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Pisa

Gol e cartellino, per Manaj è quasi una regola

Gol e cartellino, per Manaj è quasi una regola

La “doppietta” di Vicenza ha vari precedenti nella carriera giovanile dell’attaccante albanese

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PISA. Primo gol pisano per Rey Manaj. Purtroppo la sconfitta collettiva ha offuscato la prodezza del singolo. Lo splendido calcio di destro al volo avrebbe guadagnato le copertine se avesse portato punti alla cassa rossocrociata. Ora il centravanti albanese deve trovare il primo gol-partita da professionista per regalare tre punti al Pisa, possibilmente già contro il Latina. Anche le precedenti due reti, segnate per il Pescara, non avevano fruttato vittorie. In Sassuolo-Pescara il successo fu conseguito a tavolino, ma sul campo Manaj aveva siglato solo il punto della bandiera abruzzese (2-1). In Genoa-Pescara invece firmò il definitivo 1-1 dopo il vantaggio del “Cholito” Simeone. Due le reti realizzate nella Cremonese senior 2014-15: contro l’Alessandria un momentaneo vantaggio rimontato dalla compagine grigia (1-1) e con la FeralpiSalò la rete del momentaneo 2-0 grigiorosso, vanificato dal doppio recupero degli ospiti, piegati però dal definitivo 3-2 di Jadid (ex nerazzurro, compagno di Manaj).

Gol e ammonizione. Un binomio tutt’altro che automatico ha caratterizzato molte delle più importanti realizzazioni nella breve carriera dell’attaccante: reti (una o due) e cartellino giallo in occasione di 6 delle 9 partite in cui la punta è andata a segno, tra i campionati professionistici e le fasi finali delle competizioni Primavera disputate lo scorso anno nell’Inter. Talvolta la sanzione è stata la conseguenza di un eccessivo festeggiamento: il calciatore albanese si tolse la maglia dopo la seconda delle due reti assestate alla Lazio in semifinale di Coppa Italia Primavera e per celebrare la firma nella vittoriosa finale con la Juventus, poco prima di essere espulso in seguito ad un secondo giallo per simulazione. Manaj ha rischiato grosso anche a Vicenza: dopo la corsa da porta a porta verso la curva occupata dai tifosi nerazzurri sembrava in procinto di aggrapparsi agli spalti, prontamente fermato dai compagni. Se lo avesse fatto, sarebbe incorso in un’ammonizione (e sarebbe stata la seconda), come accadde in un caso simile a Favasuli nell’esultanza per il 2-2 nella semifinale di Perugia del 2013. Una leggerezza che era costata al capitano la partecipazione alla finale di ritorno a Latina.

Massimo Berutto

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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