Attenzione
Sette progetti per la nuova Arena Garibaldi
Il presidente Giuseppe Corrado: «15 giorni per la presentazione, poi la scelta»
CALAMBRONE
«Il percorso per creare la nuova Arena Garibaldi sta andando avanti, a fine mese sceglieremo il progetto migliore tra quelli presentati da sette architetti provenienti da tutto il mondo (Asia e America comprese). Ci sono 15 giorni di tempo per presentare i progetti, io stesso seguirò la questione in prima persona, non solo per fare valutazioni tecniche ma per dare un giudizio dal punto di vista estetico». Lo stadio del futuro a Pisa sarà quindi scelto attraverso un vero e proprio contest internazionale, spiega il presidente nerazzurro Giuseppe Corrado. L’annuncio è arrivato durante un partecipato dibattito pubblico a Calambrone per la rassegna estiva Eliopoli, che vede Il Tirreno tra i media partner assieme a Confesercenti e a Il Mappamondo Beach. Assieme al numero uno nerazzurro hanno partecipato alla serata, condotta da Daniele Benvenuti e Riccardo Silvestri, l’assessore ai lavori pubblici del Comune di Pisa Andrea Serfogli, il presidente dell’Associazione Cento Fabio Vasarelli e Sandro Solinas, autore del libro “Stadi d’Italia”.
Il giorno prima una nuova riunione si era tenuta in Comune fra i tecnici di Palazzo Gambacorti e l’assessore Zambito da una parte, e dall’altra Alessandro Pasquarelli, ad della società Ire che si occuperà del restyling dell’Arena.
Corrado spiega come lo stadio sia al centro del progetto sportivo fin da quando ha rilevato il Pisa lo scorso 22 dicembre: «La retrocessione in C per noi è stato un danno economico forte. Pensiamo che senza una stadio all’altezza della situazione nel calcio di oggi si va poco lontano: il futuro è investire sui giovani e le strutture. Noi lo abbiamo già iniziato a fare con entrambi in questi primi mesi di lavoro. Erano dai tempi di Anconetani che non venivano fatte anche minime modifiche all’Arena e noi dovevamo farle per poter disputare il girone di ritorno, visto che eravamo ancora in deroga».
Corrado cerca di far capire che ci vuole un po’ di pazienza: «Il progetto va avanti con grande intensità e anche il Comunea ha mostrato tutta la sua disponibilità. Ci sono dei tempi tecnici già programmati e li stiamo rispettando. Non vogliamo solo ristrutturare lo stadio e renderlo moderno con il Football Museum, negozi e ristoranti ma aiutare il quartiere a crescere e svilupparsi».
Anche Serfogli conferma l’impegno della società nerazzurra: «Corrado inizialmente ci ha un po’ sorpreso perché ha presentato un’idea di recupero di un vecchio stadio senza consumo di ulteriore suolo, recuperando una struttura storica per legarla ad attività complementari vista anche la vicinanza con Piazza dei Miracoli. In un periodo in cui molti pensano a fare stadi nuovi fuori dal centro storico (a Pisa si parlava da tempo della soluzione Ospedaletto) questa può essere una proposta molto innovativa».
L’assessore poi entra nel dettaglio: «Per poter realizzare il progetto occorre una variante urbanistica per riqualificare l’area, che impone sempre tempi lunghi. Vanno rispettati vincoli di carattere ambientale, idraulico e archeologico. Il progetto sarà discusso nei Ctp per essere condiviso con i cittadini. Una volta fatte le valutazioni di carattere politico e partecipativo, oltre a quelle tecniche, occorre prendere una decisione e far partire i lavori. Siamo disponibili a tutta una serie di soluzioni perché l’impianto concessorio vada di pari passo con quello urbanistico». L’obiettivo è stipulare in futuro una convenzione molto lunga per poter dare garanzie alla società e al tempo stesso mantenere il carattere pubblico dello stadio: «Prima dell’arrivo di Corrado c’era una proposta di convenzione che non è mai stata approvata – spiega Serfogli –. È un problema che va affrontato e la società ci ha presentato una sua proposta a cui noi abbiamo fatto delle osservazioni. Una soluzione la troveremo sicuramente e intanto firmeremo la convenzione ponte a settembre».
Per i lavori più immediati sono stati fatti alcuni interventi e la verifica statica. Società e Comune hanno fermato gli adeguamenti delle misure antisismiche in curva Nord ma solamente perché nel progetto del futuro stadio è previsto l’abbattimento delle curve che verranno ricostruite più vicine al campo.
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