Il dolore
Cara Spal, battere il Pisa non è Semplici
Capitan Mannini risponde ad Antenucci: sfuma il sogno dell’undici ferrarese di conquistare il primato solitario
FERRARA. La Spal festeggiava ieri al “Paolo Mazza” le cento panchine in biancoceleste di Leonardo Semplici e voleva brindare anche al primato in classifica in attesa del posticipo del Frosinone. Complimenti e un sincero in bocca al lupo per il prosieguo del campionato - visto anche che deve affrontare tutte le concorrenti del Pisa nella lotta per la salvezza - ma il primato forse lo voleva celebrare senza coinquilini, e i nerazzurri glielo hanno impedito, rispondendo con capitan Mannini al gol iniziale di Antenucci.
E’ un gran bel Pisa, diciamolo subito: imbattuto nel girone di ritorno, rafforzato da una campagna acquisti non “stellare” ma intelligente, consapevole delle sue qualità. E da ieri con un ulteriore rinforzo: il centrocampista Tabanelli, tornato in campo quasi nove mesi dopo la finale di Foggia che gli procurò un grave infortunio. Nel pareggio di ieri, inatteso quanto si vuole, non c’è traccia di fortuna o di ruberia, perché i nerazzurri sono stati bravissimi ad annullare sul campo il gap tecnico rispetto ai fortissimi avversari. E bravo anche Gattuso a correggere in corsa l’assetto iniziale, cambiando l’inerzia del match fino al meritato pareggio e poi difendendo con ordine e grinta (cinque ammoniti, tanti, compreso Mannini che era in diffida: tanti, ma tutti spesi per falli “necessari”).
Il risultato è stato deciso tra il 20’ e il 40’ del primo tempo. La Spal si è schierata con il 3-5-2 come sempre, le star erano gli attaccanti Floccari e Antenucci, ma il vero protagonista è stato l’esterno destro Lazzari, 23 anni, praticamente immarcabile. Dopo aver iniziato a creare la prima occasione dopo soli 35 secondi (gran discesa e palla a Schiattarella, da questi assist a Floccari che dal limite sparava alto di poco), al 20’ ha scambiato sulla solita fascia ancora su Schiattarella - bella la palla di ritorno, di tacco - e ha crossato basso e teso per Antenucci, abilissimo a prendere posizione e a girare in rete con un destro al volo. Applausi strameritati dai suoi tifosi per l’ex nerazzurro.
Gara in discesa per la neo-capolista? Mica tanto. Perché il Pisa, schierato all’inizio con un 3-5-2 (o magari 5-3-2) a specchio con gli avversari - fuori il gladiatore Verna per rifiatare, dentro il redivivo e amatissimo Tabanelli -, si è ridisposto con il 4-3-1-2 spostando Mannini da esterno difensivo a trequartista, ha cominciato a prendere metri e prima del riposo ha pareggiato. Era il 4’ quando, su un cross da sinistra di Angiulli, il difensore Cremonesi, per anticipare lo stacco di Tabanelli quasi al centro dell’area, ha imitato Superman quando alza il pugno per decollare e dice “Via! Più veloce della luce” e ha respinto con la mano. Fallo visibile a chilometri di distanza, l’arbitro non ha esitato a indicare il dischetto e capitan Mannini, nuovo capocannoniere della squadra, dagli undici metri ha battuto Meret con una legnata di destro angolatissima alla sinistra del portiere (che pure aveva intuito). E dal settore ospiti, che conteneva oltre 600 supporter pisani, sono ripartiti con gioia cori e canti di incitamento, gelando il pur numeroso e caldo tifo dei locali.
La ripresa si apriva con un brivido: incertezza di Del Fabro in area che non riusciva ad allontanare un pallone avvelenato, Antenucci glielo rubava e calciava in diagonale da sinistra praticamente in area piccola, ma Ujkani respingeva e poi Longhi allontanava. Al 6’ Lazzari sfondava ancora a destra e centrava per Floccari, ma Tabanelli murava il tiro del bomber che chiedeva inutilmente un “mani”.
La Spal premeva (possesso palla oltre il 60%) ma la sua manovra trovava pochi sbocchi, con il Pisa che stringeva gli spazi. Entrambi gli allenatori mettevano dentro forze fresche, Semplici ad un certo punto passava all’arrembaggio (dentro la terza punta di ruolo, Zigoni, al posto del regista Castagnetti) ma l’unica vera occasione arrivava al 32’ quando Mora, dopo una finta su Angiulli, rimetteva in mezzo per il colpo di testa di Cremonesi quasi botta sicura: mira troppo alta. Il Pisa si difendeva e, oltre a una chance di testa per Del Fabro al 23’, provava a partire in contropiede quando ce n’era l’opportunità: in almeno due occasioni poteva pungere, ma la lucidità, dopo tanta corsa e tanta lotta, non era al top. Ma va bene così, anzi benissimo.
Antonio Scuglia
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