La protesta
Livorno, polemiche per l ’arbitraggio del “pisano” Giua
Negati agli amaranto due rigori contro la Reggiana che espugna l’Ardenza nell’andata dei playoff
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PISA. «Perché designare un pisano?» Polemiche a non finire per l’arbitraggio del signor Antonio Giua (sezione Aia di Pisa) in occasione di Livorno-Reggiana terminata 1-2 (domenica il ritorno al Giglio di Reggio Emilia): gli amaranto protestano per ben due rigori non concessi. In realtà Giua, classe 1988, è di Olbia ed è cresciuto a Calangianus (Sassari), dove ha iniziato la sua attività arbitrale. A 19 anni è venuto a studiare a Pisa, proseguendo la sua carriera arbitrale, e da un anno è tornato in Sardegna. Una curiosità: a Foggia, due mesi e mezzo fa, ci fu un po’ di malumore fra i locali perché fu designato per il big match Foggia-Lecce. Poi il Foggia vinse 3-0 e nessuno parlò più.
Resta il fatto, se viviamo nel mondo reale e non vogliamo fare gli ipocriti, che la scelta di un arbitro della sezione di Pisa per una gara decisiva del Livorno è inopportuna da un punto di vista “ambientale” per via della storica rivalità sportiva: le polemiche erano prevedibili e quindi evitabili, esattamente come per la designazione di un arbitro della sezione di Livorno o di Firenze per una gara importante del Pisa.
Successe l’anno scorso in Lucchese-Pisa, dove il fiorentino Baroni arbitrò malissimo, con gravi conseguenze per il Pisa; le successive polemiche si incentrarono non solo sulla direzione di gara ma anche sulla Sezione di appartenenza dell’arbitro. (a.sc.)
Resta il fatto, se viviamo nel mondo reale e non vogliamo fare gli ipocriti, che la scelta di un arbitro della sezione di Pisa per una gara decisiva del Livorno è inopportuna da un punto di vista “ambientale” per via della storica rivalità sportiva: le polemiche erano prevedibili e quindi evitabili, esattamente come per la designazione di un arbitro della sezione di Livorno o di Firenze per una gara importante del Pisa.
Successe l’anno scorso in Lucchese-Pisa, dove il fiorentino Baroni arbitrò malissimo, con gravi conseguenze per il Pisa; le successive polemiche si incentrarono non solo sulla direzione di gara ma anche sulla Sezione di appartenenza dell’arbitro. (a.sc.)
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