credo che in tanti anni non si sia mai arrivati così avanti. Dopo molte chiacchiere finalmente si vede qualcosa di concreto».

Intanto lo studio Iotti-Pavarani con una nota sul proprio sito manifesta la propria felicità per la scelta del comitato tecnico e spiega in maniera dettagliata quali saranno gli interventi sull’Arena: «Siamo molto orgogliosi di annunciare che il nostro studio ha vinto il concorso per la riqualificazione e valorizzazione dello stadio di Pisa. Il nuovo stadio sorgerà sul sedime dello stadio esistente, in una collocazione delicata ma eccezionale: a soli duecento metri da Piazza dei Miracoli, la nuova Arena potrà generare un sistema fortemente interconnesso col luogo, capace di raccoglierne tutte le potenzialità e ridefinire nuovi modi di fruizione del quartiere e della città intera. Il progetto vuole quindi definire un “nuovo paesaggio” in forte sinergia col contesto; non quindi un oggetto di “design”, né un contenitore generico, introverso e autoreferenziale, ma uno spazio collettivo multifunzionale e aperto a più livelli di fruizione, una nuova piazza contemporanea della città. L’impianto sportivo, pensato quale organismo innovativo e capace di garantire i più elevati standard funzionali e di sicurezza, è dimensionato su una capienza di 18.000 posti a sedere tutti al coperto, separati in quattro settori, con mantenimento e riqualificazione della tribuna principale esistente e realizzazione ex novo della tribuna est e della curva nord e sud».

Andrea Chiavacci

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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