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corsi e ricorsi storici
Rigore per lo Spezia nel recupero? L’errore non è una novità
PISA. I rigori a tempo scaduto non portano bene allo Spezia, soprattutto nei derby con il Pisa. Anche nel 1997-98 la sfida tosco-ligure finì 0-0, allora all’Arena Garibaldi, dopo un errore...
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PISA. I rigori a tempo scaduto non portano bene allo Spezia, soprattutto nei derby con il Pisa.
Anche nel 1997-98 la sfida tosco-ligure finì 0-0, allora all’Arena Garibaldi, dopo un errore bianconero dal dischetto al 90’. Il precursore dell’uruguaiano Pablo Granoche fu l’italianissimo Giorgio Eritreo. In realtà l’aquilotto di vent’anni fa aveva realizzato il penalty, che però venne fatto ripetere dopo che aveva fatto 100 metri di corsa per esultare. Al secondo tentativo ebbe la meglio il portiere nerazzurro Alessio Schiaffino, nato oltretutto nella provincia di La Spezia. L’uomo del destino, perché inizialmente era seduto in panchina, costretto a svestire in fretta la tuta dopo che Igor Zaniolo (l’odiato, ma fortissimo, centravanti spezzino) aveva messo ko l’estremo difensore titolare Federico Infanti già prima dell’intervallo, rinverdendo la fama che si era guadagnato in un Pisa-Aosta da Far West di due annate prima.
Era un derby infuocato a quei tempi, in C2, lontano dall’occhio curioso delle pay-tv e senza limitazioni per l’accesso allo stadio delle opposte tifoserie. Il ruvido difensore Gabriele Cioffi si “prese cura” di Gianluca Savoldi. Erano ben tre gli ex nerazzurri: la punta Alessandro Andreini (ora team manager “di serie A” della Spal), mister Luciano Filippi e il direttore Sergio Borgo rimandarono la rivincita sportiva al ritorno, quando avrebbero battuto il Pisa per 2-1.
Anche quello Spezia era in corsa per i playoff (di C2), che raggiunse arrivando alla finale, persa nei supplementari in favore dell’Arezzo, ancora a causa di un rigore. Il Pisa, passato da mister Roberto Clagluna al trio tecnico-dirigenziale Signorini-Baldoni-Mannini, rimase in quarta serie. (m.b.)
Anche nel 1997-98 la sfida tosco-ligure finì 0-0, allora all’Arena Garibaldi, dopo un errore bianconero dal dischetto al 90’. Il precursore dell’uruguaiano Pablo Granoche fu l’italianissimo Giorgio Eritreo. In realtà l’aquilotto di vent’anni fa aveva realizzato il penalty, che però venne fatto ripetere dopo che aveva fatto 100 metri di corsa per esultare. Al secondo tentativo ebbe la meglio il portiere nerazzurro Alessio Schiaffino, nato oltretutto nella provincia di La Spezia. L’uomo del destino, perché inizialmente era seduto in panchina, costretto a svestire in fretta la tuta dopo che Igor Zaniolo (l’odiato, ma fortissimo, centravanti spezzino) aveva messo ko l’estremo difensore titolare Federico Infanti già prima dell’intervallo, rinverdendo la fama che si era guadagnato in un Pisa-Aosta da Far West di due annate prima.
Era un derby infuocato a quei tempi, in C2, lontano dall’occhio curioso delle pay-tv e senza limitazioni per l’accesso allo stadio delle opposte tifoserie. Il ruvido difensore Gabriele Cioffi si “prese cura” di Gianluca Savoldi. Erano ben tre gli ex nerazzurri: la punta Alessandro Andreini (ora team manager “di serie A” della Spal), mister Luciano Filippi e il direttore Sergio Borgo rimandarono la rivincita sportiva al ritorno, quando avrebbero battuto il Pisa per 2-1.
Anche quello Spezia era in corsa per i playoff (di C2), che raggiunse arrivando alla finale, persa nei supplementari in favore dell’Arezzo, ancora a causa di un rigore. Il Pisa, passato da mister Roberto Clagluna al trio tecnico-dirigenziale Signorini-Baldoni-Mannini, rimase in quarta serie. (m.b.)
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