Italia
la sfida di domani
Gucher e Masucci i due “grandi ex”
Il primo dei due ha giocato addirittura otto anni in giallazzurro
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PISA. Robert Gucher sarà il grande ex di Pisa – Frosinone, ma non l’unico: anche Gaetano Masucci non passerà inosservato alla tifoseria ciociara, dopo due mezze annate laziali in occasione di altrettanti cambi di categoria, in entrambe le direzioni.
Gucher merita un capitolo a parte. Le otto stagioni giallazzurre del centrocampista austriaco non si possono liquidare in due parole. Il destino ha condensato in meno di un decennio ciò che molti calciatori non provano neppure in un’intera carriera: l’esordio in B a 18 anni (grazie a Piero Braglia), lo Scudetto Primavera vinto in prestito al Genoa, un brutto infortunio ad un ginocchio al primo ritorno nel Lazio, il recupero in patria nel Kapfenberg, il rientro in Ciociaria in C, la doppia scalata fino alla A e l’immediata duplice discesa, conclusa nel Vicenza (dove era approdato a gennaio).
In meno di 365 giorni da essere il capitano nella massima categoria, dopo essere stato premiato come miglior centrocampista della B e aver conquistato la propria Nazionale, Gucher è tornato al punto di partenza in terza serie, con la consolazione di avere 26 anni e quindi tempo in abbondanza per riprendersi tutto con gli interessi. Il “Pirlo” del Frosinone ha già assaporato il ritorno da avversario a Frosinone nello scorso marzo, acclamato dal pubblico e abbracciato dagli ex compagni.
Qualche dissapore con la società canarina, che avrebbe preferito il trasferimento ad Avellino, dove, con il senno di poi, a differenza di quanto accaduto a Vicenza, Gucher avrebbe mantenuto la B. La bandiera era stata ammainata da tempo, in un lento accantonamento cominciato in serie A con mister Roberto Stellone e culminato sotto la gestione di Pasquale Marino. I ricordi lasciati nell’ambiente sono comunque molto lusinghieri, di un centrocampista elegante nei movimenti e corretto come difficilmente è riscontrabile nelle serie minori, rapido nel far girare palla e nel servire in profondità, con qualche colpo in canna dalla lunga distanza. Doti che si iniziano a vedere nei primi impegni stagionali con il Pisa.
Passare il turno ai danni del Frosinone avrebbe un gusto particolare, anche in vista dell’eventuale successivo impegno allo stadio Friuli: in Ciociaria ancora ricordano le centinaia di amici e simpatizzanti che accolsero Gucher in occasione della gara di serie A ad Udine, meta più vicina all’Austria fra quelle previste nel massimo campionato.
E Masucci? A Frosinone ha vissuto un’esperienza praticamente in fotocopia rispetto a quanto sperimentato a Pisa: arrivo a gennaio (2011) in una squadra già impelagata in bassa classifica, 4 reti all’attivo (a Pisa sono state 3 e “mezza” , considerando quella condivisa con Gatto e Ujkani a Novara) per un amarissimo ultimo posto finale. Allora la punta avellinese rimase in B, tornando al Sassuolo. Frosinone era però ancora nel suo karma: seconda permanenza in giallazzurro nel 2014-15, stavolta per i primi 6 mesi, e un gol, nella stagione della storica promozione ciociara in A.
Massimo Berutto
Gucher merita un capitolo a parte. Le otto stagioni giallazzurre del centrocampista austriaco non si possono liquidare in due parole. Il destino ha condensato in meno di un decennio ciò che molti calciatori non provano neppure in un’intera carriera: l’esordio in B a 18 anni (grazie a Piero Braglia), lo Scudetto Primavera vinto in prestito al Genoa, un brutto infortunio ad un ginocchio al primo ritorno nel Lazio, il recupero in patria nel Kapfenberg, il rientro in Ciociaria in C, la doppia scalata fino alla A e l’immediata duplice discesa, conclusa nel Vicenza (dove era approdato a gennaio).
In meno di 365 giorni da essere il capitano nella massima categoria, dopo essere stato premiato come miglior centrocampista della B e aver conquistato la propria Nazionale, Gucher è tornato al punto di partenza in terza serie, con la consolazione di avere 26 anni e quindi tempo in abbondanza per riprendersi tutto con gli interessi. Il “Pirlo” del Frosinone ha già assaporato il ritorno da avversario a Frosinone nello scorso marzo, acclamato dal pubblico e abbracciato dagli ex compagni.
Qualche dissapore con la società canarina, che avrebbe preferito il trasferimento ad Avellino, dove, con il senno di poi, a differenza di quanto accaduto a Vicenza, Gucher avrebbe mantenuto la B. La bandiera era stata ammainata da tempo, in un lento accantonamento cominciato in serie A con mister Roberto Stellone e culminato sotto la gestione di Pasquale Marino. I ricordi lasciati nell’ambiente sono comunque molto lusinghieri, di un centrocampista elegante nei movimenti e corretto come difficilmente è riscontrabile nelle serie minori, rapido nel far girare palla e nel servire in profondità, con qualche colpo in canna dalla lunga distanza. Doti che si iniziano a vedere nei primi impegni stagionali con il Pisa.
Passare il turno ai danni del Frosinone avrebbe un gusto particolare, anche in vista dell’eventuale successivo impegno allo stadio Friuli: in Ciociaria ancora ricordano le centinaia di amici e simpatizzanti che accolsero Gucher in occasione della gara di serie A ad Udine, meta più vicina all’Austria fra quelle previste nel massimo campionato.
E Masucci? A Frosinone ha vissuto un’esperienza praticamente in fotocopia rispetto a quanto sperimentato a Pisa: arrivo a gennaio (2011) in una squadra già impelagata in bassa classifica, 4 reti all’attivo (a Pisa sono state 3 e “mezza” , considerando quella condivisa con Gatto e Ujkani a Novara) per un amarissimo ultimo posto finale. Allora la punta avellinese rimase in B, tornando al Sassuolo. Frosinone era però ancora nel suo karma: seconda permanenza in giallazzurro nel 2014-15, stavolta per i primi 6 mesi, e un gol, nella stagione della storica promozione ciociara in A.
Massimo Berutto
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