Sicurezza
Alessio De Petrillo: ecco dove il Pisa può colpire
L’allenatore ex nerazzurro sabato scorso ha “spiato” il Grifo contro il Vicenza «Bucchi attacca molto e con molti uomini, lasciando spazio alle ripartenze»
PISA. Sabato scorso allo stadio Curi una "spia nerazzurra" ha osservato dal vivo il Perugia nella sfida con il Vicenza. Il concittadino Alessio De Petrillo, ex responsabile tecnico del settore giovanile nel defunto Pisa Calcio, ci presenta i prossimi avversari del team di Gattuso, in attesa di una nuova chance in panchina dopo la positiva esperienza della scorsa stagione a Prato.
Mister, che partita è stata Perugia-Vicenza?
«Ho trovato tanto entusiasmo. Il Perugia è una squadra forte. Non ha giocato una grande partita, ma ha sfruttato le individualità. Il Vicenza aveva messo la gara sul piano del contenimento ed era riuscito a ripartire. Poi però a 2' dalla fine il Perugia ha risolto la sfida con il gol di Mustacchio sugli sviluppi di un corner».
Quali sono i punti di forza della squadra umbra?
«Gioca con il 4-3-3. Nicastro e Guberti operano ai lati di Di Carmine. Quest'ultimo è un giocatore fondamentale, capace di scalzare Rolando Bianchi, costretto a passare alla Pro Vercelli. Nel secondo tempo Bucchi ha cambiato le ali, inserendo Terrani e Mustacchio. Alla fine è passato al 4-2-4, sostituendo Ricci con Forte, collocato accanto a Di Carmine».
Chi alimenta il tridente?
«Ricci, Brighi e Acampora sono i tre centrocampisti. Non danno punti di riferimento: non ci sono un metodista e due mezzali, ma tutti e tre ruotano di posizione. Mi piace molto Acampora: è forte fisicamente e si getta negli spazi».
L'ex nerazzurro Ricci ha assorbito bene l'impatto con la serie B?
«Ha giocato bene. Penso che l’anno trascorso a Pisa gli sia servito molto. È un giocatore ordinato, su cui puoi sempre contare. Secondo me arriverà in serie A. Anche Brighi è ordinato. Bisogna tener conto che al centrocampo del Perugia mancava un elemento come Dezi, che, a differenza di Ricci e Brighi, può spaccare le partite».
E l’altro ex pisano Francesco Forte?
«È bravo ad aggredire l’area di rigore. Deve ancora acquisire la categoria, perché per ora calcia solo di mancino. Ma è uno che sente la porta».
La difesa biancorossa concede qualcosa?
«Il Perugia attacca con molti uomini, concedendo qualche ripartenza. Sulle fasce giocano Del Prete e l'ex foggiano Di Chiara. Nel mezzo Volta e Belmonte sono buoni saltatori. Retroguardia di categoria».
Lo scorso anno la Maceratese di Bucchi era paragonata al Pisa di Pagliari, chiuso e pronto a ripartire...
«Il Perugia gioca in modo diametralmente opposto. La Maceratese si chiudeva in trenta metri, facendo densità e dando l'impressione di lasciare la partita in mano all'avversario, ma poi ripartiva in velocità. Quest’anno Bucchi ha riproposto il modo di giocare che adottava a Gubbio, dove però pagò il conto con l'esonero. È tornato all'antico con maggiore consapevolezza e con interpreti che meritano la classifica attuale».
Contro il Perugia giusto l’atteggiamento attendista del Vicenza?
«Non so se il Vicenza l’abbia scelto o sia stato obbligato ad adottarlo. Poteva prendere gol dopo pochi minuti, però poi si è comportato bene. Il Perugia era sottotono, ma alla fine ha trovato lo spiraglio per la vittoria».
Il pubblico nerazzurro aspetta un successo scaccia-crisi. È opportuno andare a Perugia per vincere?
«Nel calcio tutto può succedere. La storia insegna che sarà difficile per il Perugia conquistare 6 punti in casa nel giro di 4 giorni. Molto dipenderà dall'ambiente e da come il Pisa riuscirà a resettare dopo la sconfitta con la Salernitana. Il pareggio di Verona aveva mostrato buoni spiragli, ma penso che la sconfitta di Vicenza abbia aperto un baratro, causando scompensi mentali difficili da gestire. Alle prime difficoltà il Pisa accusa un blackout. Credo quindi che la questione sia questa, più che la preparazione tattica della partita».
Massimo Berutto
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