Il dolore
«Del Fabro un big, Manaj crescerà»
Beppe Cosma tornò in nerazzurro nel 1968 dopo l’esperienza al Vicenza
PISA. Un bomber di serie A non ha esitato un attimo a lasciare Vicenza per tornare a Pisa. Lo ha fatto quasi cinquantanni fa e da allora non ha più abbandonato la nostra città. Beppe Cosma, padovano, già nerazzurro per quattro stagioni (1962-66), si riaggregò allo Sporting Club dopo la promozione in A del '68 e vi rimase altri 4 campionati, anche a costo di vivere la rapida discesa fino alla C.
Cosma, che ricordi conserva della stagione in biancorosso (1967-68)?
«Fu un anno tribolato. Ebbi un sacco di infortuni. Posso però dire di aver avuto l'onore di giocare con un campione come Luis Vinicio. Ad allenarmi fu un ex pisano: Arturo Silvestri. Un allenatore all'antica, con un bel carattere. Segnai un unico gol a Cagliari, davanti al mio amico Gigi Riva. Per me è già tanto essere stato suo avversario».
Lei tornò a Pisa dopo la storica promozione in A nel 1968.
«Silvestri voleva portarmi con sé a Brescia, ma io a Pisa avevo già trovato il mio amore. Mi sposai proprio nel 1968».
Quale ambiente troverà il Pisa allo stadio Menti?
«Non è spettacolare come invece sa essere il tifo pisano. A miei tempi Vicenza non raggiungeva i medesimi livelli di eccezionalità e non credo che da allora sia cambiata».
A Pisa è stata presentata ufficialmente la nuova dirigenza...
«Finalmente una svolta, con una serietà che da molti anni non vedevamo nel Pisa».
In squadra chi le piace di più?
«Masucci è un bel calciatore. Un piacere vederlo giocare. A me piace molto Peralta, il classico elemento di fascia, che con la fantasia può fare la differenza. Ma il giocatore che apprezzo di più è Del Fabro, spero possa arrivare in alto».
E Manaj?
«Ancora non mi ha convinto, ma è mobile e veloce. Forse non è stato servito bene. I giocatori chiamati a segnare devono essere alimentati dalla squadra».
Come vede la corsa per la salvezza?
«Come il Pisa ci sono altre 10 squadre sullo stesso livello. È un episodio a rompere l'equilibrio. Io sono tranquillissimo: il Pisa si salverà, ma deve costruire qualche situazione in più davanti alla porta avversaria».
Cosa si aspetta dalla gara di Vicenza?
«Abbiamo una squadra con una grande carica nervosa. Il Pisa si accinge a disputare una partita chiave, da giocare per vincere. Credo però che aspetteremo i nostri avversari e poi cercheremo di sorprenderli con qualche invenzione. Penso comunque anche il Vicenza incontrerà problemi, se ha bisogno di punti per salvarsi. Per giocare bene serve serenità, che non ci può essere quando si deve assolutamente fare risultato».
Massimo Berutto
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