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Pisa

E il tifo si divide tra amore e rabbia

E il tifo si divide tra amore e rabbia

C’è la protesta Daspo ma anche il sostegno a Rino e ai ragazzi

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PISA. La rifinitura come una partita vera. Per stare vicini al Pisa di Gennaro Gattuso ma anche per proseguire la lotta contro i provvedimenti che hanno colpito la tifoseria nerazzurra in seguito ai fatti di Empoli del 17 settembre scorso. Anche alla vigilia dell'attesa gara di Verona i gruppi del tifo organizzato hanno chiamato a raccolta il popolo nerazzurro che dalle 11 ha gremito i gradoni della tribuna inferiore dell'Arena. Oltre 500 persone hanno seguito l'ultima tappa di avvicinamento della squadra al match del Bentegodi, con un tifo continuo e caloroso. Cuore, voce e tante bandiere al vento per un'ora in un clima comunque spensierato, con la presenza di tanti bambini. Al di la dello stato di calma apparente la tifoseria è preoccupata per le decisioni che arrivano dalla questura di Firenze. La situazione attuale vede 49 diffide notificate e già attive che si sommano alle 8 già emesse a suo tempo. Ci sono ancora 13 persone in attesa di sapere se il loro caso sarà archiviato o se subiranno il Daspo. Come da ormai troppo tempo si vive su più binari: da una parte la rabbia e la voglia di fare piena luce su quanto accaduto prima di Pisa-Brescia, dall'altra la consapevolezza di non far mancare il sostegno alla squadra in un momento così delicato. Una vigilia molto sentita anche dal presidente Giuseppe Corrado che ha seguito la rifinitura da bordo campo. Gattuso ha cercato di mischiare le carte quando ha provato alcune situazioni di gioco. Si provano le situazioni da fermo ma soprattutto si cerca di non caricare di ulteriore lavoro la squadra e se possibile l'apertura al pubblico è servita anche a togliere un po’ di pressione.

La percezione reale, a differenza di quella dei social, è che Gattuso sia sempre considerato il condottiero, il valore aggiunto che può trascinarla alla salvezza. E lui in conferenza stampa ha sottolineato quanto sia importante ora la presenza dei tifosi: «Chi rappresenta la curva sa bene come la penso. Io capisco le loro difficoltà ma voglio giocare nell'Arena infuocata vista ai play off, la B è un patrimonio troppo importante per tutti. Con il Carpi per un tempo sembrava di essere al cinema, stessa cosa i primi 38 minuti contro il Latina. Non dico che non vinciamo perché non c'è il tifo. Quando però iniziano a cantare qualcosa in più a livello di energie mentali riescono a darcelo».

Andrea Chiavacci

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