Il Tirreno

Pisa

Camilli avversario, un tabù da sfatare

I nerazzurri all’Arena Garibaldi non battono una sua squadra da oltre 11 anni

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PISA. È da ben 11 anni e mezzo che il Pisa non batte una squadra di Piero Camilli all’Arena Garibaldi. Le sfide con il Comandante evidenziano due fasi antitetiche: prima il Pisa fu la bestia nera dei maremmani e del massimo dirigente laziale, ma poi i ruoli si invertirono.

VITTORIE DEL PISA. A parte la quasi indolore eliminazione dalla Coppa Italia 2002-03, i nerazzurri fra il 2004 e il 2006 inanellarono 4 successi consecutivi, tutti per 1-0. Erano anni duri per il Pisa, costretto ad accontentarsi della salvezza in C1 o addirittura a strapparla ai playout, mentre Camilli, al timone di una matricola, già conquistava ripetutamente l’accesso ai playoff per la B. Eppure negli scontri diretti erano i rossocrociati a prevalere, mettendo alla prova la fama di mangia-allenatori dell’allora presidente biancorosso. Nel 2005-06 un gol di Peluso allo stadio Zecchini provocò l’esonero di un tecnico del calibro di Massimiliano Allegri e al ritorno lo stesso destino capitò al compianto Corrado Benedetti, mandato ko da una rete di Eddy Baggio. Era il 12 marzo 2006, data dell’ultima sconfitta di Camilli da rivale all’Arena.

SCONFITTE ED ESPULSIONI. Uno 0-0 arpionato da un Grosseto ridotto in 9 calciatori fece capire che il vento era cambiato. Al ritorno i maremmani incarnarono lo spirito del proprio patron, giocando in modo vigoroso e scaltro, lasciando il Pisa sotto di due gol e di due uomini (espulsi Raimondi e Puggioni). Situazione in fotocopia nella successiva stagione in B, quando il Pisa in Maremma interruppe con uno scivolone (e ancora 2 espulsi) una striscia di 5 successi esterni consecutivi iniziali. Camilli arrivò ad espugnare l’Arena (1-2) all’esordio dell’annata 2008-09 e vincere 4-1 al ritorno.

ESONERI INDOTTI. Dopo la parentesi da proprietario del Pisa (2009-2011) il Comandante provocò da avversario i licenziamenti dei mister pisani. Lo 0-0 del Grosseto all’Arena Garibaldi diede la stura ad un clamoroso sfogo di Dino Pagliari, anticamera dell’esonero, che sarebbe toccato anche al successore Francesco Cozza dopo aver perso 3-1 allo stadio Zecchini.

Massimo Berutto

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