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PISA. Un vero omaggio al gioco del calcio e in particolare al terreno di gioco. Quest’ultimo progetto, il numero 7, presenta una copertura che cattura subito l’attenzione di tutti visto che è...
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PISA. Un vero omaggio al gioco del calcio e in particolare al terreno di gioco.
Quest’ultimo progetto, il numero 7, presenta una copertura che cattura subito l’attenzione di tutti visto che è completamente verde e rettangolare. Il concetto si può allargare anche a una libera interpretazione del contesto paesaggistico di Pisa e della sua provincia. Infatti questo tipo di copertura più che una parte della tribuna della Dacia Arena di Udine ricorda quella tipica dell’architettura green tradizionale nei paesi nordici oppure quello di alcuni hotel di extra lusso in India.
La copertura ha un valore solamente estetico perché non è calpestabile. Un’idea visiva molto originale con un solo aspetto conservativo. La tribuna centrale, almeno per quanto riguarda la copertura, resta identica a quella attuale. Struttura rettangolare e all’interno posti tutti a sedere (seggiolini celesti con sfondo bianco) su un unico anello sempre a due passi dal campo di gioco.
In ogni settore la parte superiore sembra una specie di terrazza leggermente rialzata.
L’allestimento esterno è composto da un grande numero di colonnati che è un richiamo alle radici storiche di Pisa visto che ricorda le preesistenze di Piazza dei Miracoli e in particolare del Duomo. Quindi la facciata esterna è completamente bianca.
Come negli altri progetti c’è attenzione al verde e alla costruzione di progetti importanti per riqualificare il quartiere. Anche qui ovviamente saranno costruite aree commerciali all’interno dello stadio con un occhio ovviamente al merchandising. Stadio tipicamente all’inglese, ma con punte di originalità dal punto di vista estetico e che non ha grossi modelli di riferimento nel nostro Paese.
Quest’ultimo progetto, il numero 7, presenta una copertura che cattura subito l’attenzione di tutti visto che è completamente verde e rettangolare. Il concetto si può allargare anche a una libera interpretazione del contesto paesaggistico di Pisa e della sua provincia. Infatti questo tipo di copertura più che una parte della tribuna della Dacia Arena di Udine ricorda quella tipica dell’architettura green tradizionale nei paesi nordici oppure quello di alcuni hotel di extra lusso in India.
La copertura ha un valore solamente estetico perché non è calpestabile. Un’idea visiva molto originale con un solo aspetto conservativo. La tribuna centrale, almeno per quanto riguarda la copertura, resta identica a quella attuale. Struttura rettangolare e all’interno posti tutti a sedere (seggiolini celesti con sfondo bianco) su un unico anello sempre a due passi dal campo di gioco.
In ogni settore la parte superiore sembra una specie di terrazza leggermente rialzata.
L’allestimento esterno è composto da un grande numero di colonnati che è un richiamo alle radici storiche di Pisa visto che ricorda le preesistenze di Piazza dei Miracoli e in particolare del Duomo. Quindi la facciata esterna è completamente bianca.
Come negli altri progetti c’è attenzione al verde e alla costruzione di progetti importanti per riqualificare il quartiere. Anche qui ovviamente saranno costruite aree commerciali all’interno dello stadio con un occhio ovviamente al merchandising. Stadio tipicamente all’inglese, ma con punte di originalità dal punto di vista estetico e che non ha grossi modelli di riferimento nel nostro Paese.
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