Il Tirreno

Pisa

Vincere fuori ha sempre un significato preciso

Vincere fuori ha sempre un significato preciso

Dopo i tempi di Ventura e di Cuoghi, la squadra nerazzurra non ha mai brillato lontano dall’Arena

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PISA . Le vittorie esterne, anche se sofferte, sono sempre significative. In serie C non è mai un’impresa da poco espugnare il campo altrui, per di più in 10 uomini. Lontani un decennio i tempi in cui il Pisa di Giampiero Ventura dava spettacolo in B su ogni terreno, prevalendo 11 volte lontano dal proprio domicilio, le stesse replicate in serie D da Stefano Cuoghi tra campionato e Poule Scudetto Dilettanti. Da quel momento in poi sbancare fuori casa ha quasi sempre rappresentato una sofferenza, sopportata a denti stretti con tanta grinta.

BLITZ DA UN ANNO ALL’ALTRO. A dar valore all’affermazione di Cuneo non è solo il fatto di aver rotto un incantesimo che durava dal 25 febbraio. La vittoria in quel di Ascoli è stata l’unica esterna del torneo 2016-17 e arrivava praticamente ad un anno dalla precedente (20 febbraio 2016), collezionata poco lontano da Pisa, a Pontedera sul Tuttocuoio, in rimonta tra mille patimenti, con un gol al fotofinish di Montella. La compagine promossa in B centrò solo 4 blitz: prima di battere la matricola neroverde, i nerazzurri di Gattuso avevano violato il campo della Spal (in rimonta), ancora di Pontedera (battendo i granata con una sorprendente incornata di Lores Varela) e di Prato (sudando sette camicie, prima di arpionare i tre punti grazie al greco Makris). Paradossalmente il deludente Pisa 2014-15 si era imposto 7 volte.

I COLPI DI PAGLIARI. Il Pisa 2010-11 si salvò direttamente e conquistò l’accesso alla Coppa Italia maggiore, ma vinse solo a Cava de’ Tirreni, all’esordio di Dino Pagliari in panchina e ad un passo dal baratro dell’ultima posizione. L’anno dopo, il tecnico maceratese realizzò soltanto un altro successo esterno a Foligno (formazione di coda) prima di essere esonerato. Il successore Pane ne aggiunse due, uno a Como (anch’egli al debutto) e un altro, platonico, a Monza nel finale di campionato. Nell’annata seguente (2012-13) furono 6 le trasferte felici, ma distribuite tutt’altro che uniformemente: 3 nei 12 viaggi della gestione Pane e 3 su 3 nella stagione regolare al ritorno di Pagliari, compreso un sorriso ad Avellino, città in festa per la promozione in B. L’ex giocatore della Fiorentina cominciò alla grande la stagione 2013-14, tornando vittorioso da Barletta, L’Aquila e Perugia. Poi il vuoto e il licenziamento. Quel Pisa espugnò altri tre campi: Nocera, Pagani e Viareggio. (m.b.)

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di Redazione web