Sicurezza
Pisa, Eusepi incoronato con la fascia
L’autore della tripletta in Coppa ancor più responsabilizzato dal tecnico Gautieri che lo ha scelto come capitano
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PISA. Umberto Eusepi dà tre calci al passato e giura fedeltà al Pisa. Una tripletta da ex al Varese e poi la dichiarazione della volontà di rimanere in nerazzurro, nonostante le sirene della serie B. Il tecnico Gautieri asseconda questo passaggio, consegnando al centravanti la fascia di capitano liberata dall’iniziale assenza di Mannini. Pensate come si sentiranno in Lombardia, avendo subìto (differenza di categoria a parte) tre reti in un colpo solo da una punta che in due mezze stagioni in biancorosso (i primi sei mesi del 2010-11 e del 2012-13) non aveva mai gonfiato la rete su 17 presenze complessive in B.
Una doppia parentesi che frenò l’esplosione dell’attaccante capitolino, in una carriera che per cinque volte in nove campionati ha costretto la punta a fare le valige a torneo in corso, non riuscendo mai a ripetere in seconda serie le messi di reti raccolte in terza serie.
Le pretendente non gli mancano neppure in B, ma giocare nella stessa squadra (il Pisa) in tre stagioni diverse sarebbe una situazione inedita e favorevole per Eusepi, in una piazza che lo apprezza e che si infiamma per ogni suo gesto tecnico. Tre (come i centri al Varese) è un numero ricorrente negli ultimi anni: 3 gol a Pisa nella scorsa stagione, altrettanti ad Avellino (6 è il record personale di segnature nel torneo cadetto), 3 in nerazzurro nel campionato precedente, prima della storica firma in finale playoff a Foggia. Dieci gioie in due stagioni movimentate, anche se in parte esaltanti. Eusepi deve tornare a tuonare sotto porta per stabilirsi finalmente in B da sicuro protagonista. Esattamente come deve fare il Pisa.
Qualcosa sembra essere cambiato, o sta cambiando, rispetto alle scorse annate. Ricordiamo Eusepi lottare inutilmente su palloni alti nel deserto offensivo del Pisa di Gattuso, oppure operare quasi da trequartista nell’Avellino, pur vittorioso, all’Arena Garibaldi.
Nel gioco di Gautieri alla punta romana toccano nuovamente gli onori e gli oneri del ruolo di pivot, stavolta con due attaccanti rapidi ai propri fianchi ed i frequenti inserimenti delle mezzali, se non dei terzini. La voglia di restare a Pisa, o almeno di mettersi in luce per qualsiasi evenienza, è lampante nel pressing alla ricerca dell’errore altrui e nella reattività dei contrattacchi in progressione. Il lavoro sporco, quando dà frutti, costa minor fatica e non impedisce ad un bomber di essere fresco (persino ad agosto) per tre volte sotto la porta avversaria.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Una doppia parentesi che frenò l’esplosione dell’attaccante capitolino, in una carriera che per cinque volte in nove campionati ha costretto la punta a fare le valige a torneo in corso, non riuscendo mai a ripetere in seconda serie le messi di reti raccolte in terza serie.
Le pretendente non gli mancano neppure in B, ma giocare nella stessa squadra (il Pisa) in tre stagioni diverse sarebbe una situazione inedita e favorevole per Eusepi, in una piazza che lo apprezza e che si infiamma per ogni suo gesto tecnico. Tre (come i centri al Varese) è un numero ricorrente negli ultimi anni: 3 gol a Pisa nella scorsa stagione, altrettanti ad Avellino (6 è il record personale di segnature nel torneo cadetto), 3 in nerazzurro nel campionato precedente, prima della storica firma in finale playoff a Foggia. Dieci gioie in due stagioni movimentate, anche se in parte esaltanti. Eusepi deve tornare a tuonare sotto porta per stabilirsi finalmente in B da sicuro protagonista. Esattamente come deve fare il Pisa.
Qualcosa sembra essere cambiato, o sta cambiando, rispetto alle scorse annate. Ricordiamo Eusepi lottare inutilmente su palloni alti nel deserto offensivo del Pisa di Gattuso, oppure operare quasi da trequartista nell’Avellino, pur vittorioso, all’Arena Garibaldi.
Nel gioco di Gautieri alla punta romana toccano nuovamente gli onori e gli oneri del ruolo di pivot, stavolta con due attaccanti rapidi ai propri fianchi ed i frequenti inserimenti delle mezzali, se non dei terzini. La voglia di restare a Pisa, o almeno di mettersi in luce per qualsiasi evenienza, è lampante nel pressing alla ricerca dell’errore altrui e nella reattività dei contrattacchi in progressione. Il lavoro sporco, quando dà frutti, costa minor fatica e non impedisce ad un bomber di essere fresco (persino ad agosto) per tre volte sotto la porta avversaria.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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