Attenzione
Malasoma: ecco perché in agosto è bene essere più “pesanti”
Nel calcio non si inventa molto. E non si improvvisa affatto: brillanti fisicamente in estate (soprattutto se si lavora poco) non vuol dire necessariamente forti: ce ne siamo accorti con il...
2 MINUTI DI LETTURA
Nel calcio non si inventa molto. E non si improvvisa affatto: brillanti fisicamente in estate (soprattutto se si lavora poco) non vuol dire necessariamente forti: ce ne siamo accorti con il drammatico di girone di ritorno della passata stagione. L’anno scorso, di questi tempi, il Pisa aveva fatto fuori in Coppa Italia il Brescia e la Salernitana. E qualcuno storse il naso per la nostra intervista di allora a Lido Malasoma, ex capitano del Pisa ed ora allenatore. Un’intervista premonitrice, purtroppo. Quando nel 1995 era capitano del Pisa in Eccellenza, Malasoma ha vissuto una situazione di totale abbandono da parte della società con tante coincidenze con la situazione di un anno fa: «Fino a gennaio pur tra mille difficoltà riuscivamo ad allenarci, poi per 2 settimane c’è stato lo stop all’attività con l’arrivo del curatore fallimentare. Andammo in tribunale a seguire la vicenda che aveva richiamato i media nazionali». Torniamo quindi all’estate 2016: dopo le dimissioni di Gattuso si viveva in autogestione. «Il ritiro di Avellino avrebbe creato disagi ai giocatori allontanandoli dalle famiglie. In momenti di grande difficoltà solo le persone care ti possono dare il coraggio di andare avanti».
Senza la guida tecnica cosa può perdere la squadra, chiedevamo a Malasoma, dal punto di vista fisico e mentale? «Manca sicurezza, perdi energie anche se in Coppa la squadra ha fatto due imprese».
La sede di San Piero a Grado, soprattutto, non permetteva di fare un lavoro completo: «Lavoravano meglio la scorsa estate a Bientina, o a Storo, dove ci sono le salite. Gattuso ha fatto fare un gran lavoro in palestra, che al momento manca. Alla lunga paghi lo scotto sia nella testa che nelle gambe e non puoi giocare un campionato in queste condizioni». (a.sc.)
Senza la guida tecnica cosa può perdere la squadra, chiedevamo a Malasoma, dal punto di vista fisico e mentale? «Manca sicurezza, perdi energie anche se in Coppa la squadra ha fatto due imprese».
La sede di San Piero a Grado, soprattutto, non permetteva di fare un lavoro completo: «Lavoravano meglio la scorsa estate a Bientina, o a Storo, dove ci sono le salite. Gattuso ha fatto fare un gran lavoro in palestra, che al momento manca. Alla lunga paghi lo scotto sia nella testa che nelle gambe e non puoi giocare un campionato in queste condizioni». (a.sc.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google