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Pisa

La grande remuntada? A qualcuno è già riuscita 

La grande remuntada? A qualcuno è già riuscita 

Gli esempi del Modena e della Pistoiese dicono che non bisogna arrendersi finché la matematica non dice che la partita-salvezza è chiusa definitivamente

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PISA. Inutile nascondersi: adesso serve un’impresa clamorosa per salvarsi. Pochi i precedenti simili di successo, però ci sono. Il Pisa ha la quartultima posizione (l’ultima valida per i playout) a 5 punti, che diventano... 6 poiché la piazza della speranza è occupata dal Vicenza, davanti ai nerazzurri anche nella classifica avulsa. In più, per fare i playout serve garantirsi che la quintultima in graduatoria non scappi oltre i 4 punti di distanza. Ma lo stesso Vicenza non è imprendibile, anzi ieri ha certificato il proprio stato di crisi esonerando l’allenatore Pierpaolo Bisoli. Se un mese il Pisa non avesse dilapidato il vantaggio sui biancorossi nello scontro diretto perso nel finale, in realtà sarebbe già davanti a loro in classifica. Perché non crederci? Vediamo un po’ di precedenti.
LA SCALATA DEL MODENA. L’impresa che il team di Gattuso dovrà tentare è difficile, ma non impossibile, anche analizzando solo le stagioni cadette del nuovo millennio. Nel 2008-09 il Modena a 6 gare dalla conclusione era in zona retrocessione diretta, a 4 punti di ritardo dai playout e 6 dalla salvezza. I canarini ottennero la permanenza in B senza bisogno di spareggiare, conquistando 15 degli ultimi 18 punti a disposizione. In realtà il caso degli emiliani somiglia maggiormente a quello del Trapani: anche i gialloblù erano ultimi a metà stagione ed iniziarono la propria risalita ben prima del rush finale. Il miracolo-salvezza fu favorito dal crollo di Pisa e Rimini, che a 6 turni dal termine avevano 7 punti in più del Modena e che chiusero rispettivamente a -3 e a -1.
L’EXPLOIT DELLA PISTOIESE. Molte somiglianze fra la condizione attuale degli uomini di Gattuso e quella della Pistoiese, che festeggiò la salvezza nel 1999-2000. Anche gli arancioni erano neopromossi e gravati da 4 punti di penalizzazione. Nelle 6 partite finali dal terzultimo posto superarono l’Alzano e recuperarono 5 lunghezze al Cesena, trascinandolo in uno spareggio (inizialmente non previsto) e battendolo nella doppia sfida decisiva. Era una situazione più semplice di quella odierna dei nerazzurri e i corregionali la risolsero con una media-punti ottima, ma non eccezionale: 10 punti negli ultimi 6 incontri.
SQUADRA E TIFOSI. È chiaro che le prove d’appello sono finite, classifica alla mano. Quello che ci dice che bisogna crederci è la profonda differenza nell’atteggiamento della squadra vista in campo contro l’Avellino, rispetto alle prove precedenti in casa contro Salernitana e Cesena. Ed è anche bene sottolineare una cosa che qualcuno non ha capito ma chi era allo stadio sì. Scrive un tifoso su Facebook: «La squadra viene applaudita perché è la solita che si è autogestita questa estate. Perché è la solita che ha rinunciato ai premi promozione per favorire l’avvento dei Corrado. Perché è la solita che ha resistito sino al 22 dicembre senza che nessuno abbandonasse la squadra. Perché è la solita che si è rifiutata di partire agli ordini di Colonnello per il ritiro punitivo di Avellino questa estate. Perché è la solita che con 6 titolari e cinque bimbetti ha giocato quest’estate in Coppa Italia». Il punto è questo: «Non si può sempre guardare l’arrivo senza considerare il percorso». E Romeo amava ricordare: «L’arrivo è al Vigorelli...».
COSA SUCCEDE ADESSO. Ogni speranza passa per la trasferta di Trapani, dove i bookmaker ci sanno già per spacciati: betclic.it quota il segno 1 a 1.95 e la vittoria esterna a 4.40. Eppure il Pisa nelle ultime 5 partite esterne ha perso solo una volta e nella relativa classifica si troverebbe in settima posizione. Dunque la partita è tutta da giocare, è presumibile che i siciliani davanti al proprio pubblico provino a dare continuità alle proprie prestazioni e in definitiva qualche chance in più il Pisa ce l’ha proprio in questo tipo di partite. Nella stessa giornata la Ternana riceve il Frosinone, il Vicenza va a Benevento e il Brescia ad Ascoli, il Cesena va ad Avellino. Il Pisa deve metterci lo stesso cuore e la stessa convinzione visti contro l’Avellino, se lo fa la fortuna potrebbe anche girare. In sette giorni ci sono nove punti in palio (il martedì successivo si gioca Pisa-Pro Vercelli, il sabato Bari-Pisa), ad arrendersi senza giocare non si guadagna niente e si perde moltissimo in termini di dignità. La squadra è già in campo per preparare la trasferta: Golubovic e Masucci sono recuperati.
Antonio Scuglia
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

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