Spada, Cosimo Martini medaglia d’oro ai mondiali in Bulgaria
Il giovane azzurro protagonista del successo di squadra nella categoria cadetti dopo aver vinto il bronzo individuale
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PISA. Dopo il bronzo individuale, per il pisano Cosimo Martini, ai mondiali Cadetti di scherma di Plovdiv (in Bulgaria), arriva anche l’oro a squadre sempre nella spada. Una spedizione chiusa con ben 12 medaglie dalla scherma azzurra. Il portacolori del “Club Scherma Pisa Antonio Di Ciolo” ha trionfato insieme ai compagni Valerio Cuomo, Federico Vismara e Gianpaolo Buzzacchino al termine di una giornata di gare ricca di emozioni. Dopo essersi aggiudicati per 41-40 il match dei quarti di finale contro la Russia, con la stoccata decisiva messa a segno da Vismara nel minuto supplementare, l’Ital-spada del ct Sandro Cuomo si è ripetuta anche in semifinale con un successo contro l’Ungheria con il punteggio di 43-42. Nella finale per l’oro, poi, l’assalto-capolavoro contro la Polonia, dominato dagli azzurri che hanno stravinto per 45-32, salendo sul tetto del mondo con uno strepitoso parziale (+8) dello stesso Martini, che è risultato decisivo per lo strappo vincente.
Il titolo mondiale a squadre per Cosimo è il coronamento di un percorso non sempre facile nelle categorie giovanili, con un’esplosione in questi mesi con la conquista anche di un argento europeo e due podii in coppa del mondo a livello individuale. Chi ha sempre creduto nelle sue doti è il suo maestro Enrico Di Ciolo, che esalta il carattere forte di Martini: «Abbiamo lavorato molto e in circostanze non sempre semplici e alla fine i risultati si sono visti. Cosimo è un atleta che punta molto sull’imprevedibilità. E' un virtuoso e un estroso, non solo in pedana ma anche nella vita. Suona il violino e studia matematica. E’ un talento vero». Di Ciolo poi si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Questo risultato è dedicato a tutti i detrattori di Cosimo, che vedono dei limiti nel suo modo poco ortodosso di tirare. Rispetto ad altri in difesa non pensa a parare, ma schiva i colpi. In duello tutto vale e ora i risultati gli danno ragione». Di Ciolo racconta gli esordi del suo allievo: «Cosimo è arrivato relativamente tardi alla scherma, verso gli 11 anni, e anche in modo casuale, visto che nella sua famiglia ci sono molti sportivi ma nessun schermidore. Ho capito fin dal primo giorno che c’era qualcosa di geniale in lui, perché ha l’anima del duellante della spada. E’ uno che pensa a toccare senza essere toccato e questa è una dote fondamentale, al di là dei fondamentali tecnici».
Di Ciolo parla anche di futuro: «Questo è il suo ultimo anno a livello giovanile e lo sta facendo alla grande. Dall’anno prossimo tirerà con i più grandi. Con noi si allena anche l’argento olimpico a squadre Paolo Pizzo e per Cosimo può essere importante confrontarsi con atleti di primo livello. Sono convinto che potrà fare una grande carriera a patto che riesca a divertirsi come sta facendo in questi mesi. Per Cosimo l’aspetto della spensieratezza è fondamentale perché serve come stimolo per migliorarsi, altrimenti la strada diventa più difficile anche se ha doti importanti».
Andrea Chiavacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il titolo mondiale a squadre per Cosimo è il coronamento di un percorso non sempre facile nelle categorie giovanili, con un’esplosione in questi mesi con la conquista anche di un argento europeo e due podii in coppa del mondo a livello individuale. Chi ha sempre creduto nelle sue doti è il suo maestro Enrico Di Ciolo, che esalta il carattere forte di Martini: «Abbiamo lavorato molto e in circostanze non sempre semplici e alla fine i risultati si sono visti. Cosimo è un atleta che punta molto sull’imprevedibilità. E' un virtuoso e un estroso, non solo in pedana ma anche nella vita. Suona il violino e studia matematica. E’ un talento vero». Di Ciolo poi si toglie qualche sassolino dalle scarpe: «Questo risultato è dedicato a tutti i detrattori di Cosimo, che vedono dei limiti nel suo modo poco ortodosso di tirare. Rispetto ad altri in difesa non pensa a parare, ma schiva i colpi. In duello tutto vale e ora i risultati gli danno ragione». Di Ciolo racconta gli esordi del suo allievo: «Cosimo è arrivato relativamente tardi alla scherma, verso gli 11 anni, e anche in modo casuale, visto che nella sua famiglia ci sono molti sportivi ma nessun schermidore. Ho capito fin dal primo giorno che c’era qualcosa di geniale in lui, perché ha l’anima del duellante della spada. E’ uno che pensa a toccare senza essere toccato e questa è una dote fondamentale, al di là dei fondamentali tecnici».
Di Ciolo parla anche di futuro: «Questo è il suo ultimo anno a livello giovanile e lo sta facendo alla grande. Dall’anno prossimo tirerà con i più grandi. Con noi si allena anche l’argento olimpico a squadre Paolo Pizzo e per Cosimo può essere importante confrontarsi con atleti di primo livello. Sono convinto che potrà fare una grande carriera a patto che riesca a divertirsi come sta facendo in questi mesi. Per Cosimo l’aspetto della spensieratezza è fondamentale perché serve come stimolo per migliorarsi, altrimenti la strada diventa più difficile anche se ha doti importanti».
Andrea Chiavacci
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