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Scherma paralimpica cinque medaglie per l’Italia al PalaCus

PISA. La terza edizione della tappa pisana della Coppa del Mondo di scherma paralimpica va in archivio con l’Italia che ottiene due argenti e tre bronzi. E mentre si fa il bilancio, si pensa già...

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PISA. La terza edizione della tappa pisana della Coppa del Mondo di scherma paralimpica va in archivio con l’Italia che ottiene due argenti e tre bronzi. E mentre si fa il bilancio, si pensa già alla prossima edizione.

A tessere le lodi all’Unione Sportiva Pisascherma, organizzatrice della manifestazione, è il vice presidente della Federazione Italiana Scherma Paolo Azzi: «Questa è ormai una macchina oliata. La manifestazione è stata approntata in modo sempre perfetto e nel tempo si è consolidata ad alto livello anche se non è facile organizzare gare come questa. Inoltre, mi sembra di poter dire che sia la città che il Cus Pisa abbiano risposto nel modo migliore. Siamo soddisfatti come Federazione e ci conforta il fatto che siano arrivati i complimenti della Iwas, la Federazione Internazionale che gestisce le gare della scherma paralimpica».

Soddisfatto anche il presidente della società di Largo Catallo Giovanni Calabrò: «Direi che anche questa terza edizione della manifestazione sia andata bene. Ci hanno fatto piacere i riconoscimenti avuti sia dalla Federazione Italiana che da quella Internazionale. Credo sia doveroso ringraziare quelli che ci hanno aiutato a far sì che questa tre giorni pisana abbia avuto successo. Anzitutto i genitori dei ragazzi allievi della nostra società. Poi gli sponsor ed i dipendenti di Acque che attraverso il loro circolo ricreativo ci hanno donato una pedana atta alla scherma paralimpica che ci permetterà di organizzare meglio il settore all'interno della nostra società che, lo ricordiamo, ha Simone Vanni come ct del fioretto. E’ chiaro che iniziative del genere non possano avere il successo sperato se non vengano supportate dal Cus Pisa e dall’amministrazione comunale, quest’ultima ben rappresentata dall’assessore al sociale Sandra Capuzzi, che è presidente del comitato organizzatore».

Soddisfatti anche i due ct pisani Francesco Martinelli e Simone Vanni. «E’ sempre bello - dice Martinelli - tornare a casa. Oltre tutto se per gare importanti come questa. E’ vero che mancavano gli atleti russi, ma c’erano molte nazioni e molti atleti in più. È stata una prova reale di valutazione generale del nostro livello di crescita. Mi aspettavo forse qualcosa in più nei nostri risultati, ma va ricordato che il nostro è un lavoro non a corto raggio. Il gruppo sta crescendo nei numeri e, mi auguro, in qualità. Quando sono arrivato a fare il ct due anni fa la spada, in pratica, era senza atleti. I pochi che facevano le gare erano atleti che, come Matteo Betti, venivano dal fioretto. Erano tutti giovani inesperti che ora sono cresciuti. Hanno vinto assalti importanti ed hanno ottenuto, a volte, ottimi risultati. Pian piano stiamo ricostruendo il settore. C’è tanto lavoro da fare, ma la voglia ed il materiale umano ci sono».

«Eravamo a Pisa a novembre - aggiunge Simone Vanni - e solo quattro mesi dopo ci siamo tornati. E’ stato uno sforzo organizzativo notevole perché c’è sempre tanto da fare, ma è andato tutto bene. Gli ispettori nazionali ed internazionali sono rimasti molto contenti del lavoro svolto ed il pubblico ha risposto. Siamo contenti e da adesso lavoreremo per far sì che la prossima edizione sia ancora migliore. Per quanto riguarda i risultati a novembre abbiamo avuto un boom che si è consolidato. Nonostante l’assenza di Beatrice “Bebe” Vio sono arrivati cinque podi. È bene ricordare che stiamo lavorando sul lungo periodo».

Fabrizio Del Pivo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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