Il Tirreno

Pisa

Pisa, ecco il secondo deferimento Figc

di Antonio Scuglia
Pisa, ecco il secondo deferimento Figc

La Procura federale accelera ma rischiano anche altri club

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PISA. I vari organi della Federcalcio accelerano i tempi dei procedimenti riguardanti il Pisa: a poche ore di distanza dalla penalizzazione di un punto inflitta dal Tfn per il mancato pagamento di contributi e ritenute fiscali per il bimestre luglio-agosto 2016, il Procuratore Federale, a seguito di segnalazione della Co.vi.so.c., ha deferito al Tribunale Federale Nazionale, Sezione Disciplinare, l’allora amministratore unico del Pisa Lorenzo Giorgio Petroni “per aver violato i doveri di lealtà probità e correttezza, per non aver corrisposto, entro il 16 dicembre 2016, le ritenute Irpef e i contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai propri tesserati, lavoratori dipendenti e collaboratori addetti al settore sportivo per le mensilità di luglio, agosto, settembre e ottobre 2016”. Stessa imputazione anche per gli stipendi di settembre e ottobre.

Per entrambi i capi di accusa, il Pisa è stato deferito a titolo di responsabilità diretta e a titolo di responsabilità propria. La sanzione minima è di un punto di penalizzazione per ciascuna inadempienza, inoltre c’è la recidiva per i contributi, per cui la mazzata prevista corrisponde ad altri tre punti. La speranza (oltre che di un meritato sconto) è che alla celerità usata per sanzionare il Pisa già in questa stagione ne corrisponda una uguale per le altre società.

TAVERNITI NON FIGURAVA PIÙ... A proposito: in occasione del punto già tolto al Pisa, con Lorenzo Giorgio Petroni inibito per tre mesi, è stato prosciolto Vincenzo Taverniti, che era stato deferito insieme a lui. Ma perché Petroni junior condannato e Taverniti no? Leggiamo nella sentenza: «Alla data del 17 ottobre 2016 il Sig. Vincenzo Taverniti non disponeva più dei poteri a lui delegati dal Presidente poi dimessosi dalla carica, mentre era ancora nella sua qualifica di Amministratore unico e legale rappresentante pro-tempore della Società AC Pisa 1909 il Sig. Giorgio Lorenzo Petroni. Ne discende che il Sig. Vincenzo Taverniti non risponde dei fatti contestati perché al medesimo non imputabili».

PUNIRANNO ANCHE GLI ALTRI? Secondo quanto riporta tuttomercatoweb.com, oggi a Roma ci sarà l'udienza relativa ai fatti che sarebbero accaduti nel 2014 ad Avellino e che vedrebbero coinvolti i calciatori Izzo, Millesi e Pini, oltre al club deferito per responsabilità oggettiva. Il rischio per l’Avellino, in caso di condanna è di cinque punti di penalizzazione da scontare in questo campionato. Sempre che non si trovino vizi di forma che possano invalidare il procedimento: l’avvocato Chiacchio punta all’archiviazione. «Inoltre il 23 marzo toccherà al Latina, per il ricorso della Procura Federale sul ritardo nel procedimento relativo ai pagamenti del 18 aprile 2016. Previsti uno o due di penalizzazione, poi se ne aggiungeranno altri due per gli stipendi di ottobre e novembre non pagati. A fine campionato prevista un'altra penalizzazione di due punti per le mensilità di dicembre e gennaio non pagate al 16 febbraio più uno per la recidiva. Il regolamento prevede infatti che fino agli stipendi del 16 febbraio venga applicata una penalizzazione nella stagione in corso. Per le retribuzioni successive invece la penalità è rimandata al campionato che verrà».

TAVERNITI VS. LUCCHESI. A proposito di Latina: il club pontino è l’attuale società di Fabrizio Lucchesi, a sua volta deferito dal Procuratore federale dopo un esposto di Taverniti nella prima metà del 2016 (pochi mesi dopo fece un esposto anche contro Gattuso) in seguito a una lite. La Figc è venuta a saperlo (chissà chi glielo ha detto) e quindi Lucchesi è stato deferito, insieme al Pisa, in quanto all’epoca era lui il Dg. Lucchesi rischia un’inibizione, il Pisa una leggera ammenda. L’udienza di mercoledì scorso al Tfn è stata aggiornata al 16 marzo, ma potrebbe essere archiviato tutto per una eccezione di decorrenza di termini, pendente presso il Collegio di garanzia del Coni.

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