Sicurezza
Un Pisa eroico: che rimonta a Perugia!
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Di Tacchio autore del gol che al 15’ pt ha riaperto la partitaSotto di due gol dopo pochi minuti, i ragazzi di Gattuso accorciano con Di Tacchio e nel finale impattano con Lisuzzo
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PERUGIA. Per farci il funerale dovranno ancora aspettare: il Pisa è vivo, e a Perugia ha mostrato una grandissima forza d’animo andando a recuperare una situazione che sembrava assolutamente compromessa, fino al 2-2 nel finale che ha trasformato la curva pisana al Curi una specie di inferno dantesco. Mustacchio e Gnahorè nei primi 10’ ci avevano messo al tappeto: i ragazzi di Gattuso sono stati bravissimi a rialzarsi , tornando in partita con Di Tacchio e pareggiando con Lisuzzo all’86’. Il tutto soffrendo, naturalmente, ma anche sfruttando il limite naturale di un Perugia bravissimo nel proporre il gioco ma incapace di difendersi quando occorre.
Il turnover di Bucchi è appena accennato, quello di Gattuso è massiccio: in campo solo due giocatori che l’anno scorso conquistarono la B, in panchina tutti gli altri (con Varela infortunato e neanche convocato) e dentro ben sei acquisti di gennaio. Nel 4-3-3 schierato più o meno a specchio con gli avversari, cambiano i due centrali difensivi - col rientro di Landre dopo un paio di mesi di assenza per infortunio e di Milanovic accantonato dopo Pisa-Latina - e due terzi della mediana, con Di Tacchio che riprende il suo posto in cabina di regia.
Nel Perugia Belmonte, Monaco, Volta e l’ex Foggia Di Chiara compongono la linea difensiva; centrocampo mobile con Brighi, Acampora e Gnahore; e un attacco Mustacchio - Di Carmine - Guberti che fa paura.
I biancorossi tenevano molto alla vittoria numero 300 della loro storia in B, non certo per la statistica ma per la rilevante importanza per la classifica . E sono partiti a mille, dominando la scena per quasi un quarto d’ora e mettendo a segno un uno-due dolorosissimo nei primi 10’. L’1-0 è stato firmato da Mustacchio al 5’: sugli sviluppi di un corner regalato dal Pisa con un fuorigioco sbilenco, un colpo di testa in area di Volta faceva schizzare la palla addosso alla pancia di Milanovic e il rimpallo favoriva l’attaccante perugino libero di calciare a due passi da Ujkani.
Passano altri 5 minuti e il Perugia raddoppia: ancora un corner di Di Chiara, stavolta dalla sinistra, su una sponda in area la difesa pisana ribatte debolmente e dal limite dell’area il francese Gnahorè, servito all’indietro da Di Cermine, spara un destro violento, un lungolinea nell’angolo basso alla sinistra di Ujkani.
Sembrava l’avvio di un’imbarcata ma il Pisa invece reagisce, e dopo aver rischiato con un retropassaggio sbagliato di Landre (tiro di Di Carmine centrale) accorcia al 15’: punizione battuta maluccio e palla rimessa di testa verso il limite dell’area, respinta aerea corta dei perugini ed ecco irrompere Di Tacchio con un missile di controbalzo che non lascia scampo a Rosati interrompendo un’inviolabilità che durava da ben 261 minuti .
Nella ripresa Gattuso lancia nella mischia subito Lisuzzo per Landre, e dopo pochi minuti Mannini al posto di Masucci (risentimento improvviso dietro una coscia); prima della mezzora tocca anche a Cani, che rileva Birindelli colpito dai crampi col Pisa che passa al 4-4-2 e comincia a buttare palloni verso l’area avversaria. Il Perugia, che prima traccheggiava per difendere il 2-1, ora ha più spazi per attaccare: già al 21’ aveva sfiorato il terzo gol con Di Carmine (fiondata dalla destra, respinge Ujkani), e al 38’ crea un mischione in area piccola nerazzurra, con Belmonte anticipato in scivolata da Milanovic prima di poter spingere in rete un assist di Mustacchio.
Il Pisa gioca con la forza della disperazione; sembra che non possa farcelo perché fisicamente la squadra è stanca, diversi giocatori sono sul filo dei crampi.
Ma i tre nuovi entrati del Pisa confezionano la sorpresona al 41’: Mannini va a battere una punizione dalla trequarti, Cani innervosisce la difesa umbra e Lisuzzo va a staccare deponendo il pallone alla destra del portiere. Generoso, ma più nervoso che lucido, l’assalto finale del Perugia. E alla fine è un 2-2 che lascia l’amaro in bocca ai biancorossi, lanciati verso le primissime posizioni, ma rilancia le ambizioni di salvezza del Pisa che ora (appaiato alla Ternana ma con una migliore differenza reti)è terzultimo a -3 dai playout. Sabato c’è Pisa-Cesena: ora dobbiamo considerarla la madre di tutte le partite.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Il turnover di Bucchi è appena accennato, quello di Gattuso è massiccio: in campo solo due giocatori che l’anno scorso conquistarono la B, in panchina tutti gli altri (con Varela infortunato e neanche convocato) e dentro ben sei acquisti di gennaio. Nel 4-3-3 schierato più o meno a specchio con gli avversari, cambiano i due centrali difensivi - col rientro di Landre dopo un paio di mesi di assenza per infortunio e di Milanovic accantonato dopo Pisa-Latina - e due terzi della mediana, con Di Tacchio che riprende il suo posto in cabina di regia.
Nel Perugia Belmonte, Monaco, Volta e l’ex Foggia Di Chiara compongono la linea difensiva; centrocampo mobile con Brighi, Acampora e Gnahore; e un attacco Mustacchio - Di Carmine - Guberti che fa paura.
I biancorossi tenevano molto alla vittoria numero 300 della loro storia in B, non certo per la statistica ma per la rilevante importanza per la classifica . E sono partiti a mille, dominando la scena per quasi un quarto d’ora e mettendo a segno un uno-due dolorosissimo nei primi 10’. L’1-0 è stato firmato da Mustacchio al 5’: sugli sviluppi di un corner regalato dal Pisa con un fuorigioco sbilenco, un colpo di testa in area di Volta faceva schizzare la palla addosso alla pancia di Milanovic e il rimpallo favoriva l’attaccante perugino libero di calciare a due passi da Ujkani.
Passano altri 5 minuti e il Perugia raddoppia: ancora un corner di Di Chiara, stavolta dalla sinistra, su una sponda in area la difesa pisana ribatte debolmente e dal limite dell’area il francese Gnahorè, servito all’indietro da Di Cermine, spara un destro violento, un lungolinea nell’angolo basso alla sinistra di Ujkani.
Sembrava l’avvio di un’imbarcata ma il Pisa invece reagisce, e dopo aver rischiato con un retropassaggio sbagliato di Landre (tiro di Di Carmine centrale) accorcia al 15’: punizione battuta maluccio e palla rimessa di testa verso il limite dell’area, respinta aerea corta dei perugini ed ecco irrompere Di Tacchio con un missile di controbalzo che non lascia scampo a Rosati interrompendo un’inviolabilità che durava da ben 261 minuti .
Nella ripresa Gattuso lancia nella mischia subito Lisuzzo per Landre, e dopo pochi minuti Mannini al posto di Masucci (risentimento improvviso dietro una coscia); prima della mezzora tocca anche a Cani, che rileva Birindelli colpito dai crampi col Pisa che passa al 4-4-2 e comincia a buttare palloni verso l’area avversaria. Il Perugia, che prima traccheggiava per difendere il 2-1, ora ha più spazi per attaccare: già al 21’ aveva sfiorato il terzo gol con Di Carmine (fiondata dalla destra, respinge Ujkani), e al 38’ crea un mischione in area piccola nerazzurra, con Belmonte anticipato in scivolata da Milanovic prima di poter spingere in rete un assist di Mustacchio.
Il Pisa gioca con la forza della disperazione; sembra che non possa farcelo perché fisicamente la squadra è stanca, diversi giocatori sono sul filo dei crampi.
Ma i tre nuovi entrati del Pisa confezionano la sorpresona al 41’: Mannini va a battere una punizione dalla trequarti, Cani innervosisce la difesa umbra e Lisuzzo va a staccare deponendo il pallone alla destra del portiere. Generoso, ma più nervoso che lucido, l’assalto finale del Perugia. E alla fine è un 2-2 che lascia l’amaro in bocca ai biancorossi, lanciati verso le primissime posizioni, ma rilancia le ambizioni di salvezza del Pisa che ora (appaiato alla Ternana ma con una migliore differenza reti)è terzultimo a -3 dai playout. Sabato c’è Pisa-Cesena: ora dobbiamo considerarla la madre di tutte le partite.
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