Il dolore
Minguzzi: Pisa, difendi Gautieri
Il Ds: in estate sarei tornato volentieri da voi La Viterbese ha un punto debole ma non ve lo dico
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PISA. Piero Camilli ha esternato, in qualche modo, l’affetto per Pisa e per il Pisa. È vero – come ha ricordato il patron della Viterbese – che i 250 abbonati della capolista stanno pesando molto di più in classifica rispetto ai quasi 4300 fedelissimi nerazzurri, però la nostra città, più di Grosseto e Viterbo, avrebbe rappresentato la piazza affamata di calcio, ideale per alimentare le ambizioni del Comandante.
Ma allora perché Camilli lasciò la società rossocrociata nel 2011 dopo appena due stagioni? Ragioni economiche, contrasti con il socio Carlo Battini, o forse motivazioni di mera distanza geografica? Vincenzo Minguzzi conosce bene il presidente, con cui ha collaborato e vinto in tre diverse società (Grosseto, Pisa e Viterbese).
Il diesse romagnolo sembra propendere per la terza ipotesi: «Camilli è molto impegnato con il lavoro e con la politica, e non è una persona a cui piace delegare. Pisa è lontana da Grotte di Castro o da Acquapendente, dove il presidente ha la sua azienda. Camilli non riusciva a gestire il Pisa in prima persona. Ha problemi anche a Viterbo, che lo costringe a 40 minuti di auto. Inoltre in quel momento aveva anche il Grosseto in serie B».
Dopo aver minacciato di vendere la Viterbese, il vulcanico dirigente ha costruito la squadra che domina la classifica. Minguzzi non è sorpreso: «Non è una novità. Quando ero al Grosseto, per due volte manifestò il proposito di andar via: un anno disputammo i playoff e nel secondo caso vincemmo il campionato. La Viterbese è veramente una buona squadra. Ha confermato giocatori forti come Celiento e Cenciarelli. Jefferson sta facendo la differenza, affiancato dal belga Vandeputte e da Tortori, sfuggito al Pisa. La Viterbese gioca bene, ma ha qualche punto debole. Io ho un’idea a tal proposito, che tengo per me. Il Pisa deve analizzare bene l’avversario».
Consigli di un doppio ex che sperava di tornare: «In estate mi ero messo a disposizione del Pisa ed ero disposto a collaborare con i dirigenti già presenti. Sarei tornato volentieri. Lì abbiamo vinto un campionato e lanciato giovani interessanti come Gatto, Perez, Tremolada, Nicastro e Sepe».
Un parere sulla crisi nerazzurra: «C’è tempo per riprendersi. È necessario che la società difenda le scelte fatte. Gautieri è stato selezionato dopo una valutazione di un mese e mezzo. Le colpe attuali, come i futuri meriti, non possono essere di una sola persona. Io mi siederei con Gautieri e cercherei in tutti i modi di aiutarlo. In questi momenti c’è bisogno di fare gruppo».
Camilli però avrebbe già esonerato Gautieri? «Probabilmente sì, ma non so quanto questa scelta potrebbe pagare per il Pisa».
Massimo Berutto
Ma allora perché Camilli lasciò la società rossocrociata nel 2011 dopo appena due stagioni? Ragioni economiche, contrasti con il socio Carlo Battini, o forse motivazioni di mera distanza geografica? Vincenzo Minguzzi conosce bene il presidente, con cui ha collaborato e vinto in tre diverse società (Grosseto, Pisa e Viterbese).
Il diesse romagnolo sembra propendere per la terza ipotesi: «Camilli è molto impegnato con il lavoro e con la politica, e non è una persona a cui piace delegare. Pisa è lontana da Grotte di Castro o da Acquapendente, dove il presidente ha la sua azienda. Camilli non riusciva a gestire il Pisa in prima persona. Ha problemi anche a Viterbo, che lo costringe a 40 minuti di auto. Inoltre in quel momento aveva anche il Grosseto in serie B».
Dopo aver minacciato di vendere la Viterbese, il vulcanico dirigente ha costruito la squadra che domina la classifica. Minguzzi non è sorpreso: «Non è una novità. Quando ero al Grosseto, per due volte manifestò il proposito di andar via: un anno disputammo i playoff e nel secondo caso vincemmo il campionato. La Viterbese è veramente una buona squadra. Ha confermato giocatori forti come Celiento e Cenciarelli. Jefferson sta facendo la differenza, affiancato dal belga Vandeputte e da Tortori, sfuggito al Pisa. La Viterbese gioca bene, ma ha qualche punto debole. Io ho un’idea a tal proposito, che tengo per me. Il Pisa deve analizzare bene l’avversario».
Consigli di un doppio ex che sperava di tornare: «In estate mi ero messo a disposizione del Pisa ed ero disposto a collaborare con i dirigenti già presenti. Sarei tornato volentieri. Lì abbiamo vinto un campionato e lanciato giovani interessanti come Gatto, Perez, Tremolada, Nicastro e Sepe».
Un parere sulla crisi nerazzurra: «C’è tempo per riprendersi. È necessario che la società difenda le scelte fatte. Gautieri è stato selezionato dopo una valutazione di un mese e mezzo. Le colpe attuali, come i futuri meriti, non possono essere di una sola persona. Io mi siederei con Gautieri e cercherei in tutti i modi di aiutarlo. In questi momenti c’è bisogno di fare gruppo».
Camilli però avrebbe già esonerato Gautieri? «Probabilmente sì, ma non so quanto questa scelta potrebbe pagare per il Pisa».
Massimo Berutto
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