Attenzione
Sul centrocampo le maggiori aspettative
La gara col Frosinone ai “raggi x”: ecco come Gautieri sperimenta i nuovi equilibri
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PISA. Un arbitraggio poco favorevole e un avversario di categoria superiore (confermato quasi in blocco, quindi già amalgamato, pur con un nuovo allenatore, e candidato alla promozione diretta in A) e qualche gol fallito giustificano in gran parte l’eliminazione, a testa alta, dalla Coppa Italia dei grandi. Al termine delle tre gare interne in otto giorni (contro Varese, Perugia e Frosinone) emergono alcuni equilibri su cui lavorare per trovare la giusta quadratura in ottica campionato.
OLTRE LE FORMULE. Pisa e Frosinone, al di là delle espressioni matematiche e in serie diverse, si giocano le proprie carte in modo non troppo dissimile, almeno in fase offensiva: formalmente schierano un tridente, con un elemento abile fra le linee (Dionisi per i ciociari, Negro tra i nerazzurri) e con il supporto di un quarto attaccante esterno, che parte da dietro sulla destra (Paganini come quinto difensore, Mannini da terzino puro). Paganini, sovrapponendosi a Ciano, ha mandato più volte in crisi Longhi, mettendo a nudo qualche meccanismo da oliare nella copertura del centrocampo, nella zona presidiata dal talentuoso Di Quinzio e, nel finale, da Angiulli. Mannini invece (come contro il Perugia) raramente è riuscito a sfondare in tandem con Masucci o Peralta, sicuramente anche per merito di arcigni difensori e centrocampisti di serie B. I continui cambi di posizione di Dionisi, spesso collocato più indietro rispetto a Daniel Ciofani e Ciano, hanno creato qualche grattacapo sul fronte destro, dove Mannini, che non è un terzino di ruolo, doveva vedersela pure con il cursore Crivello. Ancora (comprensibilmente) alla ricerca della miglior forma l’ex stabiese Nicolas Izzillo, in un ruolo che dovrà essere di compensazione. Sulla sinistra Negro, grazie alle sponde di Eusepi, è stato pericoloso persino più del collega Dionisi, sgusciando via anche ai difensori del Frosinone, ma trovando una serata poco fortunata nelle conclusioni.
IL PESO SUL CENTROCAMPO. Ovviamente (per fortuna) Ciofani, Ciano, Paganini, Dionisi e gli altri canarini non saranno più avversari del Pisa e Minelli non dirigerà i nerazzurri, almeno per quest’anno, ma sicuramente lo Sporting Club dovrà affrontare altri 3-4-3 ben congegnati tatticamente come quello proposto da Moreno Longo. Il team di Gautieri è chiamato a vincere, quindi a segnare e a rischiare. Con tre attaccanti, Mannini in retroguardia e due mezzali dalla vocazione offensiva, come Di Quinzio e Izzillo, si devono trovare gli opportuni equilibri per non gravare troppo su Gucher (convincente già nelle prime uscite) e sui difensori. Delicato il compito del centrocampo, reparto che ha altri elementi da esprimere (come Maltese, Zammarini e Angiulli, se rimarrà) e che, a fronte delle uscite, potrebbe essere ancora ritoccato in sede di mercato.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
OLTRE LE FORMULE. Pisa e Frosinone, al di là delle espressioni matematiche e in serie diverse, si giocano le proprie carte in modo non troppo dissimile, almeno in fase offensiva: formalmente schierano un tridente, con un elemento abile fra le linee (Dionisi per i ciociari, Negro tra i nerazzurri) e con il supporto di un quarto attaccante esterno, che parte da dietro sulla destra (Paganini come quinto difensore, Mannini da terzino puro). Paganini, sovrapponendosi a Ciano, ha mandato più volte in crisi Longhi, mettendo a nudo qualche meccanismo da oliare nella copertura del centrocampo, nella zona presidiata dal talentuoso Di Quinzio e, nel finale, da Angiulli. Mannini invece (come contro il Perugia) raramente è riuscito a sfondare in tandem con Masucci o Peralta, sicuramente anche per merito di arcigni difensori e centrocampisti di serie B. I continui cambi di posizione di Dionisi, spesso collocato più indietro rispetto a Daniel Ciofani e Ciano, hanno creato qualche grattacapo sul fronte destro, dove Mannini, che non è un terzino di ruolo, doveva vedersela pure con il cursore Crivello. Ancora (comprensibilmente) alla ricerca della miglior forma l’ex stabiese Nicolas Izzillo, in un ruolo che dovrà essere di compensazione. Sulla sinistra Negro, grazie alle sponde di Eusepi, è stato pericoloso persino più del collega Dionisi, sgusciando via anche ai difensori del Frosinone, ma trovando una serata poco fortunata nelle conclusioni.
IL PESO SUL CENTROCAMPO. Ovviamente (per fortuna) Ciofani, Ciano, Paganini, Dionisi e gli altri canarini non saranno più avversari del Pisa e Minelli non dirigerà i nerazzurri, almeno per quest’anno, ma sicuramente lo Sporting Club dovrà affrontare altri 3-4-3 ben congegnati tatticamente come quello proposto da Moreno Longo. Il team di Gautieri è chiamato a vincere, quindi a segnare e a rischiare. Con tre attaccanti, Mannini in retroguardia e due mezzali dalla vocazione offensiva, come Di Quinzio e Izzillo, si devono trovare gli opportuni equilibri per non gravare troppo su Gucher (convincente già nelle prime uscite) e sui difensori. Delicato il compito del centrocampo, reparto che ha altri elementi da esprimere (come Maltese, Zammarini e Angiulli, se rimarrà) e che, a fronte delle uscite, potrebbe essere ancora ritoccato in sede di mercato.
Massimo Berutto
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