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Dragao o Bessa? Non è un problema

Dragao o Bessa? Non è un problema

Le ispirazioni della ristrutturazione dell’Arena con i due esempi di Oporto

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VICENZA. Come sarà la nuova Arena? Intanto il Pisa si augura che gli incontri tecnici in corso in queste settimane in Comune e la presentazione del progetto (fra poche settimane) procedano senza intoppi, perché a quanto pare il club non è attratto dall’idea di mega colate di cemento vista inceneritore per “delocalizzare” lo stadio cittadino. Il progetto è ambizioso, come la società. Ma per ora, mentre il club programma, è necessario pensare alla priorità questa stagione, ovvero alla salvezza in B: prossima battaglia Pisa-Latina visto anche l’inopinato passo falso di ieri sera a Vicenza. L’intervista effettuata nei giorni scorsi con il presidente Giuseppe Corrado ha indicato due possibili modelli che piacerebbe adottare a Pisa per la ristrutturazione dell’impianto. Uno è quello della Veltins Arena di Gelsenkirchen in Germania, dove gioca lo Schalke 04.

E l’altro è quello di Oporto. Ma in quel caso è bene specificare. Lo stadio cittadino per definizione è il do Dragão (in italiano Stadio del Drago) che ha una capienza di 52.000 spettatori, ospita le partite interne del Porto ed è il secondo stadio più capiente di Portogallo dopo il da Luz di Lisbona.

Ma a Oporto c’è anche lo stadio che ospita il Boavista, 30.000 posti e disegnato in maniera praticamente identica allo Stadio Luigi Ferraris di Genova. Dei lettori ci hanno fatto quindi notare che il do Bessa è molto più simile a come potrebbe diventare l’Arena, data la sua forma rettangolare. Abbiamo quindi rivolto la domanda a Giovanni Corrado. Il riferimento del Pisa è ai progettisti e alle tecniche di costruzione da impiegare (come la Veltins Arena e, appunto, il do Dragao). In una recente conferenza stampa il presidente del Pisa ha rivelato come Andrea Madonna fosse andato a vedere Porto-Juventus non tanto perché... juventino, ma per dare un’occhiata da dentro all’impianto. Diverso il discorso per la forma dell’impianto sarà giocoforza più squadrata (quindi simile al Bossa, al Ferraris, agli stadi di Modena, Cesena e così via) per liberare preziosi metri quadrati nel quartiere e liberarlo da cancellate e simili.

Ovviamente anche le misure finali non sono le stesse: «I nuovi stadi - ha spiegato nella nostra redazione Giuseppe Corrado, - anche nelle metropoli tendono ad essere meno invadenti come strutture e contengono meno posti ma più comodi, e tutti a sedere, rispetto a quelli vecchi. La capienza che pensiamo per l’Arena si aggira sui 18mila posti: 16mila è il minimo accettato per il massimo campionato».

I lavori naturalmente dovrebbero essere effettuati a moduli, in maniera da non dover chiudere mai l’impianto, e una volta realizzata la ristrutturazione l’Arena dovrebbe contenere, oltre ai posti per gli spettatori (con tutti i settori addossati al terreno di gioco, nel modello all’inglese), anche gli uffici del club, il Museo del Pisa, esercizi commerciali (come il Pisa Point, per esempio) e un ristorante. (a.sc.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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