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«Squadra rinnovata, giusto avere pazienza»

«Squadra rinnovata, giusto avere pazienza»

L’attaccante del Pisa di Braglia ricorda le decisive sfide con il Monza nel 2007 per conquistare la serie B: tante polemiche ma avevamo ragione noi

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PISA. A Monza hanno ancora il dente avvelenato dopo dieci anni. Della finale playoff persa all’Arena Garibaldi i brianzoli ricordano un rigore non fischiato per un presunto fallo su Borgobello e l’invasione di campo dopo il gol di Ciotola, sfociata, a gara conclusa, in scontri sotto la Curva Sud. Allo stadio Brianteo fu però il Pisa ad avere motivi per lamentarsi: ne sa qualcosa Cristian Biancone, centravanti di quel Pisa di Braglia e Petrachi che conquistò una clamorosa promozione in serie B, a cui venne annullato un gol per un dubbio fuorigioco.

Biancone, quali sono i suoi ricordi dal campo?

«Fu una vittoria strameritata, ottenuta senza rubare assolutamente niente, né all’andata, né al ritorno».

All’andata semmai fu il Pisa ad essere danneggiato....

«Io segnai un gol regolare sullo 0-0. Se si contesta l’invasione di campo, posso dire che fu un momento di entusiasmo. Il 2-0 di Ciotola rappresentò l’apoteosi di tutta una stagione. In quell’istante era difficile tenere a freno i tifosi».

Oggi il Pisa non è partito con il piede giusto, ma in fondo la squadra di Braglia non fece molto meglio, raggranellando due 0-0, che poi divennero quattro nelle prime cinque gare, al di là del record di imbattibilità di Puggioni...

«L’ho ricordato in questi giorni ai tifosi con cui mi è capitato di parlare. Le nostre prestazioni forse furono migliori dell’ultima offerta dal Pisa, ma penso che la squadra di oggi debba essere lasciata lavorare, perché può arrivare tra le prime due in classifica».

Voi inizialmente avevate ancora diversi giocatori che avevano sfiorato la retrocessione in C2 nello spareggio con la Massese: oggi il Pisa è sceso dalla B e ha già una rosa che gode del favore dei pronostici...

«Ma dobbiamo considerare che si tratta di una squadra quasi completamente nuova, tranne Mannini, Lisuzzo e pochi altri giocatori. Anche Eusepi è un giocatore di ritorno. Una formazione rinnovata che deve calarsi nel clima della serie C, dove ogni domenica l’avversario darà il massimo per batterla».

Quali sono i principali problemi incontrati finora? Tattici, atletici o temperamentali?

«Secondo me il Pisa è una formazione di grande qualità, che alla lunga emergerà, allenata da un buon mister. La partita di domenica scorsa è stata talmente brutta, sotto il profilo tecnico, tattico e temperamentale, da non poter essere giudicata. Ma il Pisa resta la squadra più forte insieme all’Alessandria, un gradino sopra il Livorno».

Lei era il centravanti del Pisa 2006-07. Eusepi, anch’egli romano, ricopre il medesimo ruolo nel tridente odierno: come vede il collega?

«Secondo me Eusepi è il centravanti più forte della categoria, specialmente nel 4-3-3. Io avevo caratteristiche diverse, più da attaccante di movimento. Lui gioca più per il gol. Secondo me può arrivare a 25 reti».

L’impressione è che manchino giocatori di quantità in mezzo al campo, come erano Passiglia e Braiati nel suo Pisa...

«Secondo me è tutta una questione di organizzazione collettiva. Il centrocampo è un reparto completamente nuovo come il resto della squadra, senza sottovalutare il fatto che si trovano in una piazza più ambiziosa rispetto a quelle in cui i calciatori hanno militato in passato. Credo che questi giocatori abbiano qualità e anche temperamento. Serve il tempo necessario perché riescano a far risaltare le loro caratteristiche».

Il tecnico Gautieri sembra già in discussione. Dica la verità: anche Braglia nel 2006 rischiò il posto, soprattutto dopo la sfuriata di Pizzighettone nei confronti del presidente Covarelli?

«Non credo. Ricordo solo un’incredibile telefonata sul pullman durante il viaggio di ritorno verso Pisa. Io però conoscevo il mister e non mi sorpresi più di tanto di quello che succedeva, perché sapevo che le sue parole erano soprattutto di sprone per l’ambiente».

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA.

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