Sicurezza
Il Pisa non si arrende mai: un punto d’oro
Tabanelli regala un prezioso pari nel finale a Verona, gialloblù infuriati per un rigore non concesso al 90’
di Antonio Scuglia
INVIATO A VERONA
Tabanelli regala al Pisa un punto di platino al Bentegodi, in una partita che ormai sembrava persa: il Pisa torna a casa rinfrancato da un pareggio tutto cuore, con gli avversari imbestialiti per un rigore chiesto invano nel finale ma anche per una partita che hanno buttato via.
La lettura delle formazioni non riserva sorprese fra i gialloblù (Pazzini subito dentro insieme a Bessa e Siligardi nonostante gli acciacchi) ma ne porta tante fra i nerazzurri.
Fra tutti gli acquisti di gennaio viene schierato titolare solo Masucci, panchina per gli altri e nemmeno la convocazione per Manaj che non ha ancora percepito la necessità di sacrificarsi per la squadra. 3-5-2 o più propriamente 5-3-2 lo schieramento del Pisa, con Birindelli e Mannini a presidiare le fasce ai lati dei tre difensori centrali. Fuori due terzi del centrocampo titolare (Verna, non al massimo della condizione, e Angiulli) e Lazzari subito dentro insieme a Lisuzzo e Tabanelli, che avevano giocato insieme (in quella circostanza da titolari) per l’ultima volta nella finalissima di Foggia. Gattuso dunque vuole esperienza, mestiere e grinta in ogni reparto.
Oltre settecento i tifosi pisani al Bentegodi, qualcuno arrivato il giorno prima perché Verona è una città di grandissima attrattiva. Nel settore ospiti il tifo è infernale da molto prima che inizi la partita; i gigli viola (seppure pochi) fra i tifosi gialloblù attirano gli sguardi ma non la simpatia dei pisani.
L’avvio del Verona è robusto, il 4-3-3 è fasullo perché Romulo e Souprayen giocano alti per schiacciare il Pisa negli ultimi 20 metri. I nerazzurri si difendono con ordine ma capitolano a metà del primo tempo: l’azione si sviluppa sul centrodestra tra Franco Zuculini e Pazzini, che da dentro l’area appoggia all’indietro per Siligardi, il cui sinistro da posizione centrale non lascia scampo a Ujkani.
Ora difendersi e ripartire non basta più: Mannini va a fare l’attaccante a destra in un 4-3-3. Il Verona quando attacca fa sempre paura, il Pisa si innervosice perché Pazzini può protestare impunemente per l’intero tempo, mentre Mannini alla prima protesta (per la mancata ammonizione di un avversario su fallo tattico) si vede sventolare il giallo. Siligardi tenta il bis al 36’ su punizione, palla alta ma non di molto.
La differenza di tasso tecnico fra le due squadre però non è solo sulla carta: il Pisa crea un paio di mezze mischia in area, ma niente più.
Si riprende con un Pisa ovviamente votato all’offensiva: Peralta prende il posto di Birindelli, Mannini va a fare il terzino destro in un 4-4-2, finalmente si gioca a tutto campo, ovviamente si rischia di più. Pazzini spaventa subito i nerazzurri: colpo di testa secco ma di poco a lato su cross teso di Siligardi da dentro l’area; poi all’8’ finalizza male un bel contropiede con un rito forte ma centrale dal limite.
Franco Zuculini, il migliore in campo, deve uscire; poco prima del quarto d’ora giunge nel Pisa il momento di Zammarini al posto di Di Tacchio. Poco dopo la prima vera occasione del Pisa, creata da Peralta che sfonda sulla destra e serve Masucci in area piccola: palla all’indietro per Gatto e tiro rimpallato, poi Nicolas blocca in tuffo.
La sfida è viva: Pecchia si copre con Zaccagni al posto di Siligardi al 24’. Lo spauracchio Pazzini esce al 30’: il cambio con Ganz è automatico. Il problema del Verona è che non sa congelare la partita, segno di scarsa tranquillità nonostante una rosa stellare per la categoria.
Appena dopo, il Pisa si gioca l’ultima carta: Nacho Varela per Gatto. Il Verona ora ha più campo e al 37’ potrebbe chiudere la sfida: gran cross di Romulo da destra per Ganz che inzucca verso il “sette” ma Ujkani la toglie con un balzo felino salvando in angolo. E sul successivo capovolgimento di fronte il Verona si fa cogliere impreparato e un cross di Longhi trova l’inzuccata vincente di Tabanelli da altezza siderale (Boldor non è stato inappuntabile nell’occasione) per l’1-1 che gela il Bentegodi!
Ora è di nuovo il Verona ad attaccare a testa bassa, e all’89’ chiede invano un rigore: contrasto in area pisana fra Mannini e Bessa, tutti i gialloblù circondano l’arbitro, ne nasce addirittura un parapiglia con i nerazzurri. È l’ultima emozione: nel recupero (4 minuti, molto pochi) non succederà niente.
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