La protesta
Piola, due stadi per il campionissimo
Anche Vercelli ha intitolato il suo impianto al superbomber di sempre
PISA. Allo stadio Piola di Vercelli il Pisa ha ottenuto l'ultimo punto esterno e sull'omonimo campo di Novara i nerazzurri cercheranno di riassaporare la vittoria in trasferta che, Coppa Italia a parte, manca dal 20 febbraio 2016 a Pontedera con il Tuttocuoio (1-2). Due stadi nella medesima categoria e nella stessa regione sono intitolati ad un unico campione ed entrambi in erba sintetica.
I DUE PIOLA. Silvio Piola, indimenticabile bomber di Lazio e Juventus, è stato onorato a dovere dalla città che lo ha visto crescere calcisticamente (Vercelli) e da quella che lo ha accolto in un finale di carriera sempre a suon di gol (Novara). Nel 1997 si mosse il Comune di Novara per intitolare al grande campione il campo che prima era dedicato a Luciano Marmo, allenatore e tecnico piemontese dagli anni 30 agli anni 60 (salvo un quinquennio nello staff della Nazionale). Nel 1998 fece altrettanto Vercelli.
ERBA ARTIFICIALE. Ancoraggio alla memoria, ma prontezza nel cogliere le opportunità offerte dalle più moderne tecnologie. Anche in questo caso Novara ha anticipato di un anno le intenzioni di Vercelli, scegliendo l'erba sintetica già nel 2010. Fu la prima città di serie B a compiere questa scelta e nella stagione successiva, in seguito alla promozione, la prima nel massimo campionato.
RISCHI. Una superficie difficile per le formazioni ospiti, che devono abituarsi alla particolarità dei rimbalzi e alla velocità della sfera, soffrendo maggiormente gli effetti di eventuali acciacchi fisici.
Un'arma a doppio taglio anche per le formazioni di casa: Avellino, Cesena, Pro Vercelli, Virtus Entella, Novara e Trapani (le squadre cadette che hanno adottato questa soluzione) hanno vinto quasi solo in casa.
CLASSIFICA UFFICIALE. La Lega B stila settimanalmente una classifica relativa alla qualità dei terreni di gioco. Fra i sintetici il Novara ha mediamente il migliore della categoria.
E il campo dell'Arena? E' giudicato il quartultimo fra quelli naturali o misti, davanti a Terni (fanalino di coda), Salerno e Benevento. (m.b.)
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