Sicurezza
Pisa-killer, Arzachena colpita a freddo
di Antonio Scuglia
In apertura la rete del vantaggio, poi i padroni di casa controllano la gara non senza grattacapi. Ospiti in 10 dal 61’
4 MINUTI DI LETTURA
PISA. Il Pisa colpisce subito con Giannone e poi controlla la gara con qualche apprensione di troppo nonostante la superiorità numerica per metà della ripresa. Ma quel che contava era il risultato e con questa vittoria l’undici di Gautieri si porta a -2 dalla vetta (anche se il Livorno ha riposato proprio ieri e i nerazzurri si fermeranno invece all’ultima giornata). Ancora una serata spettacolare sugli spalti nonostante il turno infrasettimanale: oltre 6.600 paganti hanno fatto da cornice al match.
L’Arzachena arrivava all’Arena con la fiera intenzione di strappare un risultato utile con le unghie e con i denti: i biancoverdi erano anche accreditati del terzo miglior attacco del girone (10 gol, il doppio rispetto al Pisa) e di tre vittorie, compresa quella sul terreno dell’Arezzo.
C’era molta curiosità in casa nerazzurra sul possibile turnover di Gautieri, necessario dato che il Pisa, dopo aver giocato domenica scorsa in notturna contro il Prato, fra tre giorni dovrà scendere di nuovo in campo, sul terreno del Porta Elisa contro la Lucchese, che ieri ha schiantato a domicilio il Cuneo (0-3 il risultato).
Ma contando sul favore delle cinque sostituzioni, il tecnico ha cambiato inizialmente solo due pedine lasciando in panchina Di Quinzio ed Eusepi. Dunque, davanti a Petkovic la consueta linea a quattro Birindelli, Ingrosso, Lisuzzo e Filippini; De Vitis, Gucher e Maltese in mediana; e un attacco comunque inedito con Giannone, Negro e Mannini.
4-4-1-1 il modulo dei biancoverdi, un po’ a sorpresa, con Bertoldi esterno sinistro di centrocampo alle spalle di Curcio e della boa centrale Vano. L’idea è chiaramente di presidiare bene le fasce contenendo i nerazzurri in mediana per poi ripartire in velocità. Ma per far saltare i piani tattici degli ospiti bastano poco più di 100 secondi dal fischio d'inizio: una scorribanda di Birindelli sulla destra porta al cross ribattuto corto dalla difesa, ed ecco una palla vagante sulla quale si abbatte come un fulmine Giannone che dal limite piazza un sinistro al volo, violento e angolatissimo alla destra di Ruzittu. Il più bel gol visto sinora dal pubblico nerazzurro in casa e fuori.
L’Arzachena ci mette un po’ a riprendersi e solo al 27’ arriva per la prima volta al tiro con Curcio da fuori, poco dopo essere stata costretta a sostituire il capitano Bonacquisti con Aiana per una forte contusione.
Al 38’ però il Pisa va vicino alla frittata: Curcio riesce a liberarsi bene in area e batte a rete da pochi metri, Petkovic a terra non blocca ma riesce a recuperare il pallone sull’irruzione di Vano. Quanto ai nerazzurri, in diverse occasioni arrivano nei pressi dei sedici metri avversari per poi perdersi in giocate troppo leziose, lasciando così aperta una partita che avrebbero potuto già mettere in cassaforte. Curiosa la durata del recupero: ben 4 minuti, e qualche mugugno verso un arbitro un po’ troppo restio a fare uso dei cartellini anche su trattenute plateali (il primo ammonito sarà Aiana al 7’ del secondo tempo).
Nella ripresa Carillo prende subito il posto dell’acciaccato Ingrosso ma non cambia la disposizione tattica del Pisa. Giannone scalda subito le mani a Ruzittu su punizione, poi è l’Arzachena che comincia a prendere l’iniziativa. Un rischio non da poco per i nerazzurri, visto che i sardi dispongono di un attacco molto prolifico. Solo che al 16’ la squadra di Giorico resta in dieci: Aiana, pochi minuti dopo la prima ammonizione, ricasca nella tentazione della trattenuta e all’arbitro ormai i cartellini sono stati recapitati. Secondo giallo (e forse stavolta eccessivo) e superiorità numerica per il Pisa. Che Gautieri vuol concretizzare inserendo forze fresche in attacco: al 21’ ecco Eusepi e Masucci per Negro e Giannone. Proprio Masucci sfiora il 2-0 con una deviazione sotto porta al 24’ su cross radente dalla sinistra: Ruzittu si salva in angolo.
Cambio al 33’: crampi di Birindelli (un po’ più avanti nel tempo rispetto al solito), dentro Di Quinzio con l’arretramento di Mannini. Mentre il Pisa si risistema in campo, Bertoldi tira fuori dal cilindro una conclusione violenta e improvvisa che Petkovic alza in tuffo sopra la traversa.
Anche De Vitis è stremato: al 40’ è Izzillo a prendere il suo posto. Il finale vede un Pisa troppo ansioso. I sardi attaccano con coraggio e convinzione nonostante la stanchezza e l’inferiorità numerica, creando una mischia paurosa in area al 45’ su un calcio di punizione. Poi solo palloni buttati avanti da una parte e dall’altra. Va bene anche così.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’Arzachena arrivava all’Arena con la fiera intenzione di strappare un risultato utile con le unghie e con i denti: i biancoverdi erano anche accreditati del terzo miglior attacco del girone (10 gol, il doppio rispetto al Pisa) e di tre vittorie, compresa quella sul terreno dell’Arezzo.
C’era molta curiosità in casa nerazzurra sul possibile turnover di Gautieri, necessario dato che il Pisa, dopo aver giocato domenica scorsa in notturna contro il Prato, fra tre giorni dovrà scendere di nuovo in campo, sul terreno del Porta Elisa contro la Lucchese, che ieri ha schiantato a domicilio il Cuneo (0-3 il risultato).
Ma contando sul favore delle cinque sostituzioni, il tecnico ha cambiato inizialmente solo due pedine lasciando in panchina Di Quinzio ed Eusepi. Dunque, davanti a Petkovic la consueta linea a quattro Birindelli, Ingrosso, Lisuzzo e Filippini; De Vitis, Gucher e Maltese in mediana; e un attacco comunque inedito con Giannone, Negro e Mannini.
4-4-1-1 il modulo dei biancoverdi, un po’ a sorpresa, con Bertoldi esterno sinistro di centrocampo alle spalle di Curcio e della boa centrale Vano. L’idea è chiaramente di presidiare bene le fasce contenendo i nerazzurri in mediana per poi ripartire in velocità. Ma per far saltare i piani tattici degli ospiti bastano poco più di 100 secondi dal fischio d'inizio: una scorribanda di Birindelli sulla destra porta al cross ribattuto corto dalla difesa, ed ecco una palla vagante sulla quale si abbatte come un fulmine Giannone che dal limite piazza un sinistro al volo, violento e angolatissimo alla destra di Ruzittu. Il più bel gol visto sinora dal pubblico nerazzurro in casa e fuori.
L’Arzachena ci mette un po’ a riprendersi e solo al 27’ arriva per la prima volta al tiro con Curcio da fuori, poco dopo essere stata costretta a sostituire il capitano Bonacquisti con Aiana per una forte contusione.
Al 38’ però il Pisa va vicino alla frittata: Curcio riesce a liberarsi bene in area e batte a rete da pochi metri, Petkovic a terra non blocca ma riesce a recuperare il pallone sull’irruzione di Vano. Quanto ai nerazzurri, in diverse occasioni arrivano nei pressi dei sedici metri avversari per poi perdersi in giocate troppo leziose, lasciando così aperta una partita che avrebbero potuto già mettere in cassaforte. Curiosa la durata del recupero: ben 4 minuti, e qualche mugugno verso un arbitro un po’ troppo restio a fare uso dei cartellini anche su trattenute plateali (il primo ammonito sarà Aiana al 7’ del secondo tempo).
Nella ripresa Carillo prende subito il posto dell’acciaccato Ingrosso ma non cambia la disposizione tattica del Pisa. Giannone scalda subito le mani a Ruzittu su punizione, poi è l’Arzachena che comincia a prendere l’iniziativa. Un rischio non da poco per i nerazzurri, visto che i sardi dispongono di un attacco molto prolifico. Solo che al 16’ la squadra di Giorico resta in dieci: Aiana, pochi minuti dopo la prima ammonizione, ricasca nella tentazione della trattenuta e all’arbitro ormai i cartellini sono stati recapitati. Secondo giallo (e forse stavolta eccessivo) e superiorità numerica per il Pisa. Che Gautieri vuol concretizzare inserendo forze fresche in attacco: al 21’ ecco Eusepi e Masucci per Negro e Giannone. Proprio Masucci sfiora il 2-0 con una deviazione sotto porta al 24’ su cross radente dalla sinistra: Ruzittu si salva in angolo.
Cambio al 33’: crampi di Birindelli (un po’ più avanti nel tempo rispetto al solito), dentro Di Quinzio con l’arretramento di Mannini. Mentre il Pisa si risistema in campo, Bertoldi tira fuori dal cilindro una conclusione violenta e improvvisa che Petkovic alza in tuffo sopra la traversa.
Anche De Vitis è stremato: al 40’ è Izzillo a prendere il suo posto. Il finale vede un Pisa troppo ansioso. I sardi attaccano con coraggio e convinzione nonostante la stanchezza e l’inferiorità numerica, creando una mischia paurosa in area al 45’ su un calcio di punizione. Poi solo palloni buttati avanti da una parte e dall’altra. Va bene anche così.
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