La manifestazione
Francesca, 12 anni roccaforte dell’Ospedalieri
di Danilo Renzullo
Mammini fa parte della squadra Under 16 grande elevazione e agilità le sue peculiarità
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PISA. La scalata verso i professionisti. E, nel futuro, la Nazionale e le competizioni mondiali. Dai parquet pisani Francesca Mammini, 12enne atleta dell’Asd Pallavolo Ospedalieri di Pisa, sogna di approdare ai palcoscenici internazionali. Per lei, che alla pallavolo si è avvicinata quasi per caso, sarebbe il coronamento di un percorso iniziato poco più di un anno fa, ma già ricco di soddisfazioni e vittorie.
Lo sport nel dna, i successi nel destino. Una campionessa predestinata che ha iniziato a collezionare vittorie e trofei fin dalla tenera età di tre anni, quando la giovane palleggiatrice della società pallavolistica pisana si è avvicinata alla ginnastica artistica, poi abbandonata per problemi fisici. Che non le hanno però impedito di approdare, dopo pochi anni di allenamenti, alle competizioni nazionali, fino a diventare campionessa italiana nel 2015 di ginnastica artistica a soli dieci anni. Agilità, muscoli e movimenti sinuosi hanno trasformato la giovane atleta nel punto di riferimento dell’Under 16 dell’Asd Pallavolo Ospedalieri. Dalla sua posizione dipendono gli schemi di gioco della formazione biancoblù. Dai suoi palleggi gli attacchi delle compagne.
«Ho praticato ginnastica artistica dai tre ai dieci anni - racconta -, poi ho dovuto abbandonare per problemi alla schiena. Mi sono allora avvicinata alla pallavolo». E nella società sportiva di via Possenti si è unita al piccolo esercito di future promesse dello sport sposando il progetto di crescita sportiva e non sviluppato dalla scuola di pallavolo dell’Ospedalieri (che, oltre al titolo di Scuola federale di pallavolo, ha ricevuto dalla Fipav il marchio di qualità per l'attività giovanile 2016-2017), diventata il punto di riferimento sportivo e sociale per il territorio pisano, in cui la pallavolo diventa uno strumento di aggregazione e socializzazione e, parallelamente, di sviluppo delle abilità motorie e delle capacità fisiche. Prima l’Under 13, poi l’Under 14. Lo scorso novembre, per la dodicenne pisana si sono aperte le porte della formazione Under 16, dove Francesca detta i ritmi e i movimenti. A lei, perfetto mix di centimetri e muscoli, è affidato il compito di determinare la cosiddetta “fase”: dalla sua posizione derivano il posizionamento dell’intera squadra, i movimenti delle compagne e i possibili schemi da poter attuare. È lei il punto di riferimento dell’allenatore. Programmi e strategie passano dalle sue mani, dalla precisione dei palleggi e dalla velocità dei movimenti. Raccoglie la ricezione o la difesa delle compagne e smista i palloni alle schiacciatrici. Dalla cura delle sue giocate dipendono gli attacchi e i punti realizzati dalla formazione pisana. Elevazione e agilità le sue caratteristiche; altruismo e senso di squadra le sue peculiarità. Che le sono valse anche le selezioni della Federazione italiana pallavolo per la costituzione di una squadra Fipav Pisa/Livorno. Un mix delle promesse della pallavolo del territorio riunite in una sola formazione.
«Il mio sogno resta però quello di indossare la maglia azzurra della Nazionale», dice Francesca, che frequenta la seconda media e, lontano dal parquet, si diletta a suonare la chitarra: il suo grande hobby dopo la pallavolo. Nel suo futuro gli studi scientifici e un impegno ancora maggiore nell’attività sportiva per eguagliare le colleghe di società che militano in Prima Divisione e in serie D e provare a concretizzare quel sogno della Nazionale chiuso per adesso in un cassetto.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Lo sport nel dna, i successi nel destino. Una campionessa predestinata che ha iniziato a collezionare vittorie e trofei fin dalla tenera età di tre anni, quando la giovane palleggiatrice della società pallavolistica pisana si è avvicinata alla ginnastica artistica, poi abbandonata per problemi fisici. Che non le hanno però impedito di approdare, dopo pochi anni di allenamenti, alle competizioni nazionali, fino a diventare campionessa italiana nel 2015 di ginnastica artistica a soli dieci anni. Agilità, muscoli e movimenti sinuosi hanno trasformato la giovane atleta nel punto di riferimento dell’Under 16 dell’Asd Pallavolo Ospedalieri. Dalla sua posizione dipendono gli schemi di gioco della formazione biancoblù. Dai suoi palleggi gli attacchi delle compagne.
«Ho praticato ginnastica artistica dai tre ai dieci anni - racconta -, poi ho dovuto abbandonare per problemi alla schiena. Mi sono allora avvicinata alla pallavolo». E nella società sportiva di via Possenti si è unita al piccolo esercito di future promesse dello sport sposando il progetto di crescita sportiva e non sviluppato dalla scuola di pallavolo dell’Ospedalieri (che, oltre al titolo di Scuola federale di pallavolo, ha ricevuto dalla Fipav il marchio di qualità per l'attività giovanile 2016-2017), diventata il punto di riferimento sportivo e sociale per il territorio pisano, in cui la pallavolo diventa uno strumento di aggregazione e socializzazione e, parallelamente, di sviluppo delle abilità motorie e delle capacità fisiche. Prima l’Under 13, poi l’Under 14. Lo scorso novembre, per la dodicenne pisana si sono aperte le porte della formazione Under 16, dove Francesca detta i ritmi e i movimenti. A lei, perfetto mix di centimetri e muscoli, è affidato il compito di determinare la cosiddetta “fase”: dalla sua posizione derivano il posizionamento dell’intera squadra, i movimenti delle compagne e i possibili schemi da poter attuare. È lei il punto di riferimento dell’allenatore. Programmi e strategie passano dalle sue mani, dalla precisione dei palleggi e dalla velocità dei movimenti. Raccoglie la ricezione o la difesa delle compagne e smista i palloni alle schiacciatrici. Dalla cura delle sue giocate dipendono gli attacchi e i punti realizzati dalla formazione pisana. Elevazione e agilità le sue caratteristiche; altruismo e senso di squadra le sue peculiarità. Che le sono valse anche le selezioni della Federazione italiana pallavolo per la costituzione di una squadra Fipav Pisa/Livorno. Un mix delle promesse della pallavolo del territorio riunite in una sola formazione.
«Il mio sogno resta però quello di indossare la maglia azzurra della Nazionale», dice Francesca, che frequenta la seconda media e, lontano dal parquet, si diletta a suonare la chitarra: il suo grande hobby dopo la pallavolo. Nel suo futuro gli studi scientifici e un impegno ancora maggiore nell’attività sportiva per eguagliare le colleghe di società che militano in Prima Divisione e in serie D e provare a concretizzare quel sogno della Nazionale chiuso per adesso in un cassetto.
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