La protesta
Ippica, oggi a San Rossore è il giorno del Premio Pisa
Grande attesa per l’edizione numero 127 di uno dei concorsi più prestigiosi e tradizionali dell’intero panorama nazionale, nato addirittura nel 1885
PISA. L'ippodromo celebra oggi il suo rito più bello: il premio "Pisa" che ha raggiunto l'edizione numero 127 ma che è vecchio da 132 anni avendo subito le interruzioni causate dagli eventi bellici. Nove i cavalli partenti, alcuni dei quali certamente protagonisti della futura stagione classica.
Un "Pisa”, quindi, che sembra potersi garantire un ottimo rating per l'edizione 2018. Quando si parla di questa corsa è d'obbligo ricostruirne un po' di storia.
Il 18 marzo del 1885 Rosenberg vinse la prima edizione della corsa che si chiamava “Premio del Commercio di Pisa” perché erano i commercianti pisani, che misero in palio il premio da 2 mila lire vedendo nelle attività dell'ippica anche un volano per le loro attività.
Una corsa storica ha un suo Albo d'Oro che consente di ricostruire nomi ed eventi. L’allenatore che detiene il maggior numero di successi resta il “mago” Federico Tesio (15); nella sua scia, ma ben discosto seppure con gli stessi colori di scuderia, Vittorio Ugo Penco che guidò la razza Dormello Olgiata dopo la morte di Tesio avvenuta nel 1954. Penco dominò (8 vittorie) negli anni che seguirono il successo di Ribot nel 1955. Tra i fantini, tre hanno accumulato nel tempo 6 vittorie ciascuno: Federico Regoli, Paolo Caprioli, Enrico Camici. Un record che sarà difficilmente ritoccato.
Anche molti fantini stranieri - stiamo parlando dell’èra pionieristica del galoppo pisano, cioè fino agli anni della Grande Guerra - hanno lasciato il segno nell'Albo d'Oro: tre vittorie ciascuno ottennero Walter Wright, Jmmy Horan e Albert Goddard mentre singolare fu la vicenda di Walter Hemming. Questo fantino nato a Liverpool vinse nel 1885 la prima edizione del premio “Pisa” in sella a Rosenberg. Aveva 22 anni. Rientrò in Inghilterra e per una quindicina d'anni non si sentì più parlare di lui. Tornò in Italia ornai quarantenne e vinse il “Pisa” nel 1903 e nel 1907. Intanto i Rook, che avevano avuto in Thomas il pioniere, non erano stati a guardare. Uno dei figli - John - vinse il “Pisa” nel '93 e nel '94 mentre un altro figlio - Albert - vinse con Goldoni il 'Pisa' del 1896 prima di andare a trionfare nel Derby reale di quello stesso anno.
A proposito di Derby, undici cavalli vincitori del “Pisa” hanno vinto anche quello che viene chiamato il Nastro Azzurro. Le femmine vincitrici nelle 126 edizioni della corsa sono state 21 (l'ultima fu Genevien, nel 1987).
Il numero minimo di partenti è stato di 2 cavalli in ben sei edizioni (ma tutte prima degli anni Venti) mentre il maggior numero è stato registrato, con 14 partenti, nell'edizione del 1981 vinta dalla femmina All Silk. Il record della corsa appartiene a Salselon che nel 2002, con la monta di Sandro Parravani, coprì i 1500 metri del percorso in 1° 26" 7'. Dal 2011, grazie alla realizzazione della pista grande. La distanza della corsa è passata da 1500 a 1600 metri cosicché il record i Salselon è destinato a restare quello storico sulla distanza originaria.
Lorenzo Vannozzi
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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