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Pisa

Il cavalier Paletti è un nuovo socio

Il cavalier Paletti è un nuovo socio

L’immobiliarista di Milano (nato a Fucecchio) entra nel club con il 5% delle quote. Ha rapporti di lavoro con la Viris Spa

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PISA. Una delle novità della giornata è rappresentata dall’ingresso in società ( 5% di quote) del cavalier Sestilio Paletti. Toscano di origine, è nato a Fucecchio nel 1939, ma milanese d’adozione. Paletti si è infatti trasferito all’età di 13 anni a Milano e nei primi anni Settanta diventa immobiliarista introducendo la formula del frazionamento, fino a quel momento ignorata dagli investitori. Nel 1976 Paletti diventa cavaliere del lavoro e nel 1978 fonda Filcasa e da quel momento è iniziato la sua ascesa fino a diventare un immobiliarista di successo a livello nazionale e internazionale. Paletti lo scorso dicembre ha ricevuto l’Ambrogino d’oro, il prestigioso premio assegnato ogni anno dal Comune di Milano, che corona una carriera dove l’impegno lavorativo è andato di pari passo con quello del volontariato. Paletti infatti si impegna da molti anni in favore della Casa dei ciechi di guerra della Lombardia. L’ingresso nell’Ac Pisa è legato all’amicizia con Enzo Ricci, visto che Filcasa lavora da anni a stretto contatto con Viris Spa. Le origini toscane di Paletti non sono un aspetto secondario, visto che anche ieri Giuseppe Corrado ha sottolineato l’importanza degli imprenditiri locali nel futuro del club nerazzurro: «Nella provincia di Pisa ci sono più di 20mila partite Iva ed il nostro compito è quello di generare affari attraverso l’importanza del nostro brand. Non chiediamo l’elemosina, ma vorremmo investimenti che generino utile per noi e per chi crede nel nostro progetto».

Anche il nuovo direttore delle risorse umane Antonio Cifaldi spiega quanto sia importante costruire un rapporto tra la proprietà e le realtà locali: «Mi sono accorto di un attaccamento viscerale tra il territorio e la squadra di calcio. Impossibile non coinvolgere i vari enti e le varie realtà presenti». Raffaella Viscardi parla di programmazione: «Per fare cose grandi dobbiamo pensare in grande. Stiamo definendo il budget perché non vogliamo buttare via i soldi, ma sappiamo che le battaglie non si vanno a fare con i cannoni di cartone. L’aspetto finanziario sarà sempre commisurato a quelle che saranno le nostre ambizioni». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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