Sicurezza
Ora il Pisa sa sia attaccare che difendere
Due facce diverse della stessa squadra, più equilibrata ma anche più aggressiva dopo il mercato di gennaio
PISA. Dal 4-2 ottenuto ad Ascoli allo 0-0 interno con il Carpi, nel giro di pochi giorni. Nessuna contraddizione, solo due facce diverse dello stesso Pisa uscito dal mercato di gennaio e imbattuto nel 2017 (2 vittorie e 5 pareggi). Adesso Mannini e soci sanno attaccare e segnare (già un gol in più rispetto all'intero girone d'andata), ma non hanno dimenticato come ci si difende e si blinda la porta fino al 90'. L'impressione è che Gattuso stia soppesando attentamente il grado di rischio di ciascuna partita, sapendo quando giocare per vincere e quando badare al sodo. Il Carpi è stata la terza neoretrocessa su tre a pareggiare 0-0 all'Arena Garibaldi, dopo Verona e Frosinone. Idem in Ciociaria. Le temute grandi favorite della vigilia hanno avuto le polveri bagnate.
OSARE PER VINCERE. Quando il Pisa ha giocato per vincere, con la Ternana e ad Ascoli, ha fatto centro senza discussioni. Nelle Marche la squadra nerazzurra non si è scomposta neppure di fronte al precoce svantaggio, perché aveva già impostato la partita per offendere, con il baricentro alto. Adesso i nerazzurri sanno di poter rimontare, come è capitato a Novara e con l'Entella, quindi un gol subìto non è più un inesorabile macigno. Tre autoreti (una nella sfida con la formazione ligure e due ad Ascoli) testimoniano un pizzico di fortuna in più, ma soprattutto il fatto che la squadra tiri maggiormente in porta e quindi possa indurre in errore gli avversari. Significativi anche i primi due penalty stagionali, uno fallito da Manaj (con la Ternana) e l'altro trasformato da Mannini (a Brescia): adesso l'area di rigore non è più un tabù, anche sugli sviluppi di palle inattive (letali per tre volte ad Ascoli).
LA LEZIONE DI CASTORI. "In alcuni momenti puoi andare in prima classe, in altri l'importante è salire sul treno, anche in piedi". La metafora di Fabrizio Castori, tecnico del Carpi, ha suscitato un sorriso nel dopo gara, ma ha fatto riflettere. Gattuso aveva fatto propria questa massima già prima di martedì sera, nel corso del turbolento girone d'andata. Erano finite a reti bianche anche le ultime gare interne del 2016, con Bari e Spezia. Probabilmente sarebbe stato identico il risultato a Benevento senza la papera di Ujkani e forse anche a Cittadella senza la doppia mazzata dell'infortunio di Lisuzzo e dell'espulsione di Di Tacchio nel primo tempo. (m.b.)
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