Sicurezza
«Arena Garibaldi, un restyling a misura di quartiere»
di Francesco Loi
Il sindaco: sicurezza, videosorveglianza e parcheggi L’iter non sarà breve ma i segnali finora sono positivi
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PISA. «Il Comune è molto attento riguardo ai progetti per la ristrutturazione dell’Arena», dice il sindaco Marco Filippeschi. Che spiega quali saranno i passi che amministrazione comunale e Pisa Sc dovranno compiere, alcuni insieme e altri diversi per competenze, verso il restyling.
Sindaco, una volte per tutte: come vede il Comune di Pisa il progetto per lo stadio?
«C’è una società interessata alla valorizzazione e per questo ritengo che l’amministrazione debba fare la propria parte. Anche in altre città il trend è quello delle ristrutturazioni più che delle nuove costruzioni».
Nelle carte urbanistiche resiste la previsione di un nuovo stadio ad Ospedaletto...
«Una previsione ancora in atto. Abbiamo coinvolto anche l’architetto Zavanella, progettista dello Juventus Stadium, senza però riscontrare interessi concreti alla costruzione da parte di imprenditori. Ne abbiamo preso atto».
Lei ha chiesto al Pisa Sc attenzione al quartiere: cosa intende, a cosa si riferisce?
«Ad un corretto inserimento del progetto nel quartiere e non solo per i dintorni dello stadio. Penso, ad esempio, ad un minore impatto delle misure di sicurezza grazie all’impiego delle nuove tecnologie. E auspichiamo anche l’arrivo di un sistema di videosorveglianza nei pressi dello stadio e sui percorsi di accesso».
Tra i punti principali, la viabilità nei giorni degli eventi...
«Sicuramente devono essere fatte valutazioni su un sistema di accoglienza in un’area estesa che ritengo compresa tra via del Brennero e via Pietrasantina».
I due estremi del quartiere caratterizzati dalla presenza di parcheggi scambiatori: quali idee ci sono in questo senso?
«Diciamo che oggi il sistema dell’accoglienza si basa sulla “spontaneità”. Dovrà essere ottimizzato l’uso dei due parcheggi e ci aspettiamo che il progetto comprenda anche un’integrazione in questa direzione».
Si è parlato anche di un superamento dell’ostacolo rappresentato dal passaggio a livello di via Rindi con sottopasso...
«Da questo progetto si può ricavare una spinta ulteriore, visto che contiamo in tempi brevi di sottoscrivere un’intesa con le Ferrovie per il superamento dei restanti passaggi a livello sul territorio comunale, compreso quello di via Rindi».
Giuseppe Corrado pensa ad un’Arena “contenitore” di eventi non solo sportivi, ma anche musicali ed artistici in genere, in assenza di strutture simili in città...
«La ritengo un’aggiunta positiva, prevedendo come altrove le giuste misure di mitigazione acustica».
Quali sono i passaggi necessari per il progetto stadio?
«Dopo la presentazione pubblica attendiamo che la società ci fornisca un progetto preliminare, necessaria base d’avvio dell’iter. Poi sarà aperta una conferenza dei servizi tecnica e ci sarà un primo passaggio in consiglio comunale. Dovrà seguire una delibera per dichiarazione di pubblica utilità e sdemanializzazione (con parere della Sovrintendenza) da ritenersi l’avvio per il procedimento di variante. Entro la fine del mandato cercheremo di completare ogni atto possibile».
E la parte economica del progetto?
«Una strada parallela che deve compiere il Pisa con la società finanziatrice, Invimit, che dovrà valutare la redditività dell’idea progettuale. I rapporti sono stati avviati, l’ho verificato direttamente a Roma e dato il nostro segnale positivo».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Sindaco, una volte per tutte: come vede il Comune di Pisa il progetto per lo stadio?
«C’è una società interessata alla valorizzazione e per questo ritengo che l’amministrazione debba fare la propria parte. Anche in altre città il trend è quello delle ristrutturazioni più che delle nuove costruzioni».
Nelle carte urbanistiche resiste la previsione di un nuovo stadio ad Ospedaletto...
«Una previsione ancora in atto. Abbiamo coinvolto anche l’architetto Zavanella, progettista dello Juventus Stadium, senza però riscontrare interessi concreti alla costruzione da parte di imprenditori. Ne abbiamo preso atto».
Lei ha chiesto al Pisa Sc attenzione al quartiere: cosa intende, a cosa si riferisce?
«Ad un corretto inserimento del progetto nel quartiere e non solo per i dintorni dello stadio. Penso, ad esempio, ad un minore impatto delle misure di sicurezza grazie all’impiego delle nuove tecnologie. E auspichiamo anche l’arrivo di un sistema di videosorveglianza nei pressi dello stadio e sui percorsi di accesso».
Tra i punti principali, la viabilità nei giorni degli eventi...
«Sicuramente devono essere fatte valutazioni su un sistema di accoglienza in un’area estesa che ritengo compresa tra via del Brennero e via Pietrasantina».
I due estremi del quartiere caratterizzati dalla presenza di parcheggi scambiatori: quali idee ci sono in questo senso?
«Diciamo che oggi il sistema dell’accoglienza si basa sulla “spontaneità”. Dovrà essere ottimizzato l’uso dei due parcheggi e ci aspettiamo che il progetto comprenda anche un’integrazione in questa direzione».
Si è parlato anche di un superamento dell’ostacolo rappresentato dal passaggio a livello di via Rindi con sottopasso...
«Da questo progetto si può ricavare una spinta ulteriore, visto che contiamo in tempi brevi di sottoscrivere un’intesa con le Ferrovie per il superamento dei restanti passaggi a livello sul territorio comunale, compreso quello di via Rindi».
Giuseppe Corrado pensa ad un’Arena “contenitore” di eventi non solo sportivi, ma anche musicali ed artistici in genere, in assenza di strutture simili in città...
«La ritengo un’aggiunta positiva, prevedendo come altrove le giuste misure di mitigazione acustica».
Quali sono i passaggi necessari per il progetto stadio?
«Dopo la presentazione pubblica attendiamo che la società ci fornisca un progetto preliminare, necessaria base d’avvio dell’iter. Poi sarà aperta una conferenza dei servizi tecnica e ci sarà un primo passaggio in consiglio comunale. Dovrà seguire una delibera per dichiarazione di pubblica utilità e sdemanializzazione (con parere della Sovrintendenza) da ritenersi l’avvio per il procedimento di variante. Entro la fine del mandato cercheremo di completare ogni atto possibile».
E la parte economica del progetto?
«Una strada parallela che deve compiere il Pisa con la società finanziatrice, Invimit, che dovrà valutare la redditività dell’idea progettuale. I rapporti sono stati avviati, l’ho verificato direttamente a Roma e dato il nostro segnale positivo».
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