Sicurezza
La tribuna stampa da ieri è intitolata a Marco Barabotti
Un giornalista che amava Pisa e il Pisa La figlia: «Mio padre da lassù sarà contento»
PISA. In alto gli stemmi del Pisa e del Comune. Sotto, la scritta: «Giornalista de “Il Tirreno” sempre obiettivo e sagace nel raccontare le vicende della nostra gloriosa società e nell’esprimere la sua profonda pisanità».
Con questa targa, Pisa e il Pisa ricordano il nostro Marco Barabotti, prematuramente scomparso il 22 dicembre 2015 all'età di 68 anni, intitolandogli la tribuna stampa nazionale.
La cerimonia, semplice ma sentita, come sarebbe piaciuto a lui, si è svolta nel primo pomeriggio di venerdì, precedendo la conferenza stampa di Rino Gattuso. A fare gli onori di casa Riccardo Silvestri, responsabile dell’ufficio stampa nerazzurro e cresciuto giornalisticamente anche con lo stesso Barabotti (era nostro collaboratore quando Marco era caposervizio) e l’assessore comunale allo sport Salvatore Sanzo, presidente regionale del Coni. Sono stati loro a scoprire la targa, coperta da una maglia nerazzurra. Il tutto alla presenza della figlia Ilaria e della moglie Ambra.
L’Arena era casa sua, per tanti anni abbiamo visto le partite seduti fianco a fianco, soffrendo ed esultando. Non è solo il calcio pisano a ricordare Barabotti, ovviamente: al nome di Marco sono stati già intitolati un premio ippico a San Rossore e un premio di cucina. Figura dallo straordinario profilo umano e professionale, è stato un grande punto di riferimento culturale della città, anche come esperto di enogastronomia e amante della tradizione cittadina e della provincia. Ma Marco Barabotti è stato anche un grande tifoso nerazzurro e una penna storica del giornalismo sportivo pisano, negli anni gloriosi di Romeo Anconetani e anche in quelli successivi al primo fallimento, in cui decise che Il Tirreno avrebbe dovuto continuare a seguire il Pisa con la stessa attenzione e con lo stesso entusiasmo.
«Mio padre da lassù sarà contento» ha commentato Ilaria Barabotti alla fine della breve cerimonia: «ha sempre amato il Pisa». E, aggiungiamo, lo ha seguito fino ai suoi ultimi giorni.
Già nel letto di ospedale dal quale purtroppo non sarebbe più uscito, continuò sino all’ultimo a scrivere la sua rubrica settimanale sulla squadra nerazzurra, che fra mille vicissitudini societarie stava costruendo sul campo i successi che a fine stagione culminarono con la promozione in serie B. L’ultimo articolo sul Pisa lo scrisse nell’edizione del 2 novembre, i nerazzurri avevano perso con il Savona e l’ambiente rischiava di abbattersi ma Barabotti non era di quelli che si arrendono: «Questo ko può essere un utile bagno di umiltà», commentò. «La prima sconfitta della gestione Gattuso può essere salutare con un bagno di umiltà. Nulla è compromesso in una classifica corta. Il pubblico di Pisa è generoso e assorbirà il colpo. Dovremo ripartire con la rabbia necessari che non manca a questo gruppo». Ci aveva visto lungo, come sempre.
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