La manifestazione
Pisa, ormai è divorzio tra Corrado e Gattuso. E non mancano le "frecciate"
L'allenatore nerazzurro: "Il mercato? Sono responsabile ma non firmavo io i contratti. Sarò il primo tifoso del Pisa"
PISA. «Nella vita bisogna saper fare delle scelte. Devo ancora parlare con la società ma al 99% la mia avventura a Pisa si chiude qui». Prima ancora di scendere in campo al San Nicola di Bari Gennaro Gattuso, in diretta Tv su Sky, ha di fatto confermato che la sua carriera di allenatore proseguirà altrove dopo, tenendo aperto solo un timido spiraglio. Una frase che lascia poco spazio a interpretazioni e che sa di saluti: «Il Pisa non è Gattuso, ha una sua storia e sono state scritte pagine importanti anche in questi anni».
LE PAROLE DI CORRADO
Il presidente Giuseppe Corrado dopo lo 0-0 con il Bari è tornato sull’argomento, con estrema chiarezza ai microfoni di 50 Canale: «Abbiamo affrontato con determinazione una situazione difficile e una garanzia veniva dalla conduzione tecnica della squadra che era per noi un riferimento sicuro. Noi molti mesi fa abbiamo riproposto a Gattuso un prolungamento del contratto, ma avevamo deciso di aspettare, perché in caso di retrocessione ci ha detto che non se la sarebbe sentita di scendere di categoria. Ne abbiamo preso atto accettando la sua decisione».
Sul futuro Corrado dice: «Abbiamo il dovere il prossimo anno di rappresentare la città di Pisa in un campionato dove dovremo primeggiare fin da subito e per starci il meno possibile. Dovremo fare una squadra competitiva e scelte tecniche di testa nostra, senza seguire sondaggi o chissà quali voci. In questi mesi abbiamo lavorato molto e lasciato carta bianca all’area tecnica con il solo obiettivo di salvarci. Sono convinto che la continuità e l’amore per il Pisa andrà oltre qualsiasi conduzione tecnica o dirigenziale. Dobbiamo riportare la squadra dove merita la città e i tifosi».
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LE PAROLE DI GATTUSO
In sala stampa si presenta anche Gattuso che ribadisce e rafforza il concetto espresso prima della partita: «Ho trascorso due anni incredibili che mi porto nel cuore. Ognuno andrà per la sua strada. Questa è una grande piazza che non merita la Lega Pro. C’è comunque una grande società alle spalle che merita il meglio». Gattuso si prende le sue responsabilità sulla seconda parte di stagione, ma spiega che le scelte di gennaio sono state fatte di comune accordo: «Quando sento le parole del presidente, sento tutto il contrario di quello che dico io e quindi bisogna tirare delle conclusioni. Il Pisa ha una storia incredibile e non c’è nessun problema. Bisogna assumersi le responsabilità perché i giocatori li ho scelti io, ma lo abbiamo fatto insieme con il presidente e il figlio Giovanni. Quando Corrado dice che il Pisa costa tre volte la Pro Vercelli voglio dire che non ho firmato nessun contratto e io sono quello che ha sempre cercato di stare attento ai conti. Quando si fa un percorso ci si mette la faccia allo stesso modo e non mi sembra che ora sia così».
Inoltre non è facile ripartire dopo una delusione così cocente: «Quando si arriva a una retrocessione è difficile lavorare quasi con gli stessi giocatori. Mi spiace per come è andata. Sembra siano passati 10 anni da quando sono arrivato a Pisa. Sarò il primo tifoso del Pisa perché sentire i miei figli che parlano pisano e sono tristi perché devono lasciare la scuola e gli amici, fa parte del percorso. La vita non finisce qua e mai dire mai».
Gattuso parla brevemente anche di questo 0-0 contro il Bari : «In tante partite il Pisa non mi è dispiaciuto, ma la posizione parla chiaro. Oggi abbiamo disputato una grandissima partita. C’è rammarico, ma non dobbiamo dimenticarci cosa ha passato questa squadra, tra la mancata preparazione e i punti di penalizzazione nel momento topico. La luce si è spenta a Vicenza, purtroppo. Talvolta abbiamo dimostrato di non avere tanta forza nelle gambe, ma ci poteva stare».
Tornando alle ipotesi sul futuro il giornalista di Sportitalia Michele Criscitiello parla di Antonino Asta come uno dei papabili per il dopo Gattuso.
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