Italia
Sì, la serie C è questa e il Pisa lo ha capito
di Antonio Scuglia
La squadra si sta calando nella mentalità della categoria
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PISA. Domenica a Cuneo abbiamo visto una partita di serie C. Sembra un’ovvietà, ma non è così. Il Pisa sta imparando - anche a proprie spese, come ha fatto Masucci - che in questo campionato cambiano moltissimi parametri rispetto alla B. A molti non sarà sfuggita una frase pronunciata da capitan Mannini, uno dei più esperti della rosa: «L’Olbia alla prima giornata ci ha battuto anche facendo partire gli annaffini... complimenti a loro». Gli annaffini sono gli irrigatori, “misteriosamente” entrati in funzione a gara in corso e nel momento in cui il Pisa stava premendo per pareggiare, quindi molto opportuni per la squadra locale che ha potuto rifiatare durante la lunga interruzione.
LA C NON È LA B. Al “Paschiero” si sono evidenziate due facce complementari della C. I biancorossi hanno fatto un ricorso sistematico al fallo a centrocampo per non fare mai partire l’azione dei nerazzurri palla a terra; i giocatori del Pisa, come ha lamentato (senza dire bugie) l’allenatore piemontese Gardano, hanno perso costantemente tempo dopo ogni fallo «buttandosi a terra come se fossero gravemente infortunati e rialzandosi dopo sette secondi perfettamente sani». Aggiungiamo che l’arbitraggio è stato veramente insufficiente: si può sorvolare sulla robustezza dei contrasti, ma i falli vanno fischiati, e i cartellini vanno usati. Purtroppo il signor Meleleo, agendo come fanno molte le persone che si rivelano autoritarie perché non sono autorevoli, ha tollerato le numerose scorrettezze fra giocatori ma ha punito duramente la “lesa maestà” per le proteste di Masucci. E lì il torto è stato del giocatore, che stimiamo come ottima persona e straordinario professionista, perché con la sua esperienza avrebbe dovuto capire chi aveva di fronte e comportarsi di conseguenza.
Il succo di tutto è questo: cari lettori, se vogliamo sperare davvero di tornare in B, quest’anno la B (ovvero le dinamiche tecniche e la professionalità del torneo cadetto)... dobbiamo dimenticarcela. Cioè non dobbiamo storcere troppo il naso quando vediamo manfrine, perdite di tempo e palloni in tribuna.
E ORA IL PRATO. Il Pisa è atteso nei prossimi dodici giorni da tre partite: Pisa-Prato (domenica 1 ottobre, ore 20.30); Pisa-Arzachena e Lucchese-Pisa. Del derby con i rossoneri ne parleremo poi, ma le prime due gare vanno semplicemente vinte. Si riparte fortunatamente da una vittoria, anzi due, che aiutano a lavorare neglio. Gautieri fotografa bene la situazione: «Non abbiamo fatto ancora niente, il nostro percorso è ancora lungo: bisogna lavorare sotto molti aspetti, però quella di Cuneo è la vittoria di tutti. Chi ha questa maglia addosso deve sempre difenderla e oggi c’è stato un gruppo nel gruppo. Dobbiamo tenere un profilo basso, la soddisfazione è quella di aver visto una squadra che ha battagliato, la Serie C è questa, serve cattiveria e siamo sicuramente sulla strada giusta».
SQUADRE FORTI. La classifica del Pisa non è ancora soddisfacente e l’idea di gioco offensivo alla base del progetto tecnico di Gautieri è - al momento - largamente inespressa, con tre soli gol in 5 partite. Però sarà bene, per esprimere un giudizio sereno e compiuto su questo scorcio iniziale di campionato, considerare due fattori.
Il primo: la squadra è stata totalmente rifondata (ieri c’erano tre titolari su undici rispetto al girone di ritorno della stagione scorsa) e nemmeno Mandrake può assemblare un team tutto nuovo facendolo rendere subito a dovere. L’altro: il Pisa ha incontrato sinora solo ed esclusivamente squadre che si trovano nella parte alta della classifica. Il Siena è secondo, l’Olbia terza, la Viterbese quarta (insieme alla Carrarese), il Monza quinto proprio insieme ai nerazzurri. E infine il Cuneo, battuto ieri a domicilio e scavalcato in graduatoria, alla vigilia del match era terzo. Sembra incredibile ma Lisuzzo e compagni sinora non hanno mai avuto il piacere (e soprattutto la comodità) di confrontarsi con una squadra che si trovasse nella parte destra della classifica.
LA C NON È LA B. Al “Paschiero” si sono evidenziate due facce complementari della C. I biancorossi hanno fatto un ricorso sistematico al fallo a centrocampo per non fare mai partire l’azione dei nerazzurri palla a terra; i giocatori del Pisa, come ha lamentato (senza dire bugie) l’allenatore piemontese Gardano, hanno perso costantemente tempo dopo ogni fallo «buttandosi a terra come se fossero gravemente infortunati e rialzandosi dopo sette secondi perfettamente sani». Aggiungiamo che l’arbitraggio è stato veramente insufficiente: si può sorvolare sulla robustezza dei contrasti, ma i falli vanno fischiati, e i cartellini vanno usati. Purtroppo il signor Meleleo, agendo come fanno molte le persone che si rivelano autoritarie perché non sono autorevoli, ha tollerato le numerose scorrettezze fra giocatori ma ha punito duramente la “lesa maestà” per le proteste di Masucci. E lì il torto è stato del giocatore, che stimiamo come ottima persona e straordinario professionista, perché con la sua esperienza avrebbe dovuto capire chi aveva di fronte e comportarsi di conseguenza.
Il succo di tutto è questo: cari lettori, se vogliamo sperare davvero di tornare in B, quest’anno la B (ovvero le dinamiche tecniche e la professionalità del torneo cadetto)... dobbiamo dimenticarcela. Cioè non dobbiamo storcere troppo il naso quando vediamo manfrine, perdite di tempo e palloni in tribuna.
E ORA IL PRATO. Il Pisa è atteso nei prossimi dodici giorni da tre partite: Pisa-Prato (domenica 1 ottobre, ore 20.30); Pisa-Arzachena e Lucchese-Pisa. Del derby con i rossoneri ne parleremo poi, ma le prime due gare vanno semplicemente vinte. Si riparte fortunatamente da una vittoria, anzi due, che aiutano a lavorare neglio. Gautieri fotografa bene la situazione: «Non abbiamo fatto ancora niente, il nostro percorso è ancora lungo: bisogna lavorare sotto molti aspetti, però quella di Cuneo è la vittoria di tutti. Chi ha questa maglia addosso deve sempre difenderla e oggi c’è stato un gruppo nel gruppo. Dobbiamo tenere un profilo basso, la soddisfazione è quella di aver visto una squadra che ha battagliato, la Serie C è questa, serve cattiveria e siamo sicuramente sulla strada giusta».
SQUADRE FORTI. La classifica del Pisa non è ancora soddisfacente e l’idea di gioco offensivo alla base del progetto tecnico di Gautieri è - al momento - largamente inespressa, con tre soli gol in 5 partite. Però sarà bene, per esprimere un giudizio sereno e compiuto su questo scorcio iniziale di campionato, considerare due fattori.
Il primo: la squadra è stata totalmente rifondata (ieri c’erano tre titolari su undici rispetto al girone di ritorno della stagione scorsa) e nemmeno Mandrake può assemblare un team tutto nuovo facendolo rendere subito a dovere. L’altro: il Pisa ha incontrato sinora solo ed esclusivamente squadre che si trovano nella parte alta della classifica. Il Siena è secondo, l’Olbia terza, la Viterbese quarta (insieme alla Carrarese), il Monza quinto proprio insieme ai nerazzurri. E infine il Cuneo, battuto ieri a domicilio e scavalcato in graduatoria, alla vigilia del match era terzo. Sembra incredibile ma Lisuzzo e compagni sinora non hanno mai avuto il piacere (e soprattutto la comodità) di confrontarsi con una squadra che si trovasse nella parte destra della classifica.
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