Sicurezza
Pisa ancora ko, la salvezza si allontana
di Antonio Scuglia
L’Arena è terra di conquista anche per l’Avellino: agli irpini basta un gol fortunoso per portare via i tre punti
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PISA. Il cuore stavolta si è visto, ma non è bastato. Contro l’Avellino e davanti a un pubblico poderoso (quasi 8.400 paganti, che alla fine hanno comunque applaudito la squadra di Gattuso) arriva il terzo 0-1 consecutivo in casa, dove il Pisa ha segnato la miseria di 3 gol nelle ultime 9 gare. E ora per sperare nella salvezza (via playout) bisognerà compiere una vera impresa, a partire da sabato quando i nerazzurri saranno impegnati sul campo del Trapani. Gli spareggi salvezza distano 5 punti, le partite da disputare sono 6. Bisogna provarci, ne va anche della dignità e dell’amor proprio.
Prima della partita Gattuso arringa i giocatori schierati in cerchio davanti alla panchina: dopo le ultime scialbe prestazioni casalinghe vuole una reazione d’orgoglio, e almeno quella la otterrà.
L’allenatore nerazzurro stavolta spariglia le carte: ritrova Golubovic in difesa e quindi può avanzare Mannini, in attacco ce la fa anche Masucci e allora l’ipotetico 4-3-3 diventa un 4-2-3-1 o 4-4-2 perché anche Angiulli in fase di possesso avanza a sinistra per aprire spazi e portare via un difensore avversario, anche se per sperare in un cross dal suo lato bisogna sempre aspettare le sovrapposizioni di Longhi.
Il Pisa inizia con un buon giro palla, ma la sua allergia al tiro è ormai una malattia cronica: la prima vera occasione arriva al 22’ quando, sugli sviluppi di una rimessa laterale in zona d’attacco, una respinta corta della difesa avellinese fa arrivare il pallone sui piedi di Verna appostato al limite dell’area: il mediano può battere verso rete indisturbato ma spara un destraccio altissimo.
Al 27’ però è l’Avellino, schierato con un ordinato 4-4-2 (di punta Ardemagni insieme a Eusepi, nerazzurro prestato all’Avellino in questo girone di ritorno) a rendersi pericolosissimo in contropiede: prima i difensori nerazzurri devono entrare tre volte consecutive in scivolata per non concedere il tiro dal limite agli avversari, poi una deviazione di Verna su tiro di Laverone mette in grosse difficoltà Ujkani che riesca ad abbrancare la palla e due passi dalla porta.
Al 33’ l’Arena grida invano al rigore: su un pallone smanacciato da Radunovic in uscita , un difensore salta con le braccia larghe e intercetta il pallone in modo sospetto.
Ma non ci sono altre occasioni per il Pisa, che anzi al 47’ rischia ancora, quando sugli sviluppi di una punizione Lasik tira in acrobazia ma alza la mira.
Inizia il secondo tempo e il Pisa si suicida: su una mischia in area nerazzurra Di Tacchio prende palla, e invece di spazzare via o mettere in angolo tenta un dribbling consegnando la palla a Laverone che da due passi la fa passare sotto le gambe di un sorpresissimo Ujkani.
Gattuso alza il baricentro: dentro Peralta, fuori Angiulli, poi Cani per un impalpabile Manaj. Dall’altra parte ecco Castaldo al posto di Eusepi, mentre in curva Nord si accendono i fumogeni di “Pisa non si piega”.
L’Avellino potrebbe chiuderla al 20’, quando un rimpallo porta Lasik a tu per tu con Ujkani che si tuffa a corpo morto verso l’avversario e gli respinge la conclusione ravvicinata.
Al 25’ il Pisa diventa tutto offensivo, con Varela al posto di Milanovic: 4-2-4 e ventuno giocatori in tutto fissi nella metà campo avellinese.
Al 29’ Mannini tira alto dal vertice destro su appoggio di Cani, al 32’ la porta biancoverde si spalanca su un tiro di Verna deviato da un difensore ma nessuno arriva per spingere la palla dentro fra una selva di gambe. Non ci sono più schemi, bisogna prendere d’assedio l’area campana. Al 37’ Peralta indovina l’angolo giusto dal limite ma Radunovic toglie la palla dal sette alla sua destra, un minuto dopo Cani alza troppo la mira su uno svarione difensivo degli avversari.
L’assedio continua, l’Avellino viene fuori solo per prendere tempo nei dintorni della bandierina (e lo fa con mestiere sufficiente): la partita è segnata. Nel recupero anche Ujkani dà una mano in avanti, impostando e andando a saltare su un corner, ma senza risultati. Al fischio finale esplode la gioia dei molti avellinesi in curva Sud, mentre i tifosi nerazzurri dopo aver incitato a gran voce la squadra per tutta la partita le riservano comunque un applauso perché ha lottato sino in fondo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Prima della partita Gattuso arringa i giocatori schierati in cerchio davanti alla panchina: dopo le ultime scialbe prestazioni casalinghe vuole una reazione d’orgoglio, e almeno quella la otterrà.
L’allenatore nerazzurro stavolta spariglia le carte: ritrova Golubovic in difesa e quindi può avanzare Mannini, in attacco ce la fa anche Masucci e allora l’ipotetico 4-3-3 diventa un 4-2-3-1 o 4-4-2 perché anche Angiulli in fase di possesso avanza a sinistra per aprire spazi e portare via un difensore avversario, anche se per sperare in un cross dal suo lato bisogna sempre aspettare le sovrapposizioni di Longhi.
Il Pisa inizia con un buon giro palla, ma la sua allergia al tiro è ormai una malattia cronica: la prima vera occasione arriva al 22’ quando, sugli sviluppi di una rimessa laterale in zona d’attacco, una respinta corta della difesa avellinese fa arrivare il pallone sui piedi di Verna appostato al limite dell’area: il mediano può battere verso rete indisturbato ma spara un destraccio altissimo.
Al 27’ però è l’Avellino, schierato con un ordinato 4-4-2 (di punta Ardemagni insieme a Eusepi, nerazzurro prestato all’Avellino in questo girone di ritorno) a rendersi pericolosissimo in contropiede: prima i difensori nerazzurri devono entrare tre volte consecutive in scivolata per non concedere il tiro dal limite agli avversari, poi una deviazione di Verna su tiro di Laverone mette in grosse difficoltà Ujkani che riesca ad abbrancare la palla e due passi dalla porta.
Al 33’ l’Arena grida invano al rigore: su un pallone smanacciato da Radunovic in uscita , un difensore salta con le braccia larghe e intercetta il pallone in modo sospetto.
Ma non ci sono altre occasioni per il Pisa, che anzi al 47’ rischia ancora, quando sugli sviluppi di una punizione Lasik tira in acrobazia ma alza la mira.
Inizia il secondo tempo e il Pisa si suicida: su una mischia in area nerazzurra Di Tacchio prende palla, e invece di spazzare via o mettere in angolo tenta un dribbling consegnando la palla a Laverone che da due passi la fa passare sotto le gambe di un sorpresissimo Ujkani.
Gattuso alza il baricentro: dentro Peralta, fuori Angiulli, poi Cani per un impalpabile Manaj. Dall’altra parte ecco Castaldo al posto di Eusepi, mentre in curva Nord si accendono i fumogeni di “Pisa non si piega”.
L’Avellino potrebbe chiuderla al 20’, quando un rimpallo porta Lasik a tu per tu con Ujkani che si tuffa a corpo morto verso l’avversario e gli respinge la conclusione ravvicinata.
Al 25’ il Pisa diventa tutto offensivo, con Varela al posto di Milanovic: 4-2-4 e ventuno giocatori in tutto fissi nella metà campo avellinese.
Al 29’ Mannini tira alto dal vertice destro su appoggio di Cani, al 32’ la porta biancoverde si spalanca su un tiro di Verna deviato da un difensore ma nessuno arriva per spingere la palla dentro fra una selva di gambe. Non ci sono più schemi, bisogna prendere d’assedio l’area campana. Al 37’ Peralta indovina l’angolo giusto dal limite ma Radunovic toglie la palla dal sette alla sua destra, un minuto dopo Cani alza troppo la mira su uno svarione difensivo degli avversari.
L’assedio continua, l’Avellino viene fuori solo per prendere tempo nei dintorni della bandierina (e lo fa con mestiere sufficiente): la partita è segnata. Nel recupero anche Ujkani dà una mano in avanti, impostando e andando a saltare su un corner, ma senza risultati. Al fischio finale esplode la gioia dei molti avellinesi in curva Sud, mentre i tifosi nerazzurri dopo aver incitato a gran voce la squadra per tutta la partita le riservano comunque un applauso perché ha lottato sino in fondo.
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