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Eusepi come Piovanelli? Anche lui doveva partire

Eusepi come Piovanelli? Anche lui doveva partire

Il giocatore potrebbe ricalcare le orme di altri nerazzurri che diventarono big dopo la mancata cessione

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PISA. Umberto Eusepi sembrava destinato altrove, ma, adesso più che mai, è al centro dell’attacco nerazzurro e forse anche del nuovo progetto tecnico. Mister Gautieri lo elogia pubblicamente e gran parte dei tifosi lo acclama, da quando l’attaccante capitolino sigillò la promozione nella finale playoff a Foggia. Ancora nulla è definitivo: un mese di mercato nel calcio è lungo quasi quanto un’era geologica. Se davvero Eusepi il primo settembre sarà ancora a Pisa, non rappresenterà sicuramente un caso unico di protagonista riscoperto, tolto dalle liste di trasferimento. Il precedente più illustre è senz’altro quello di Lamberto Piovavelli: l’eroe di Cremona era incappato in due stagioni poco prolifiche in serie A, soprattutto la seconda (1988-89) durante la quale mister Bruno Bolchi gli aveva affidato pesanti mansioni difensive. Un attaccante smarrito, che nell’estate 1989 pareva lontano da Pisa, ma alla fine rimase, sostenuto da Romeo.

Fu la svolta della sua carriera: 18 reti in B, ritorno in A, conquista della Nazionale e della Juventus.

Anche Alessandro Mannini era ad un passo dall’addio nell’estate 1984 e invece aveva ancora in serbo due promozioni in A fra i pali rossocrociati. Nell’estate 2002 Massimiliano Varricchio, come Eusepi, legittimamente, ambiva alla serie B, ma poi si convinse a restare e, pur penalizzato da guai fisici, lasciò firme importanti, ad esempio sulla vittoria nel derby con la Lucchese e sul momentaneo pareggio in finale playoff a Bergamo. Leonardo Perez, al ritorno da sei mesi in prestito al Giulianova con zero reti all’attivo e riscattato dal Pisa per altrettanti euro, nell’estate 2011 sembrava aver un futuro già scritto lontano dall’Arena Garibaldi ed invece diventò il grintoso ariete dell’attacco nerazzurro. Nella stessa stagione Eddy Baggio fu confinato ai margini della squadra fino a gennaio 2006, quando si scoprì che per regolamento poteva essere solo restituito allo Spezia. Divenne addirittura il capitano nerazzurro, autore delle 12 reti che valsero la salvezza in C1. Ultimo caso quello di Andrea Lisuzzo, che solo due estati fa era sul piede di partenza, inviso a gran parte della tifoseria, riconquistata a suon di vigorose prestazioni.

Massimo Berutto

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di Redazione Pisa