Lutto
Gattuso: ora non guardo più in faccia nessuno
Manaj non convocato per Verona: «In un gruppo ci sono regole da rispettare» Ma sotto esame c’è anche il brusco calo della squadra negli ultimi finali di gara
PISA. «Da ora in avanti non posso più permettermi di guardare in faccia nessuno. Ci sono giocatori che finiscono la gara stremati ed altri no, perché ognuno interpreta la gara a modo proprio. In un gruppo ci sono regole da rispettare. Anche per questo motivo Manaj non è neppure convocato».
Gennaro Gattuso alla vigilia della gara contro il Verona crede ancora fortemente alla salvezza ma vuole un cambio di passo da parte dei suoi giocatori. Il primo a farne le spese è quindi l'attaccante Rej Manaj (in gol nelle ultime due partite) che non è partito per il Veneto. Rientrato lo sfogo di settimana scorsa, Gattuso fa capire che il suo rinnovo non è una priorità e tutto dipende dalla conquista della salvezza.
Come arriva la squadra alla sfida del Bentegodi?
«Ci portiamo dietro gli errori che ci sono costati punti pesanti contro Vicenza e Latina, dove abbiamo preso due gol in fotocopia su cross dalla nostra sinistra e c'è stato un netto calo nel finale».
Come se lo spiega?
«Giochiamo anche bene ma gli ultimi minuti sono stati da tragedia umana e abbiamo rischiato di perdere anche con il Latina. Ci può stare sbagliare una partita ma non che ci dissolviamo al primo errore che commettiamo. Abbiamo grossi limiti nel gestire le gare e su questi aspetti abbiamo lavorato molto in settimana con lo staff tecnico».
Come stanno recuperando i giocatori che hanno avuto problemi fisici?
«Lores Varela si sta allenando bene ma lo porterò almeno inizialmente in panchina. Mi aspettavo di più da lui quando è entrato contro il Latina, ma è normale che faccia fatica dopo il lungo infortunio. Per il resto non ci sarà Cani che ha problemi al ginocchio, mentre Golubovic ha avuto una ricaduta al quadricipite e Landre dopo aver fatto un mezzo allenamento con noi sarà di nuovo in gruppo da settimana prossima».
Si aspetta un Verona con o senza Pazzini?
«Spero che non ci sia perché è un giocatore che non c'entra nulla con la Serie B e fa sempre la differenza. Noi l'abbiamo preparata con Pazzini in campo dal primo minuto. Il Verona lo conosciamo bene ed è una squadra fortissima costruita per vincere».
Una gara molto importante per i vostri obiettivi?
«Io credo ancora nella salvezza. Se Trapani e Ternana ci credono perché non dobbiamo farlo noi? Sul campo abbiamo fatto 34 punti e questo deve essere uno stimolo importante. Io per mollare dovrei essere un malato terminale con pochi giorni di vita».
Quanto può pesare a livello mentale la penalizzazione?
«Sapevamo che arrivava ed è normale avere un po' d'ansia quando devi recuperare in classifica e a volte la testa va da un'altra parte. Questa squadra ha pagato molto in termini di fatica fisica e mentale. All'inizio quando finiva una partita sembrava di vedere il film Fuga per la vittoria».
La nuova Arena Garibaldi potrebbe essere una grande opportunità?
«È un'occasione da non gettare alle ortiche per la squadra e la città. I club con uno stadio di proprietà hanno una marcia in più e non occorre fare la Serie A per mettere in piedi un progetto importante. Penso che l'Arena debba rimanere qua, a 300 metri dalla Torre. Non esiste un posto migliore».
Il presidente Corrado (presente alla rifinitura) vi è stato molto vicino in questi giorni?
«Sta succedendo qualcosa a cui non eravamo abituati. Siamo passati paradossalmente da un eccesso all'altro. Gli stipendi di febbraio sono stati già pagati. Corrado è uno che mantiene le promesse e tranquillizza tutti. Mi amareggia vederlo triste per i risultati negativi e mi sento responsabile di questo. Apprezzo molto la sua calma e il suo pensare positivo. Da manager ha vinto tante battaglie, speriamo di aiutarlo a farcela anche questa volta».
Del rinnovo del contratto parlerete a fine stagione?
«Quando tutto sarà finito ci siederemo ad un tavolo e ne parleremo. Di certo il mio rinnovo deve passare per il raggiungimento di qualcosa di importante, altrimenti sarebbe meglio che ognuno poi assuma le proprie responsabilità. Prima del mio rinnovo inoltre è giusto parlare di quello dei giocatori».
Andrea Chiavacci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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