Gioco
Gattuso, la gioia e la rabbia: «Grande spirito di squadra ma sento dire delle falsità»
L’allenatore: non litigo con i giocatori, mi danno fastidio certe chiacchiere. Ritiro a Montecatini
PERUGIA. Rino Gattuso si presenta in sala stampa ancora con tanta adrenalina addosso. Il tecnico nerazzurro parte col bollettino medico: «Golubovic da domani dovrebbe allenarsi con noi, mentre Lazzari ha una contrattura. Le condizioni di Masucci invece verranno valutate tra 24 ore. Domani (oggi per chi legge, ndr) ci alleniamo all’Arena e poi staremo insieme a Montecatini fino alla gara di sabato». «Oggi avevamo molti giovani in campo — dice il tecnico — ed è chiaro che sotto alcuni punti di vista puoi pagare, ma abbiamo fatto una buona gara».
E poi lo sfogo: «Dobbiamo avere rispetto per chi ci ha salvato senza dimenticarlo. Non voglio riconoscenze perché da 20 anni sono nel calcio, ma mi danno fastidio certe voci sull’impegno. Siamo partiti non bene, anche se i gol sono arrivati su due palle inattive, ma siamo stati bravi a reagire anche se potevamo far meglio in alcune occasioni. Non stiamo bene fisicamente, anche oggi avevo tanti giocatori con i crampi, ma c’è stato un grande spirito. Così almeno qualcuno in città non si diverte più a rompere i c... e a dire che io litigo con la squadra».
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Gattuso non dice chi mette in giro voci strane: «È ora di finirla di dire stronzate, sapete tutti dove trovarmi quindi se qualcuno vuole chiarimenti venga da me: lasciateci lavorare tranquillamente, poi se arriva quello che deve arrivare meglio, se non arriva ci manderete tutti in c... e ci offenderete. Mi dà fastidio quando vengono dette troppe cose non vere. Io continuo, non mollo di un centimetro. Non si può lavorare con le chiacchiere, io ho un altro calcio rispetto a voi, e chiedo quindi di lavorare in pace in questi 45 giorni che rimangono: giochini e giochetti non mi piacciono, se avessi visto cose strane avrei già fatto un passo indietro. Poi può piacere o non piacere il mio modo di lavorare, ma basta chiacchiere, basta cavalcare l’onda con cose non vere: ripeto che se io avessi visto che la squadra non mi seguiva più sarei andato via».
Continua Gattuso: «Se abbiamo gli alibi perché la curva non viene allo stadio andiamo tutti a fare i pizzaioli, cambiamo lavoro. È vero che non vinciamo da tantissimo prezzo, paghiamo la mazzata di Vicenza, ma la squadra sta lavorando bene, e io me la porto in ritiro a Montecatini perché l’aria che si respira in città non mi piace. Per salvarci dobbiamo stare tutti uniti: io non voglio riconoscenza, ma nemmeno voglio sentire cose non vere, su questo non ve ne farò mai passare una».
Un giudizio sulla partita: «Oggi giocavamo contro una signora squadra, molto dura da affrontare e ben allenata, la scelta di cambiare tanto è stata data anche dal fatto che troppo miei ragazzi devono stringere i denti. Si deve capire chi sta meglio e far giocare quelli. Di pareggi ne abbiamo fatti troppi, una vittoria solamente cambierebbe le cose: io alla fine non vedo tutte queste grandi squadre, è un campionato livellato quello attuale».
I TIFOSI. La maggior parte dei 500 tifosi pisani sono arrivati a Perugia con un grosso ritardo perché sono rimasti bloccati in autostrada a 3 km dall’uscita di Firenze Sud. La causa: un incidente ad un Tir che portava cellulosa ed è andato a fuoco. Qualcuno ha fatto buon viso a cattivo gioco e durante la lunga e imprevista sosta ha improvvisato un picnic in mezzo alla carreggiata, ricordando la vecchia pubblicità di un amaro. Poi allo stadio un grande tifo, sia da parte di chi era arrivato in tempo sia di tutti quelli che sono entrati a gara in corso con il Pisa in svantaggio. E dopo il 2-2 è stato un vero delirio, sugli salti del Curi come nelle case dei pisani che hanno visto la gara in tv. Da segnalare anche uno striscione dei perugini che sostiene la lotta di Gianluca, l’ultrà pisano che sta sconfiggendo una grave malattia: «A denti stretti e a pugni chiusi — Avanti Gianluca».
Partita intanto la prevendita per Pisa-Cesena: la curva Nord è già esaurita, la gradinata potrebbe terminare entro stasera o domattina.
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