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Mauro Viviani: un derby sentito e anche “cattivo”

Mauro Viviani: un derby sentito e anche “cattivo”

L’ex allenatore nerazzurro affrontò nel 1993 la Lucchese di Franco Scoglio E da vice di Ilario Castagner ricorda ancora Spagnulo “portiere d’albergo”

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PISA. Lucchese-Pisa vista da... un livornese. Un livornese particolare: Mauro Viviani ha legato molte delle pagine più belle della sua carriera di allenatore alla società nerazzurra, dal 1988 al 1993, con una breve parentesi nel 1994. Nel 1992-93 la consacrazione alla guida della prima squadra in serie B, anche in un derby al Porta Elisa.

Mister, com’è la sfida del Foro agli occhi di un livornese?

«È un derby sentito. C’è molta rivalità fra le due tifoserie. Si affronteranno due buone squadre».

Quali sono i suoi ricordi da protagonista, nel maggio 1993? «Ricordo che l’allenatore era Scoglio. Stavamo vincendo 1-0, quando l’arbitro pensò bene di non concederci un rigore. Poi il rossonero Paci pareggiò il conto. Fu una bella partita, davanti ad un buon pubblico. Ci fu qualche episodio spiacevole fuori dallo stadio. Una partita molto attesa».

Lei, da vice di Castagner, partecipò anche alle sfide del 1991-92, al termine di una lunga separazione fra le due squadre. Dopo la sconfitta nerazzurra all’Arena, Romeo paragonò Spagnulo ad un portiere di hotel. . .

«In realtà il presidente gli disse che non avrebbe potuto fare neppure il portiere d’albergo. Purtroppo con quell’episodio perdemmo di fatto il nostro numero uno. Poche settimane dopo andammo a giocare a Taranto, la città di Spagnulo, dove quest’ultimo parò anche l’imparabile. Romeo andò ad abbracciarlo e baciarlo, ma l’estremo difensore, da orgoglioso uomo del Sud, non lo perdonò».

In cosa differisce Lucchese-Pisa dal derbissimo fra Pisa e Livorno?

«In Pisa-Livorno c’è più colore, mentre tra Pisa e Lucca più astio e cattiveria. Non so se ci sia una ragione storica in certi sentimenti».

Che ricordo ha di Gautieri sulla panchina amaranto?

«Ricordo che era fedele al 4-3-3. Attaccava con 7-8 uomini. Con lui le gare erano sempre in bilico. So che adesso ha rivisto le proprie idee. Mi piace molto l’allenatore del Livorno: Sottil parte con un modulo, ma spesso cambia in corsa, di fronte alle difficoltà della sua squadra o degli avversari. Una mentalità flessibile è la più giusta per la serie C».

Due parole sul tecnico rossonero Giovanni Lopez?

«Mi sembra che abbia fatto bene nella scorsa stagione, approdando in una situazione societaria non facile. Adesso sta proseguendo in un buon cammino».

Con la nuova proprietà nerazzurra si parla anche della ristrutturazione dell’Arena.

«Corrado mi ha fatto una buona impressione: una persona riflessiva, pacata, posata, che difende l’operato dei suoi dipendenti. A me, che ero abituato a presidenti vulcanici, è sembrato quasi un marziano».

Al di là della doppia sfida di campionato, sarà un testa a testa fra Pisa e Livorno anche per la prima posizione?

«Io credo che le due sfide saranno importanti. Il Livorno forse ha raccolto più di quanto meritava, ma ha trovato la quadratura del cerchio e sta giocando bene. Mi sembra che il Pisa abbia una rosa attrezzata per la categoria. Mi piacciono molto Lisuzzo e il portiere Petkovic».

Le due città si sono appena incontrate in una sfida all’insegna della solidarietà...

«Onestamente mi dispiace non essere stato invitato. Io sono livornese, e oltretutto della zona in cui è avvenuta l’alluvione».

Se avesse giocato o allenato nel Derby del Cuore, quali colori avrebbe indossato?

«Sono un livornese atipico: io simpatizzo per il Pisa, perché lì ho ricevuto tanto. A Livorno non ho mai avuto l’occasione di giocare, né di allenare».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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