Attenzione
Pisa, la carica di Lisuzzo «Nulla è compromesso»
Lo stopper palermitano incoraggia i compagni: «Lavorare sodo e basta, dobbiamo tirare fuori la rabbia che lo scorso anno ci ha caratterizzato»
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PISA. Come Daniele Mannini, anche Andrea Lisuzzo è stato un punto di riferimento sul campo, ma anche al di fuori nella calda estate pisana instaurando un rapporto speciale con questa città e con i tifosi con i quali, dopo il primo anno, era sorta qualche frizione. Adesso la classifica dice che il momento è complicato, ma “il sindaco” prova a guardare con fiducia il futuro prossimo: «In questi momenti brutti si cerca sempre di trovare i colpevoli o cose negative — ha detto Lisuzzo ospite del Neroazzurro di 50 Canale. — C’è sicuramente una squadra in difficoltà, stiamo passando una serie di momenti che dobbiamo superare. Dopo Vicenza tutto è andato storto ed i quattro punti di penalizzazione pesano, non lo neghiamo, però adesso stiamo passando un clima di riflessione».
Come fare? «La mia idea è quella di lavorare sodo e basta, fare qualcosa per far sì che la situazione da negativa passi a positiva. Nulla è compromesso, dobbiamo solo tirare fuori la rabbia che soprattutto lo scorso anno ci ha caratterizzato. Dobbiamo essere una squadra che dà l’anima per raggiungere obiettivi, nessuno ci ha mai detto che dobbiamo fare bel gioco, ma dobbiamo fare risultato. Diciamo che a parte l’amarezza e la delusione per il senso di responsabilità, nonostante tutto quello che abbiamo subito, la classifica deficitaria e i risultati che non arrivano dobbiamo ringraziare i tifosi che ci seguono e che continuano a sostenere i nostri colori. Lo dico io, ma è a nome anche di tutta la squadra, faremo il possibile per fare risultato e raggiungere l’obiettivo».
C’è in tutti la voglia di difendere fino all’ultimo secondo ciò che lo scorso anno è stato conquistato con tanta fatica: «Non è stato un anno calcistico normale con una preparazione pre-campionato inesistente. Come persona e calciatore andare a ripensare a quel periodo brutto è normale, però non mi sento di addossare tutta la responsabilità a quella fase. C’è stato tutto un campionato per risollevare la classifica. Gli infortuni di questo anno sono una croce che ci stiamo portando ancora adesso. È ovvio che una situazione del genere ti porta ad avere problematiche grandi, compresi gli infortuni che non sono venuti a caso. Anche i giovani hanno avuto la possibilità di esprimersi, soprattutto in partite da titolari come Peralta, Gatto e altri. Si deve fare di necessità virtù. Adesso si deve cancellare tutto, momenti negativi e altro e pensare alle sette partite che mancano. Dobbiamo tirarci su il morale, con il lavoro risalire la classifica».
Molto solido e forte il rapporto con mister Gattuso: «Quando il mister parla di atteggiamento rispecchia le sue caratteristiche, la grinta e la cattiveria. Abbiamo preso gol e abbiamo avuto poca lucidità e non deve avvenire. L’atteggiamento vuol dire non mollare mai, raggiungere un risultato anche al 96’ ed è quello che ha sempre fatto il mister durante la sua carriera. Non devi abbatterti mai».
Come detto in quest’anno e mezzo il rapporto tra Lisuzzo e questi colori è diventato veramente molto forte rinsaldato dal recente rinnovo contrattuale: «La scelta di sposare Pisa, la mia voglia di rimanere qua è a prescindere dalla categoria. Noi lotteremo per fare un altro anno prestigioso in Serie B. Non sono pentito per aver rinnovato col Pisa, ringrazio la società per l’opportunità che mi ha dato. Mi ha trattenuto qui la passione per questa maglia e per questa storia. Si va dalla canzone Pisa grande amore alla curva Nord composta dai vari gruppi. È una delle piazze più affascinanti d’Italia, ce ne sono poche che la eguagliano. Io voglio giocare con la maglia del Pisa fino alla fine della mia carriera».
In questo momento il cruccio più grande è non riuscire ad invertire il trend negativo di risultati: «È una coltellata al cuore percepire, vedere la passione dei tifosi e non riuscire a fare risultato. L’entusiasmo e la passione del popolo pisano va oltre i risultati».
Il prossimo step si chiama Avellino, squadra in cui milita l’ex compagno Eusepi: «L’Avellino è cambiato, prima di tutto c’è anche Umberto che ha rafforzato un attacco già forte. Questa squadra nel girone di ritorno ha giocato bene. È una squadra da temere perché sia in casa che fuori ha fatto belle cose. Umberto è un giocatore importante, lo è stato per noi e lo è adesso per l’Avellino. È da temere e ora come ora con tutti gli infortuni che ci sono stati ci avrebbe dato una grande mano. Umberto non ha mai giocato con continuità anche ad Avellino, purtroppo, non è un bomber in serie B, in Lega Pro sì, però è un giocatore che per le sue qualità fa giocare bene i compagni. Con il senno di poi siamo bravi tutti» .
Lorenzo Vannozzi
Come fare? «La mia idea è quella di lavorare sodo e basta, fare qualcosa per far sì che la situazione da negativa passi a positiva. Nulla è compromesso, dobbiamo solo tirare fuori la rabbia che soprattutto lo scorso anno ci ha caratterizzato. Dobbiamo essere una squadra che dà l’anima per raggiungere obiettivi, nessuno ci ha mai detto che dobbiamo fare bel gioco, ma dobbiamo fare risultato. Diciamo che a parte l’amarezza e la delusione per il senso di responsabilità, nonostante tutto quello che abbiamo subito, la classifica deficitaria e i risultati che non arrivano dobbiamo ringraziare i tifosi che ci seguono e che continuano a sostenere i nostri colori. Lo dico io, ma è a nome anche di tutta la squadra, faremo il possibile per fare risultato e raggiungere l’obiettivo».
C’è in tutti la voglia di difendere fino all’ultimo secondo ciò che lo scorso anno è stato conquistato con tanta fatica: «Non è stato un anno calcistico normale con una preparazione pre-campionato inesistente. Come persona e calciatore andare a ripensare a quel periodo brutto è normale, però non mi sento di addossare tutta la responsabilità a quella fase. C’è stato tutto un campionato per risollevare la classifica. Gli infortuni di questo anno sono una croce che ci stiamo portando ancora adesso. È ovvio che una situazione del genere ti porta ad avere problematiche grandi, compresi gli infortuni che non sono venuti a caso. Anche i giovani hanno avuto la possibilità di esprimersi, soprattutto in partite da titolari come Peralta, Gatto e altri. Si deve fare di necessità virtù. Adesso si deve cancellare tutto, momenti negativi e altro e pensare alle sette partite che mancano. Dobbiamo tirarci su il morale, con il lavoro risalire la classifica».
Molto solido e forte il rapporto con mister Gattuso: «Quando il mister parla di atteggiamento rispecchia le sue caratteristiche, la grinta e la cattiveria. Abbiamo preso gol e abbiamo avuto poca lucidità e non deve avvenire. L’atteggiamento vuol dire non mollare mai, raggiungere un risultato anche al 96’ ed è quello che ha sempre fatto il mister durante la sua carriera. Non devi abbatterti mai».
Come detto in quest’anno e mezzo il rapporto tra Lisuzzo e questi colori è diventato veramente molto forte rinsaldato dal recente rinnovo contrattuale: «La scelta di sposare Pisa, la mia voglia di rimanere qua è a prescindere dalla categoria. Noi lotteremo per fare un altro anno prestigioso in Serie B. Non sono pentito per aver rinnovato col Pisa, ringrazio la società per l’opportunità che mi ha dato. Mi ha trattenuto qui la passione per questa maglia e per questa storia. Si va dalla canzone Pisa grande amore alla curva Nord composta dai vari gruppi. È una delle piazze più affascinanti d’Italia, ce ne sono poche che la eguagliano. Io voglio giocare con la maglia del Pisa fino alla fine della mia carriera».
In questo momento il cruccio più grande è non riuscire ad invertire il trend negativo di risultati: «È una coltellata al cuore percepire, vedere la passione dei tifosi e non riuscire a fare risultato. L’entusiasmo e la passione del popolo pisano va oltre i risultati».
Il prossimo step si chiama Avellino, squadra in cui milita l’ex compagno Eusepi: «L’Avellino è cambiato, prima di tutto c’è anche Umberto che ha rafforzato un attacco già forte. Questa squadra nel girone di ritorno ha giocato bene. È una squadra da temere perché sia in casa che fuori ha fatto belle cose. Umberto è un giocatore importante, lo è stato per noi e lo è adesso per l’Avellino. È da temere e ora come ora con tutti gli infortuni che ci sono stati ci avrebbe dato una grande mano. Umberto non ha mai giocato con continuità anche ad Avellino, purtroppo, non è un bomber in serie B, in Lega Pro sì, però è un giocatore che per le sue qualità fa giocare bene i compagni. Con il senno di poi siamo bravi tutti» .
Lorenzo Vannozzi
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