L’ultima vittoria con Castillo, Rajczi e lo zar Kutuzov
Nove stagioni fa l'ultima vittoria nerazzurra a Vicenza. In un fantastico girone d'andata al ritorno in B un indimenticabile 3-1, frutto di una rimonta, di un rigore segnato (e di uno fallito) da...
Nove stagioni fa l'ultima vittoria nerazzurra a Vicenza. In un fantastico girone d'andata al ritorno in B un indimenticabile 3-1, frutto di una rimonta, di un rigore segnato (e di uno fallito) da Castillo, di una zampata di Kutuzov e di un sabato di gloria per l'ungherese Peter Rajczi. Un ragazzo simpatico, sempre sorridente, bravo a far buon viso ad una stagione avara di soddisfazioni personali, dopo un arrivo a sorpresa alla fine del mercato estivo al posto di Eddy Baggio, che finì fuori rosa. A Rajczi, accreditato di circa 100 gol su poco più di 200 presenze in patria, non andò molto meglio, alle prese con l'ambientamento in un nuovo Paese e poco favorito da un gioco arioso, che mal si sposava con un classico rapinatore dell'area di rigore. Mister Giampiero Ventura non pronunciava bene neppure il suo cognome, ribattezzandolo "Rajcic", che in realtà era un roccioso mediano del Bari corteggiato invano da Petrachi. In Ungheria l'attaccante riprese a segnare con continuità. Adesso, alla soglia dei 36 anni, milita nella serie B magiara, in forza al Kisvàrda (17 presenze e 6 reti all'attivo). Fuori dal campo si gode la paternità di uno splendido bambino. Abbiamo intercettato l'ex nerazzurro su Facebook e ci ha risposto in un sorprendente italiano: «Naturalmente so di Ventura in nazionale. Io ancora gioco in Ungheria in serie B. Mi ricordo quel bell'anno ed il gol. In bocca al lupo a voi. Pisa sarà sempre nel mio cuore». (m.b.)
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