La protesta
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La vita del supercampione Ovidio Pessi diventa un libro
PISA. Giunto al suo 24° libro, Renzo Castelli torna ai vecchi amori dedicando un piccolo libro alla storia sportiva e umana di un notissimo fantino e allenatore: Ovidio Pessi. Vincitore di quasi...
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PISA. Giunto al suo 24° libro, Renzo Castelli torna ai vecchi amori dedicando un piccolo libro alla storia sportiva e umana di un notissimo fantino e allenatore: Ovidio Pessi. Vincitore di quasi duemila corse nei due diversi ruoli, Pessi fu anche campione d’Europa dei fantini, titolo conquistato dopo varie, combattute tappe sui diversi ippodromi delle capitali europee.
Il libro (Edizioni Ets) “Il bimbo delle Sorgenti” – Ovidio Pessi: la storia di una vita”, affonda la sua origine nell’adolescenza sportiva del protagonista.
Livornese, Pessi nacque a Calci nel 1944 dove la famiglia si era trasferita per sfuggire ai bombardamenti su Livorno (una delle città più colpite d’Italia con quasi mille incursioni aeree già dal 16 giugno del 1940). Rientrata nella città d’origine, la famiglia andò a vivere in via delle Sorgenti. Avviatosi giovanissimo (aveva appena 14 anni) al lavoro nelle scuderie dell’Ardenza, Ovidio Pessi diventò in breve un autentico campioncino, vincendo in una serata (il 17 dicembre del 1960) tutte e cinque le corse disputate. Dopo quel magico exploit il giornalista Giampiero Celati lo chiamò “Il bimbo delle Sorgenti”, un appellativo che gli rimarrà addosso per sempre ed entrerà nella storia del turf nazionale. In seguito Pessi lavorò nelle più importanti scuderie d’Italia (per cinque anni anche a San Rossore con i colori della razza Vallelunga di Harry Bracci Torsi).
La vicenda umana del protagonista, ambientata nel variopinto mondo delle corse dei cavalli, fu attraversata non soltanto dal clamore negli ippodromi e dai momenti esaltanti delle tante vittorie ma anche da autentiche tragedie familiari, come la morte del fratello ventenne e quella dell’unico figlio, Sergio. Proprio “la storia di una vita”, dunque, con i suoi bagliori e i suoi momenti più bui. (a.sc.)
Il libro (Edizioni Ets) “Il bimbo delle Sorgenti” – Ovidio Pessi: la storia di una vita”, affonda la sua origine nell’adolescenza sportiva del protagonista.
Livornese, Pessi nacque a Calci nel 1944 dove la famiglia si era trasferita per sfuggire ai bombardamenti su Livorno (una delle città più colpite d’Italia con quasi mille incursioni aeree già dal 16 giugno del 1940). Rientrata nella città d’origine, la famiglia andò a vivere in via delle Sorgenti. Avviatosi giovanissimo (aveva appena 14 anni) al lavoro nelle scuderie dell’Ardenza, Ovidio Pessi diventò in breve un autentico campioncino, vincendo in una serata (il 17 dicembre del 1960) tutte e cinque le corse disputate. Dopo quel magico exploit il giornalista Giampiero Celati lo chiamò “Il bimbo delle Sorgenti”, un appellativo che gli rimarrà addosso per sempre ed entrerà nella storia del turf nazionale. In seguito Pessi lavorò nelle più importanti scuderie d’Italia (per cinque anni anche a San Rossore con i colori della razza Vallelunga di Harry Bracci Torsi).
La vicenda umana del protagonista, ambientata nel variopinto mondo delle corse dei cavalli, fu attraversata non soltanto dal clamore negli ippodromi e dai momenti esaltanti delle tante vittorie ma anche da autentiche tragedie familiari, come la morte del fratello ventenne e quella dell’unico figlio, Sergio. Proprio “la storia di una vita”, dunque, con i suoi bagliori e i suoi momenti più bui. (a.sc.)
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