Gioco
Taba-day all’Arena dopo l’incrocio mancato all’andata
Il cartellino di Tabanelli è sempre del Cesena Al Manuzzi era assente per il lungo infortunio
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PISA. Taba-day all’Arena Garibaldi. Andrea Tabanelli chiederà strada al “suo” Cesena, la squadra in cui ha giocato fin da bambino e la società che tuttora possiede il suo cartellino (è al Pisa in prestito).
Un incontro atteso fin dalla partita d’andata, che sarebbe stata ancora più emozionante per l’ex di turno, allo stadio Dino Manuzzi, di fronte ai tifosi di un tempo non troppo remoto. Invece l’infortunio alla caviglia si è protratto oltre le peggiori previsioni.
«Morivo dalla voglia di giocare questo match — dichiarò allora il numero 21 nerazzurro a La Voce della Romagna — anche perché volevo fare un regalo speciale a mio nonno».
Non a caso proprio il nonno è stato il destinatario di una dedica dopo il gol segnato a Verona.
E adesso l’emozione della partita di ritorno all’Arena Garibaldi, nel momento più delicato del campionato, dopo aver riposato in panchina nel match infrasettimanale al Curi di Perugia.
Tabanelli, contratto o meno, rimarrà sempre legato al Cesena. In Romagna i primi calci ad un pallone, la prima stagione da protagonista in B (nel 2012-13) dopo due annate in prestito al Bellaria Igea Marina e alla Giacomense, il primo gol in B (contro la Ternana nel novembre 2013) e la conquista della serie A con 6 mesi di anticipo rispetto ai compagni, passando al Cagliari, sfiorando il Leeds di Cellino, prima di tornare in Sardegna ed esordire finalmente nel massimo campionato sul campo del Sassuolo nell’aprile 2014.
In bianconero anche le prime critiche, un po’ ingenerose (persino riguardo a presunte lacune tecniche...) come capitano a chi non arriva da luoghi esotici, ma cresce sui campetti del settore giovanile. Anche i primi lunghi infortuni, fratture del metatarso, che hanno ridotto a 7 misere presenze il ritorno al Cesena in A nel 2014-15. Ancora sei mesi e poi il passaggio al Pisa poco più di un anno fa.
La scorsa estate ha pesato la volontà del giocatore di rimanere nerazzurro, per trovare finalmente quella continuità, che il centrocampista cercherà di conquistare, insieme alla salvezza, nel finale di stagione.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Un incontro atteso fin dalla partita d’andata, che sarebbe stata ancora più emozionante per l’ex di turno, allo stadio Dino Manuzzi, di fronte ai tifosi di un tempo non troppo remoto. Invece l’infortunio alla caviglia si è protratto oltre le peggiori previsioni.
«Morivo dalla voglia di giocare questo match — dichiarò allora il numero 21 nerazzurro a La Voce della Romagna — anche perché volevo fare un regalo speciale a mio nonno».
Non a caso proprio il nonno è stato il destinatario di una dedica dopo il gol segnato a Verona.
E adesso l’emozione della partita di ritorno all’Arena Garibaldi, nel momento più delicato del campionato, dopo aver riposato in panchina nel match infrasettimanale al Curi di Perugia.
Tabanelli, contratto o meno, rimarrà sempre legato al Cesena. In Romagna i primi calci ad un pallone, la prima stagione da protagonista in B (nel 2012-13) dopo due annate in prestito al Bellaria Igea Marina e alla Giacomense, il primo gol in B (contro la Ternana nel novembre 2013) e la conquista della serie A con 6 mesi di anticipo rispetto ai compagni, passando al Cagliari, sfiorando il Leeds di Cellino, prima di tornare in Sardegna ed esordire finalmente nel massimo campionato sul campo del Sassuolo nell’aprile 2014.
In bianconero anche le prime critiche, un po’ ingenerose (persino riguardo a presunte lacune tecniche...) come capitano a chi non arriva da luoghi esotici, ma cresce sui campetti del settore giovanile. Anche i primi lunghi infortuni, fratture del metatarso, che hanno ridotto a 7 misere presenze il ritorno al Cesena in A nel 2014-15. Ancora sei mesi e poi il passaggio al Pisa poco più di un anno fa.
La scorsa estate ha pesato la volontà del giocatore di rimanere nerazzurro, per trovare finalmente quella continuità, che il centrocampista cercherà di conquistare, insieme alla salvezza, nel finale di stagione.
Massimo Berutto
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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