Sicurezza
Il Pisa ci prova ma non sfonda
Un tempo a testa contro il Carpi, alla fine arriva un buon punto in chiave salvezza
PISA. Il Carpi non sbaglia niente, preme nel primo tempo poi cala nella ripresa, quando il Pisa avrebbe la voglia ma non le energie sufficienti per colpire. E allora finisce 0-0, l’ottavo risultato a reti bianche di un Pisa imbattuto in questo girone di ritorno. Certo, sarebbe stato bello vincere, ma la squadra avversaria è una delle più forti del campionato a livello di organico, anche se viene da una serie molto negativa. Nel turno di ieri, delle undici squadre che si trovano nella parte bassa della classifica nessuna ha vinto: 6 pareggi e 5 sconfitte.
Arena quasi esaurita, ma fin da prima del fischio d’inizio tutto il centro della curva Nord è stato lasciato vuoto per protesta: è, anche fisicamente, il “cuore” della tifoseria ultrà nerazzurra colpita duramente dalle diffide per i fatti di Empoli. Solo nell’intervallo, dopo aver accompagnato in questura i tifosi che dovevano firmare a causa dei Daspo, i gruppi della Nord sono entrati all’Arena cantando a squarciagola la versione ultrà de “I maschi”, nuova e sentitissima hit dell’Arena.
Nerazzurri in campo con il 4-3-3: la squalifica di Di Tacchio ha regalato a Lazzari il ritorno fra i titolari dopo molto tempo, con Golubovic e Mannini esterni di difesa accanto a Del Fabro e Milanovic. Promosso in blocco il settore avanzato Masucci-Manaj-Gatto che ha sbancato Ascoli sabato scorso.
Fra gli avversari, che lamentavano diverse assenze (Sabbione, Jelenic, Concas e Di Gaudio) rientrava il centravanti Mbakogu che ha avuto uno sconto sulla squalifica di 3 giornate; 4-4-2 il modulo, con il bomber Lasagna a fianco del nigeriano e il trequartista Lollo dirottato a centrocampo.
Più Carpi che Pisa nel primo tempo: i biancorossi pressavano molto alto, e ogni volta che la palla capitava dalle parti delle sue punte un brivido percorreva la schiena dei tifosi all’Arena indipendentemente dal fastidioso vento. Due le occasioni create dagli ospiti: al 21’ Mbakogu sfondava sulla destra contro Mannini, guadagnava il fondo in piena area e serviva sul primo palo Lasagna, che, disturbato dalla pressione di Del Fabro, non riusciva a girare nello specchio da pochi passi; al 27’ lo stesso Lasagna sul fronte sinistro sfidava Del Fabro sulla corsa e lasciava partire un gran sinistro, sventato in angolo da Ujkani. Per i nerazzurri solo un missile terra-aria di Golubovic dai trenta metri nel recupero, non troppo alto, e qualche recriminazione di Manaj maltrattato in più circostanze dai difensori avversari senza che l’arbitro La Penna e il guardalinee Bottegoni lo tutelassero.
Ripresa molto più tinta di nerazzurro, anche se al 5’ Mbakogu ha spaventato Ujkani sbucandogli davanti dalla destra del suo settore d’attacco, servito in piena area da Struna: una leggera deviazione di Del Fabro ha alzato la palla sopra la traversa. Il Pisa però ha iniziato a prendere metri su metri e a gestire il gioco (59 a 41 la percentuale nel possesso palla), ha spostato il baricentro più in alto chiudendo con un 4-2-3-1 ed è andato per due volte al tiro in modo insidioso: al 35’ con Angiulli che ha tirato alto su una respinta corta della difesa in mischia e al 46’ con Verna (destro al volo, violento ma alto, su sponda di Milanovic).
Ora c’è da preparare la trasferta di Ferrara, contro una Spal che viaggia a mille all’ora: ma niente ansia, niente paura. Il Pisa c’è.
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